Il mercato dei remaster e delle riedizioni di classici videoludici si arricchisce di un nuovo mistero che sta facendo discutere la community PC: Cold Fear, survival horror del 2005 sviluppato da Darkworks, è improvvisamente sparito dal catalogo Steam lo scorso 11 novembre.
La rimozione arriva in un momento quanto mai sospetto, appena tre mesi dopo che il titolo è passato dalle mani di Ubisoft a quelle di Atari, alimentando speculazioni su un possibile remaster in arrivo da parte di Nightdive Studios.
La vicenda si fa interessante quando si considera il contesto: ad agosto, Atari ha acquisito Cold Fear insieme ad altri quattro titoli del catalogo Ubisoft, tra cui I Am Alive, Child of Eden, Grow Home e Grow Up.
All'epoca dell'acquisizione, Wade Rosen, CEO di Atari, aveva dichiarato l'intenzione di "reintrodurre questi titoli esplorando anche modi per espandere ed evolvere questi franchise". Una dichiarazione che oggi assume contorni diversi alla luce della rimozione dal principale store PC.
Cold Fear rappresenta un caso particolare nel panorama dei survival horror della metà degli anni 2000. Ambientato su una baleniera russa infestata da creature mutanti, il gioco si distingueva per il sistema di fisica ambientale che simulava il rollio della nave, influenzando direttamente il gameplay e la mira del giocatore.
Nonostante le recensioni tiepide al lancio, il titolo ha mantenuto nel tempo una fanbase dedicata, come testimoniano le valutazioni "molto positive" che conservava su Steam prima della rimozione.
La teoria più accreditata nella community punta verso un coinvolgimento di Nightdive Studios, software house specializzata nel restauro e remastering di classici videoludici. L'azienda, che ha già riportato in vita titoli come System Shock, Turok e Dark Forces, è nota per rimuovere temporaneamente dalla vendita i giochi originali quando lavora a versioni rimasterizzate.
Tuttavia, Cold Fear rappresenterebbe una scelta insolita per il loro portfolio, solitamente orientato verso titoli considerati pietre miliari del settore.
Esistono naturalmente spiegazioni alternative e più prosaiche: potrebbe trattarsi di questioni legate alla scadenza di licenze software, problemi con i diritti musicali o complicazioni contrattuali ereditate dal passaggio da Ubisoft ad Atari. Nel mercato delle riedizioni videoludiche, questi ostacoli burocratici rappresentano spesso la causa principale di delisting improvvisi, anche temporanei.
La situazione ricorda casi simili nel recente passato, dove titoli classici sono stati rimossi dagli store digitali per poi ricomparire in versioni aggiornate. Al momento, Atari non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla rimozione di Cold Fear da Steam, lasciando i fan del survival horror originale nell'incertezza sulla possibilità di acquistare il titolo nella sua forma classica. L'unica certezza è che chi possedeva già il gioco nella propria libreria Steam può continuare a scaricarlo e giocarlo normalmente.