Sandfall Interactive ha iniziato a parlare con maggiore chiarezza del suo prossimo progetto, pur senza annunciarne titolo, genere o piattaforme. Il fondatore e director Guillaume Broche, parlando del secondo gioco dello studio, ha spiegato che l'obiettivo non sarà costruire qualcosa pensato per piacere a tutti: «Forse alla gente non piacerà. È la vita», ha detto, aggiungendo che il primo gioco non era nato per compiacere qualcuno.
Il riferimento è naturalmente a Clair Obscur: Expedition 33, diventato in poco tempo uno dei casi più discussi dell'industria. Il gioco di ruolo francese ha superato, secondo le stime citate, quota 6 milioni di copie, ha conquistato tre BAFTA, ha ricevuto un riconoscimento anche dal presidente francese ed è arrivato anche a vincere un GOTY ai DICE Awards.
Il discorso si collega a quanto già raccontato su «Clair Obscur Expedition 33 guida le nomination ai GDCA 2026», contesto in cui Broche ha collegato quel risultato proprio alla libertà creativa del team. Secondo il director, Sandfall non ha realizzato il suo RPG guardando alle tendenze del mercato, ma seguendo un'idea personale, poi cresciuta fino a diventare un progetto molto più grande rispetto alle previsioni iniziali dello studio.
Tra le influenze citate per il primo capitolo ci sono Persona 5, soprattutto per regia e interfaccia, e classici come Lost Odyssey e Blue Dragon, evocati per l'uso delle meccaniche a tempo nei combattimenti a turni. Proprio quella combinazione ha contribuito a riportare al centro del dibattito un tipo di RPG che molti consideravano meno appetibile per il grande pubblico.
Le parole di Broche si inseriscono in una linea già emersa all'inizio dell'anno. Il chief operating officer e production director François Meurisse aveva spiegato che la pressione successiva al successo non era «così importante» per il team, pur confermando l'esistenza di «alcune grandi idee» che lo studio era entusiasta di esplorare.
Anche la lead writer Jennifer Svedberg-Yen aveva espresso un concetto simile, osservando che molte opere tra serie TV e libri finiscono per perdere il proprio cuore quando cercano di accontentare troppe persone. Per Sandfall, il punto resta quindi fidarsi dell'istinto e della visione creativa alla base dello studio.
Il prossimo gioco resta ancora non rivelato, ma il messaggio è già netto: dopo l'exploit di Expedition 33, Sandfall non intende trasformare il successo in una formula da replicare meccanicamente. Il team francese vuole continuare a controllare i propri progetti, forte anche del fatto che, pur avendo lavorato con Kepler Interactive come publisher, mantiene la propria indipendenza creativa.