Il franchise di Assassin's Creed sta per compiere un salto verso un nuovo medium, e questa volta le premesse sembrano decisamente più solide rispetto ai precedenti tentativi di adattamento.
Ubisoft ha confermato ufficialmente attraverso il proprio account X che le riprese della serie live-action targata Netflix sono ufficialmente iniziate, segnando un momento che la community di fan attende con interesse misto a cauta curiosità.
La serie porta con sé un team creativo di assoluto peso, un cast internazionale di rilievo e una scelta di ambientazione che richiama direttamente le origini narrative del brand videoludico.
Sul fronte dell'ambientazione, la produzione ha optato per la Roma Antica nel 64 d.C., un periodo storico carico di tensioni politiche e sociali che si sposa perfettamente con la mitologia della guerra segreta tra Assassini e Templari.
I fan di lunga data del franchise riconosceranno immediatamente il fascino di un'epoca già esplorata parzialmente nei giochi, e che ora viene portata al centro della narrazione televisiva con tutto il potenziale cinematografico che Netflix può offrire.
A guidare il progetto ci sono i co-showrunner Roberto Patino e David Wiener, entrambi nominati agli Emmy e con curriculum di tutto rispetto: Patino ha lavorato a produzioni come Westworld, DMZ e Sons of Anarchy, mentre Wiener ha firmato episodi di Halo, Homecoming e The Killing.
Il fatto che Wiener abbia già esperienza con l'adattamento di un franchise videoludico importante come Halo rappresenta un elemento significativo, considerando le lezioni apprese da quella produzione controversa.
Il cast annunciato è numeroso e internazionale: Toby Wallace (noto per Babyteeth) e Lola Petticrew (Say Nothing) guidano una formazione che include anche Noomi Rapace, Claes Bang, Sean Harris, Nabhaan Rizwan, Ramzy Bedia, Laura Marcus, Tanzyn Crawford, Zachary Hart, Corrado Invernizzi, Sandra Guldberg Kamp, Youseff Kerkour e Mirren Mack. Una lineup che suggerisce ambizioni produttive non ordinarie.
In una dichiarazione congiunta rilasciata al momento del via libera alla produzione, avvenuto nel luglio 2025, Wiener e Patino hanno sottolineato di essere fan del franchise fin dall'uscita del primo Assassin's Creed nel 2007.
I due hanno descritto la serie come qualcosa che va ben oltre l'azione e il parkour, affrontando temi universali di identità, destino, fede, potere e connessione umana attraverso le culture e il tempo.
Una visione ambiziosa che, se mantenuta, potrebbe distinguere questa produzione dagli adattamenti gaming che si limitano a replicare la superficie estetica del materiale originale.
Netflix aveva già anticipato la direzione narrativa descrivendo la serie come un thriller ad alta tensione incentrato sulla guerra segreta tra due fazioni nell'ombra, con protagonisti che attraversano eventi storici cruciali.
Questa impostazione richiama da vicino la struttura narrativa dei videogiochi, dove l'intreccio tra presente e passato storico è sempre stato il cuore pulsante dell'esperienza, dal primo capitolo fino a Assassin's Creed Mirage.
Il precedente più significativo nel campo degli adattamenti gaming rimane la serie The Last of Us su HBO, che ha dimostrato come un videogioco possa essere tradotto in televisione mantenendo profondità emotiva e qualità narrativa.
Il test per la serie Netflix sarà capire se Assassin's Creed, con la sua mitologia più complessa e la sua struttura multistrato, reggerà lo stesso confronto di fronte a un pubblico generalista che potrebbe non conoscere le basi del lore.