Quando Netflix annunciò Anya Chalotra nel ruolo di Yennefer di Vengerberg per la serie live-action di The Witcher, l’entusiasmo dei fan si mescolò rapidamente a un’ondata di commenti velenosi. Critiche feroci, spesso concentrate non sulla recitazione ma sull’aspetto fisico e sull’origine etnica dell’attrice, che all’epoca era ancora agli inizi della sua carriera. A distanza di anni, Chalotra ha deciso di tornare sull’argomento in un’intervista concessa a The Guardian, raccontando come quell’esperienza l’abbia segnata profondamente.
«Non sono più sui social. Ho smesso. È passato molto tempo dall’ultima volta che li ho usati», spiega l’attrice. «Durante la prima stagione ho ricevuto moltissima negatività. Certo, anche molti messaggi positivi, ma è ovvio che sono quelli negativi a colpirti di più. Era uno dei miei primi lavori importanti, e mi ha colpita duramente. Ho imparato molto in fretta quanto tutto questo possa essere intenso.»
Chalotra descrive la sua esperienza in The Witcher come un vero e proprio “battesimo del fuoco”, un ingresso improvviso e travolgente nell’industria dell’intrattenimento globale: «È stato spaventoso, ma al tempo stesso incredibilmente emozionante», aggiunge. Un contrasto che riflette bene il destino della serie Netflix: partita con buone premesse, ma poi logorata da scelte controverse, cali di qualità e un progressivo disinteresse del pubblico. Nonostante tutto, la performance di Chalotra è rimasta tra gli elementi più apprezzati, anche dai critici che hanno bocciato la direzione generale del progetto.
Mentre Liam Hemsworth si prepara a raccogliere il testimone di Geralt di Rivia dopo l’uscita di scena di Henry Cavill, il dibattito intorno a The Witcher resta acceso. Da un lato c’è chi continua a criticare l’adattamento per le sue libertà creative, dall’altro chi riconosce che figure come Yennefer e la stessa Chalotra hanno contribuito a mantenere viva la serie anche nei momenti più incerti. Un ruolo difficile, in un contesto mediatico che amplifica tutto — soprattutto la crudeltà gratuita.
Oggi Anya Chalotra sembra più consapevole e più forte: ha imparato, come Yennefer stessa, a convivere con il fuoco e a farne uno strumento di rinascita. E forse, in questo, la sua interpretazione non poteva essere più autentica.