A oltre dieci anni dalla sua uscita, Assassin's Creed IV: Black Flag resta uno dei capitoli più amati dell'intera saga Ubisoft. Un gioco che ha saputo trasformare l'identità del franchise, spostando l'attenzione dalle lame celate ai cannoni della Jackdaw, e che ancora oggi viene citato come il punto più alto raggiunto dall'epopea degli Assassini. Ma dietro la sua creazione si nasconde una rete di aneddoti, scelte produttive e curiosità che meritano di essere riscoperte.
Dall'accento gallese di Edward Kenway, nato per caso durante un provino, fino alla collaborazione con uno storico esperto di pirateria come Colin Woodard, abbiamo raccolto dieci storie che raccontano come è stato costruito uno dei più grandi open world a tema piratesco mai realizzati.
C'è spazio per la celebre risposta di Ubisoft alla PETA sulla caccia alle balene, diventata virale per la sua ironia, ma anche per le influenze meno scontate che hanno modellato il gameplay: Red Dead Redemption per l'anima del fuorilegge romantico e, sorprendentemente, The Legend of Zelda: The Wind Waker come modello per la navigazione tra arcipelaghi.
Non mancano gli easter egg più curiosi, come l'omaggio nascosto a The Secret of Monkey Island e il collegamento canonico tra Black Flag e l'universo di Watch Dogs, né le scelte produttive più audaci, come lo sviluppo parallelo ad Assassin's Creed III o l'uso di un libro del 1724 come bibbia documentale del progetto, mentre il nostro speciale ripercorre la riscoperta di Black Flag tra pirateria, navigazione e l’eredità di Edward Kenway.
C'è infine la lunga e travagliata genesi di Skull and Bones, nato come semplice espansione e diventato, dopo un decennio, un caso di studio sui rischi dello sviluppo videoludico.
Se siete cresciuti solcando i Caraibi a bordo della Jackdaw, trovate tutte le dieci curiosità nella nostra galleria dedicata a Black Flag, dove ogni aneddoto è approfondito con dettagli e retroscena raccontati dagli stessi sviluppatori.