La musica dei videogiochi compie quarant’anni di storia moderna e il GAMM – Museo del Videogioco di Roma sceglie di celebrarla con un progetto che è insieme omaggio, riflessione e spettacolo. “40 anni di musica videoludica (1986–2026)” nasce per ricordare un anniversario simbolico ma fondamentale: quello di tre titoli che hanno segnato l’immaginario collettivo mondiale anche – e forse soprattutto – grazie alle loro colonne sonore. The Legend of Zelda, Metroid e Castlevania non sono soltanto videogiochi iconici: sono spartiti impressi nella memoria di intere generazioni.
Le melodie nate nell’epoca dei chip sonori a 8 bit, in un contesto di limitazioni tecniche rigidissime, hanno saputo trasformare un vincolo in identità. Da quei suoni sintetici e compressi è germogliata un’estetica che avrebbe poi alimentato la scena chiptune, con una forte anima DIY e underground, festival dedicati e community attive in tutto il mondo.
Nel corso delle due giornate, il museo ospiterà momenti educational dedicati alla musica 8 e 16 bit, con analisi dei temi che hanno reso immortali Zelda, Metroid e Castlevania, affiancati da attività pratiche sul sound design e sulla composizione “a vincoli tecnici”. L’obiettivo è coinvolgere scuole, famiglie e giovani appassionati in un’esperienza che non si limiti alla fruizione passiva, ma che stimoli comprensione e creatività. Perché la musica videoludica non è soltanto nostalgia: è anche metodo, struttura, linguaggio.
La sera del 7 marzo il percorso si allargherà verso la dimensione orchestrale con il concerto della Player 2 Orchestra, la prima orchestra sinfonica italiana specializzata nell’esecuzione di colonne sonore di videogiochi, serie TV, anime e film. L’ensemble proporrà arrangiamenti sinfonici dei grandi classici, preceduti da un’introduzione che ne ricostruisce il contesto storico e narrativo.
L’8 marzo sarà invece dedicato all’anima più radicale e sperimentale della musica videoludica. In mattinata, un workshop mostrerà come il Game Boy possa trasformarsi in vero e proprio strumento musicale, con la creazione di una traccia 8 bit in tempo reale e un’introduzione alla scena chiptune. In serata salirà sul palco Fabio Bortolotti, in arte Kenobit, tra i principali esponenti italiani del genere, che da anni utilizza Game Boy, Commodore 64 e hardware retro per comporre ed eseguire musica elettronica legata alla cultura videoludica.
Se oggi le colonne sonore vengono eseguite da orchestre sinfoniche e ascoltate in streaming come album autonomi, è perché quarant’anni fa qualcuno seppe trasformare tre canali sonori e pochi kilobyte in emozione pura. Celebrare quell’eredità significa riconoscere che la cultura videoludica non è soltanto intrattenimento, ma memoria condivisa, linguaggio artistico e, sempre di più, patrimonio collettivo.