L'industria videoludica si trova di fronte a un'opportunità multimiliardaria che molti publisher stanno ancora sottovalutando. Secondo una nuova analisi condotta da Ampere Analysis, società specializzata in ricerche di mercato del settore gaming, esistono almeno 18 franchise storici che potrebbero generare profitti sostanziosi se sottoposti a remake o remaster.
I dati parlano chiaro: tra il 2024 e settembre 2025, i giocatori hanno speso 1,4 miliardi di dollari su titoli rifatti o rimasterizzati, con 72,4 milioni di utenti attivi su PlayStation, Xbox e Steam. Un mercato in piena espansione che sta premiando soprattutto i remake completi, capaci di generare introiti doppi rispetto ai remaster tradizionali.
Katie Holt, senior analyst di Ampere Analysis, ha presentato una lista dettagliata di titoli che rappresentano vere e proprie miniere d'oro inesplorate per gli editori.
Tra i candidati principali per un remake completo figurano Assassin's Creed originale, Chrono Trigger, The Legend of Zelda: A Link to the Past, il primo Fallout, Rayman Origins, Resident Evil 5 e Uncharted: Drake's Fortune. Si tratta di giochi che necessitano di un rifacimento sostanziale per allinearsi alle aspettative moderne in termini di gameplay, controlli e sistemi narrativi.
Sul fronte dei remaster, dove l'intervento tecnico richiesto è meno invasivo, Ampere ha identificato potenziali candidati in Bloodborne, Bully, Dragon Age Origins, The Elder Scrolls: Morrowind, Fallout: New Vegas e persino Red Dead Redemption 2. Completano l'elenco alcuni titoli che potrebbero funzionare con entrambi gli approcci, come il God of War del 2005, Assassin's Creed IV: Black Flag, il primo Far Cry e The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D.
L'analisi di Ampere si concentra particolarmente su cinque casi di studio emblematici. Per quanto riguarda il God of War originale, uscito ormai vent'anni fa, la società sottolinea come il franchise mantenga una community attiva con 2,4 milioni di utenti mensili registrati a settembre 2025, dopo aver toccato un picco di 11,45 milioni durante il lancio di Ragnarok nel 2022.
Oltre il 20% dei giocatori sotto i 45 anni si dichiara fan della serie, rendendo appetibile un intervento di modernizzazione. Holt però mette in guardia: modificare troppo il combat system hack-and-slash e la narrativa originale potrebbe alienare i fan storici, mentre un'espansione cinematografica e aggiornamenti mirati al gameplay potrebbero ampliare significativamente il pubblico.
Bloodborne rappresenta invece il candidato ideale per un remaster piuttosto che un remake completo. Essendo un titolo PS4, le preferenze dei giocatori non sono cambiate radicalmente dalla scorsa generazione, rendendo superfluo un rifacimento totale di gameplay e narrativa.
Ampere ha rilevato che tutte le fasce d'età sotto i 45 anni mostrano un apprezzamento superiore alla media per la serie Dark Souls, mentre Elden Ring ha raggiunto 14,4 milioni di utenti mensili attivi al suo picco. Secondo l'analisi, un remaster fedele che preservi l'atmosfera gotica e inquietante dell'originale potrebbe intercettare questa vasta audience di appassionati dei soulslike.
Il caso Fallout merita un'attenzione particolare, con Ampere che distingue nettamente tra il primo capitolo del 1997 e New Vegas. Il titolo originale, esclusiva PC dell'epoca, presenta sistemi di controllo, interfaccia utente e meccaniche di combattimento che molti giocatori moderni considererebbero obsoleti. Il doppiaggio limitato e i vincoli tecnici che hanno condizionato i sistemi di dialogo interattivo richiedono un remake completo.
Il successo di Baldur's Gate 3 dimostra che esiste ancora una forte domanda per RPG occidentali complessi e stratificati. Per New Vegas, invece, basterebbe un remaster visivo: la vera forza del gioco risiede nelle scelte dialogiche con conseguenze multiple, elementi che non necessitano di modifiche sostanziali. La serie ha raggiunto 16,8 milioni di utenti mensili attivi nell'aprile 2024, subito dopo il debutto della serie TV su Amazon Prime Video, confermando l'enorme potenziale commerciale del franchise.
Per quanto riguarda The Legend of Zelda: A Link to the Past, Ampere evidenzia come il 17% di tutti i giocatori si dichiari fan della serie, con il 54% dei fan concentrato nella fascia 25-44 anni. Una ricerca su Reddit del termine "The Legend of Zelda: A Link to the Past remake" restituisce 48.200 risultati, testimoniando l'interesse persistente della community.
Nonostante sia considerato uno dei migliori capitoli della serie dai fan storici, il design dei dungeon e del mondo di gioco appare datato per gli standard moderni, e la narrativa risulta eccessivamente lineare. Nintendo potrebbe adottare l'approccio retro-moderno utilizzato con successo per il remake di Link's Awakening del 2019, mantenendo l'essenza dell'originale ma aggiornando grafica e alcune meccaniche.
L'analisi di Ampere rivela una differenza economica sostanziale tra le due strategie. Esaminando 42 titoli pubblicati tra gennaio 2024 e settembre 2025 (15 remake e 27 remaster), emerge che la spesa media globale per un remake è 2,2 volte superiore rispetto a quella di un remaster.
I remake richiedono investimenti significativamente più alti in sviluppo, marketing e tempistiche produttive, ma riescono a ringiovanire franchise classici e attrarre nuove generazioni di giocatori. I remaster, al contrario, offrono tempi di sviluppo più rapidi e costi contenuti, ma generalmente producono livelli di engagement inferiori.