Recensione 4 min

Ni No Kuni, il JRPG di Level 5 arriva anche su Switch

Ni No Kuni la maledizione della strega cinerea nel portino su switch risulta meraviglioso ma un po' acciaccato.

Dopo aver analizzato a fondo la versione per l’ammiraglia Sony, oggetto, come abbiamo visto, di un profondo rinnovamento a livello tecnico, in questa sede esamineremo brevemente anche la versione per Switch di Ni No Kuni – La minaccia della strega cinerea, che non ha goduto del medesimo impegno a livello di rimasterizzazione ed è un porting diretto della versione originale uscita su PS3 all’inizio del 2013 sul territorio europeo.

Ni No Kuni

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
20 Settembre 2019
Sviluppatore:
Level 5
Distributore:
Namco Bandai

Fiaba della buonanotte

Ci siamo già espressi sulla narrativa che sorregge Ni No Kuni in occasione della recente recensione della versione per Playstation 4, e in questa sede non ci soffermeremo più di tanto su aspetti come trama e gameplay, normalmente centrali all’interno delle nostre recensioni, perchè nessuno di questi è mutato nè rispetto al titolo uscito nel 2013 nè alla versione rimasterizzata vista la settimana scorsa sull’ammiraglia Sony.
Ci limiteremo a dire, però, che giocare a Ni No Kuni da ultratrentenni ci ha fato tornare bambini per qualche ora, quando una storia poteva rendere la nostra giornata migliore o indurci ad abbandonarci nelle braccia di Morfeo, che la voce narrante fosse quella, più dolce, della mamma, o quella profonda e rassicurante del papà.
E così, accanto ad altri titoli che hanno portato su Switch la magia delle fiabe in chiave moderna, come, a vario titolo, Breath of the Wild, Hollow Knight e Night in the woods, il prodotto Bandai Namco sembra proprio a suo agio sulla macchina Nintendo, il cui pubblico ha dimostrato di sapere apprezzare più di altri l’umanità e la leggiadria di storie delicate come questa.
Sebbene qualcuno abbia obiettato che siano l’incipit ed il finale a prendersi davvero la scena, con tutta la fase centrale che rallenta il ritmo della narrazione e la diluisce per favorire le dinamiche da gioco di ruolo, riteniamo che il cambio di registro assicurato dai toni colorati e malinconici di Ni No Kuni rappresenti una ventata di aria fresca in un panorama in cui le tonalità di grigio e di marrone, la violenza ed il sangue la fanno da padroni.
Certo, come per tutte le fiabe chi cerca colpi di scena clamorosi e personaggi vicini alla realtà quotidiana potrebbe rimanere deluso, ma, nel contempo, coloro i quali al medium videoludico chiedono primariamente di evadere dalla quotidianità potrebbero imbarcarsi in un viaggio memorabile.

In mobilità

Cosa aggiungere ancora alle dinamiche di gioco di questo classico che non sia già stato scritto o detto?
Per un approfondimento sul gameplay e su come Hiro e il suo team hanno orchestrato il combat system, vi rimandiamo alle nostre recensioni, quella fiume del 2013, ancora validissima visto che questo port non ha modificato minimamente i sistemi in-game, e quella pubblicata qualche giorno fa della versione PS4.
In questa sede, piuttosto, ci sembra abbia senso concentrarsi sulle nuove possibilità di fruizione permesse da Switch, che ricalcano, in un certo senso, la visione originale del team di sviluppo, visto che Ni No Kuni debuttò sui due schermi di Nintendo DS in Giappone quasi dieci anni or sono.
E difatti la fruizione in mobilità allevia in un certo qual modo il tedio che deriva dalle quest secondarie, uno dei pochi punti deboli della produzione: le numerose fetch quest basate sulla raccolta di oggetti o sullo sterminio di una determinata categoria di mostri, infatti, ripetitive e monotone soprattutto per sessioni di gioco lunghe, divengono più gestibili in modalità portatile.
Intraprendere una quest di raccolta che garantirà uno stampo mentre si è appena saliti sul treno che porta a casa o al lavoro, riuscendo magari anche a completarla prima dell’arrivo a destinazione, restituisce la sensazione di aver raggiunto un piccolo traguardo parziale anche in condizioni precarie, che è un po’ una delle molle principali per giocare on the go.
In attesa del nuovo modello di Switch, però, abbiamo notato come il prodotto Bandai Namco abbia un discreto impatto sulla batteria della nostra console acquistata al day one, e quindi il consiglio, quantomeno per coloro che si apprestano ad affrontare giornate lunghe o spostamenti consistenti, è di abbassare la luminosità dello schermo e portarsi dietro il caricabatterie da viaggio.

Splendido ma imperfetto

Il pomo della discordia per questa edizione Switch era rappresentato dalla qualità del port, che, a differenza delle versioni PS4 e PC, non ha goduto di un profondo lavoro di ammodernamento delle texture, dei fondali e delle animazioni. Limitandosi a riproporre la versione uscita sei anni or sono per PS3 sulla macchian ibrida di Nintendo. Le cose, in senso assoluto, non sono andate malissimo, anche se ammettiamo che, dopo aver trascorso diverse ore con la versione PS4 Pro, con tanto di 4K, la differenza è abbastanza netta.
Partiamo proprio dalla risoluzione: il gioco gira a 720p in modalità Tv, e abbiamo il dubbio che questo conteggio scenda ulteriormente (sebbene non di molto) in versione portatile. Questa scelta sarebbe assolutamente condivisibile se, in cambio, il framerate fosse sempre solidissimo, perché in un titolo dotato di un combat system tanto frenetico questo farebbe davvero la differenza. Purtroppo, invece, dobbiamo segnalare numerosi cali di framerate, che, sebbene non sempre impattanti sul gameplay, possono risultare fastidiosi soprattutto durante le boss fight e le fasi di esplorazione della world map, quando i nemici ci rincorrono per combatterci.
Proprio durante le fasi di spostamento da una città all’altra, l’aliasing che affligge il gioco appare più evidente, soprattutto giocando su televisori dalla diagonale ampia: come successo per il recente Daemon X Machina, comunque, confidiamo nel supporto post lancio degli sviluppatori per la risoluzione di molte di queste problematiche. Con il gioco aggiornato alla versione 1.01, l’ultima disponibile al tempo di redigere questo articolo, Ni No Kuni in versione Switch porta in dote anche numerosi piccoli glitch audiovisivi (interpolazioni e sovrapposizioni poligonali, desincronizzazioni audio durante certe cutscene eccetera) i quali, sebbene non rovinino l’esperienza in senso definitivo, rubano un po’ della magia che l’eccezionale art design del gioco riesce a creare. Di altissimo livello anche la colonna sonora orchestrale di Joe Hisaishi, che, goduta in modalità portatile con un paio di auricolari di qualità, esalta tutta la sua ampiezza e rende onore al talento del compositore nipponico.

+ Accessibile ma non privo di profondità
+ Perfetto in mobilità
+ Artisticamente rilevante anche oggi
+ Joe Hisaishi al suo meglio
Nessun contenuto inedito
Port imperfetto

8.0

Un porting imperfetto, e comunque facilmente mgiliorabile con una serie di patch mirate, non riesce ad offuscare la radiosità dell’opera Level 5, che anche in questa versione Switch, la prima portatile a sbarcare in occidente, si conferma un gioco di ruolo longevo, divertente e con una narrativa sognante.

Tutti i possessori della console ibrida di mamma Nintendo che nutrono almeno un vago interesse per i JRPG dovrebbero dargli almeno una possibilità, a meno di non possedere anche una PS4 Pro o un PC da gioco, nel qual caso sarebbe difficile non consigliare quelle versioni in luogo di questa.

Che siate neofiti alla prima esperienza o veterani del genere, comunque, Ni No Kuni rimane un’opera di grandissimo valore ludico ed artistico.