Help Will Come Tomorrow, fame, freddo e Rivoluzione – Recensione

Help Will Come Tomorrow è un survival che non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale

Recensione
A cura di Daniele Spelta - 20 Aprile 2020 - 10:22

Dalla rivoluzione francese a quella russa, dalla presa della Bastiglia al crollo dell’impero zarista. Dopo aver affidato il discreto We. The Revolution a Polyslash, il publisher polacco Klabater passa la consegna ad Archlight Creations, autori del nuovo Help Will Come Tomorrow.

Dopo l’incidente

La storia racconta le vicende di un gruppo di sopravvissuti ad un incidente ferroviario nella Siberia del 1917 e viene presentata attraverso una struttura prettamente da survival game, una costante lotta contro le intemperie climatiche, contro la carenza di cibo e risorse e contro i banditi che hanno fatto deragliare le carrozze. Il ritmo di gioco è scandito da una suddivisione netta tra le attività svolte di giorno e quelle che prendono vita sotto le stelle. Alla flebile luce del sole russo, i superstiti devono essere gestiti per svolgere svariate mansioni che accrescono la probabilità di salvare la pelle, come cucinare, costruire utensili e trovare la migliore soluzione per affrontare i numerosi eventi casuali, mentre di notte si passa dai fatti alle parole e ciascuno racconta la propria storia in un continuo scambio di idee e proposte.

Help Will Come Tomorrow, fame, freddo e Rivoluzione – Recensione

Di giorno…

L’accampamento è composto da postazioni fisse, come il fuoco da campo, la tenda, la palizzata e il banco da lavoro e a ciascuna zona sono collegate varie azioni. Ad esempio, presso il falò si cucina il cibo e si filtra l’acqua, la palizzata è un ottimo punto per raccogliere qualche ramoscello o per piazzare una trappola e la zona della quarantena è ideale per curare le ferite e riposarsi dalle fatiche. Per recuperare le poche risorse bisogna inoltre spedire qualche sopravvissuto oltre i confini del campo, alla ricerca di pietre, legname, funghi e altri indispensabili materiali, stando attenti a non allontanarsi troppo o a non venire intercettati dai fuorilegge. Le mosse vanno studiate nel dettaglio e consumano i punti azione in possesso di ciascun personaggio. Questi ultimi ne hanno a disposizione di base tre, un numero che tende però a calare con il passare dei giorni e con uno status psico-fisico sempre in bilico, minato da fame, sete, ferite, indigestioni e carenza di sonno.

Al di là di un bilanciamento discutibile e di una difficoltà artificiosa fatta di eventi imprevedibili e di un fabbisogno esagerato – i superstiti non possono rimanere due giorni senza mangiare, ci chiediamo che metabolismo avessero i russi di inizio ‘900 – le meccaniche survival sono ben implementate e si integrano a vicenda in un puzzle dalla complessità crescente, un’equazione in cui trovano posto anche le personalità degli sfortunati protagonisti. Con il passare dei giorni essi sviluppano tratti passivi unici, che li rendono più o meno adatti a svolgere determinati lavori e a tollerare certi compagni e ad odiarne altri.

Help Will Come Tomorrow, fame, freddo e Rivoluzione – Recensione

… E di notte

Molte di queste abilità e le dinamiche di gruppo nascono durante i dialoghi notturni che i sopravvissuti scambiano davanti al fuoco. In questo frangente emerge con forza il contesto storico in cui è ambientato Help Will Come Tomorrow. La Rivoluzione di Ottobre è stata sfruttata a piene mani per narrare la crescente tensione tra i reduci dell’incidente, ognuno aggrappato alle sue ideologie reazionarie o rivoluzionarie, in un continuo scambio di battute in cui si fa spazio il passato di una giovane aristocratica, di un militare zarista o, ancora, di un fervente sostenitore della ribellione popolare.

Purtroppo i dialoghi presentano parecchie incrinature, sia sul lato narrativo che nei riflessi sul gameplay e la Rivoluzione resta sullo sfondo senza mai venire approfondita. Si avverte infatti uno scarso coraggio da parte degli sviluppatori, i quali hanno preferito adottare un approccio freddo e distaccato su temi molti divisivi, mentre fra le domande e le risposte esiste spesso solo una soluzione positiva, indispensabile per ottenere qualche vantaggio pratico quando si tratta di sopravvivere. Al contrario, se si preferisce restar fedeli alle proprie idee e si evitano posizioni più “democristiane” il risultato sarà sempre negativo.

Help Will Come Tomorrow, fame, freddo e Rivoluzione – Recensione

Lo scarso interesse suscitato dalle conversazioni viene inoltre appesantito dalla ripetitività insita nella natura stessa del gioco. Help Will Come Tomorrow è un surival e, come da tradizione, capita di morire con tanto di game over definitivo. Questo loop costringe il giocatore ad assistere sempre agli stessi dialoghi e sempre agli stessi bonus e malus che caratterizzano i vari personaggi. L’effetto è abbastanza spiacevole, sia per la ripetitività di fondo sia per l’abbassamento della difficoltà causato dal conoscere già a priori molte delle situazioni.

+ Non rivoluziona il genere, ma è un buon survival
+ Ambientazione storica interessante...
- ... Che doveva aver più spazio e importanza
- Al secondo tentativo si conosce già a memoria lo svolgimento dell'avventura
- Qualche difetto di bilanciamento

6.0

Help Will Come Tomorrow parte con degli ottimi presupposti, soprattutto per la sua ambientazione e per i risvolti sul gameplay. Più passano le giornate e più ci si accorge che ci si trova davanti ad un’occasione sprecata: la Rivoluzione d’ottobre è solo una comparsa in un survival dalle solide meccaniche, penalizzate però da una ripetitività tediosa e da una difficoltà fatta di troppi alti e bassi.




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