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Giochi con loot box vietati ai minori di 18 anni: la decisione tedesca fa discutere [agg.]

Una decisione, quella della Germania, destinata a far parlare di sé.

Aggiornamento, 11 marzo

Arrivano precisazioni sulla chiacchierata decisione tedesca dello scorso 5 marzo: come analizzato dal portale specializzato GamesLaw, infatti, leggiamo che «i videogiochi non saranno più semplicemente basati sull’età e sul loro immediato contenuto, ma anche su come vengono utilizzati e quali elementi interattivi contengono (o intendono proporre)». La documentazione, spiega il portale, indica ad esempio la necessità di precisare se il gioco contenga acquisti in-game, meccaniche equiparabili al gioco d’azzardo, funzioni di comunicazione e di contatto con altri giocatori o condivisione di dati senza la richiesta del consenso.

In caso anche uno solo di questi campi venisse spuntato, «questo non significa che automaticamente la valutazione per l’età ideale per la fruizione sarebbe più alta di quanto sarebbe stata altrimenti. La legge prevede la possibilità, per le società di rating, di applicare dei descrittori come quelli del PEGI e dell’ESRB. Per i giochi online, l’USK ha infatti avviato una procedura simile come parte del sistema IARC. Quando vengono utilizzati i descrittori, l’aumento dell’età ideale per la fruizione del gioco è considerato una misura eccezionale».

Emerge, insomma, che la decisione tedesca voglia imporre una più stratificata indicazione dei contenuti del gioco, come accade nei casi delle valutazioni del PEGI: l’aumento dell’età ideale indicata nella confezione dei videogiochi rimane quindi da ritenersi come misura straordinaria, e non automatica in presenza dei casi “critici” identificati dalla normativa.

Originale

La questione legata alle lootbox ha spesso tenuto banco in questi mesi: c’è chi difende a spada tratta le cosiddette casse premio, e chi invece critica aspramente questa caratteristica definendola alla stregua del gioco d’azzardo.

Ora, stando a quanto trapelato sullo Spiegel (via ResetEra), il parlamento federale tedesco ha deciso che tutti i giochi online – o le app – che utilizzano loot box dovranno essere classificati solo ed esclusivamente per giocatori con 18 anni di età o superiore.

Si tratta di una decisione senza dubbio molto importante, destinata a creare scompiglio all’interno delle compagnie che hanno fatto delle casse premio una caratteristica molto importante dei loro prodotti (è impossibile non pensare ad EA con FIFA o Activision con Call of Duty).

Gli acquisti in-game saranno comunque sempre disponibili per i giocatori della Germania, sebbene l’approvazione dell’emendamento cambierà drasticamente il loro utilizzo sino ad ora. Il governo vuole infatti garantire che i bambini e i ragazzi molto giovani non entrino in contatto con procedure “scorrette” che incentivino l’acquisto di bonus a pagamento.

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Secondo l’avvocato Julia Maris, la legge influenzerà quindi il limite età prefissato in precedenza: «I giochi online o altre applicazioni che utilizzano lootbox o offerte di gioco simili saranno probabilmente classificati con una classificazione di età pari o superiore a 18 anni».

La riforma interesserebbe quindi anche giochi molto diffusi tr i giocatori (anche verso un pubblico di età under-18) come ad esempio il celebre FIFA 21: la simulazione di calcio è attualmente approvata dall’Ente di autoregolamentazione del software di intrattenimento senza limiti di età, ma considerando la presenza di contenuti a pagamento nella modalità Ultimate Team le cose potrebbero cambiare.

Staremo a vedere se i publisher opteranno per una disattivazione volontaria delle loot box, magari includendo un’opzione ON/OFF all’interno del gioco stesso.

Resta ora da vedere se altri paesi europei (Italia inclusa) seguiranno presto l’esempio della Germania (il gioco d’azzardo è considerato un’attività illegale in molti paesi europei, specie per via delle conseguenze dannose sulla salute degli individui).

Lo scorso dicembre uno studio pubblicato dalla Gambling Health Alliance aveva messo in evidenza che il 9% dei giocatori intervistati ha chiesto un prestito sapendo di non poterlo restituire, pur di poter acquistare delle loot box. Insomma, una soluzione definitiva al problema sembra essere ancora piuttosto lontana.

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