For Honor: Marching Fire, provata la modalità arcade

Provato
A cura di Nicolò Bicego - 25 Agosto 2018 - 0:00

A più di un anno e mezzo dalla sua uscita originale, datata Febbraio 2017, Ubisoft non sembra affatto intenzionata ad abbandonare il suo For Honor, programmando di irrobustirlo nei prossimi mesi con una corposa espansione dal nome Marching Fire che andrà ad ampliare il gioco con nuove modalità e fazioni. Alla Gamescom 2018 abbiamo avuto modo di provare la nuova modalità arcade, vale a dire la promessa modalità PvE in cui uno o due giocatori potranno affrontare sfide gestite dall’intelligenza artificiale. Le nostre impressioni? Siamo pronti a raccontarvele.
For Honor: Marching Fire, provata la modalità arcade
Combattenti instancabili
La nuova modalità arcade di For Honor è certamente pensata per tutti quei giocatori assetati di nuovi contenuti giocabili in single-player: a differenza della campagna principale, però, la modalità arcade è concepita come una serie di sfide, non connesse da una trama, caratterizzate da una rigiocabilità pressoché infinita. Questo perché tutto, nelle sfide, viene generato casualmente; ma andiamo con ordine. Prima di iniziare a giocare, potremo scegliere il livello di difficoltà: sono disponibili cinque livelli, con le ricompense che aumentano di pari passo in termini di rarità. Noi abbiamo scelto di giocare a livello raro (il secondo livello di difficoltà) e possiamo garantirvi che la sfida è già tosta così. A seconda del livello di difficoltà varia il numero di livelli da completare per portare a termine la quest: si parte da un minimo di cinque per la difficoltà comune, per poi passare ai sette della rara e così via. Le missioni, come dicevamo, vengono generate casualmente in ogni aspetto: nemici, ambientazioni e modificatori. Questi ultimi giocano un’importanza fondamentale: tanto i giocatori quanto i nemici cominceranno la partita con dei bonus e dei malus, il cui impatto sulla partita non deve essere sottovalutato. Essi sono di vario tipo: dal semplice aumento o diminuzione dell’attacco ad una perdita progressiva di salute, dalla possibilità di recuperare punti vita sconfiggendo nemici alla diminuzione della propria stamina. Durante il combattimento, dunque, dovremo costantemente tenere a mente i punti di forza e di debolezza tanto del nostro eroe quanto degli avversari: solo in questo modo potremo sperare di portare a casa la vittoria. Questo rende la modalità arcade ancora più tattica di quanto non sia già il gioco di base: come ci hanno detto gli sviluppatori, per certi versi si è di fronte ad un puzzle game, nel senso che sconfiggere l’avversario di spremere le meningi prima di passare alla fase di attacco diretto. Nel livello verranno generati casualmente altri modificatori: sebbene il loro utilizzo possa fare gola, è necessario valutare attentamente il pericolo da correre per ottenerli. Ci saranno situazioni in cui varrà la pena tentare il tutto per tutto, mentre in altre sarà consigliabile giocare d’astuzia ed utilizzare quello che il gioco ci ha fornito ad inizio missione.
For Honor: Marching Fire, provata la modalità arcade
Quando il gioco si fa duro…
Come dicevamo, abbiamo avuto modo di provare una serie di sfide a difficoltà rara, passando circa un’ora in compagnia del titolo Ubisoft. Al netto di alcuna missione più semplice delle altre, tutte ci hanno richiesto di studiare attentamente l’avversario, le sue capacità e l’ambientazione intorno a noi. Vogliamo farvi un esempio: in una missione ci siamo trovati due avversari con la capacità di utilizzare spesso attacchi spezza-scudo e con un bonus alla barra della vita. Al contempo, però, i due avevano anche un grande svantaggio: gli attacchi pesanti diminuivano la loro stamina. Il nostro eroe è caduto decine di volte di fronte ai loro colpi implacabili: la forza degli avversari stava nel loro numero, che gli permetteva di sorprenderci continuamente con attacchi spezza-scudo. La chiave di volta è giunta studiando la conformazione del livello: alle spalle dei nostri avversari si trovavano due porte che conducevano su una barricata esterna, sotto la quale si trovavano metri di vuoto. La nostra tattica allora è cambiata: piuttosto che puntare su un attacco diretto, abbiamo cercato di aggirare i nemici per raggiungere la barricata, dove peraltro si trovava un modificatore per aumentare la vita. Una volta raggiunti dagli avversari, abbiamo cominciato a colpirli con attacchi pesanti, cercando di svuotare la loro stamina. Una volta reso inerte il primo, lo abbiamo spinto giù dalla barricata con un attacco caricato. E’ bastato poi ripetere la procedura con il secondo per ottenere la vittoria. Certo, questo ha richiesto numerosi tentativi, ma è proprio qui che sta il cuore della modalità arcade di For Honor: il divertimento non viene dal combattimento in sé, ma dalla soddisfazione che si prova nello scovare una tattica vincente contro le sfide proposte dal gioco. Nonostante la difficoltà delle sfide, ci siamo sempre trovati a voler riprovare: proprio come di fronte ad un buon enigma, la fame di cercare la soluzione vince sulla delusione per le sconfitte, un intento assolutamente non semplice da mantenere. 

– Sa regalare grandi soddisfazioni
– Potenzialmente infinita






La modalità arcade di For Honor: Marching Fire ci ha davvero divertiti. Pur senza snaturare il gioco di base, la nuova modalità propone un tipo di sfida diversa, che richiede di approcciarsi al gioco quasi come ad un puzzle game piuttosto che ad un action. Se siete appassionati di For Honor, avete tutti i motivi per attendere con ansia questa espansione.




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