Ellie Williams: The Last Of Us | Il salone degli eroi

Rubrica
A cura di SirFran Snee - 3 Dicembre 2018 - 15:44

Poteva essere l’anno di celebrazione della nascita di un’eroina del nostro tempo videoludico, il 2019. Sony però non sembra essere intenzionata ad approfittare (anche) di questa occasione per far parlare di sé, lasciando nel bel mezzo dell’imbarazzo e dell’assurdo la sua “presente assenza” al prossimo E3. Non per questo dobbiamo dimenticare quanto fatto negli ultimi tempi, soprattutto nel rispetto di un franchise non troppo longevo, ma dalla durata sufficiente per farci innamorare di una bambina che abbiamo visto crescere e maturare. Parliamo di Ellie Williams, uno dei personaggi principali di The Last Of Us, titolo acclamato sin dal primo dei due capitoli sfornati finora e che ha saputo affascinare dal principio per la sua capacità di contralto e luminosità rispetto al mondo buio in cui si muove, proprio come ha saputo fare a E3 2018 durante la presentazione del titolo allora in anteprima, TLOU 2.

Il Salone degli Eroi Ellie

Incontrata nel primo episodio del 2013, ma ambientato nel futuro prossimo, la ragazzina sarebbe nata nei primi mesi del 2019 e cresciuta sin da subito nella reclusione di un centro nei pressi di Boston, protetto e lontano dalla pandemia scoppiata poco prima. Orfana e lasciata al clima freddo e insensibile di questa zona militare, Ellie diventa una bambina curiosa, appassionata di cultura pop e affidata dalla madre Anna, prima di morire, a un’altra donna, Marlene. Conosceremo però la nostra piccola protagonista solo all’età di 13 anni, muovendo i nostri primi passi con lei nel 2033, anno in cui incontra l’altro pilastro della storia di TLOU: Joel, ex cantante e padre single che ha visto crescere e morire la figlia Sarah tra le sue braccia, un vuoto relativamente colmato poco dopo dall’incontro di Ellie. Proprio da quel momento, le loro strade si incrociano in maniera indissolubile, tra zombie, soldati, fucili e le difficoltà di un mondo dove sopravvivere è la parola d’ordine quotidiana e ossessiva.

A ben guardare, sia l’atmosfera che il design del personaggio di cui parliamo non sono troppo distanti per proporre un parallelo diretto con Clementine di The Walking Dead: entrambe incontrate dai giocatori in giovanissima età, con un passato da orfane e cresciute tra sofferenze, pandemie e difficoltà, hanno vagato e combattuto in un mondo dove la luce e il calore degli affetti umani sembrano essere stati inghiottiti senza ritorno dalle ombre del male oscuro. Tanto è inglobante questo universo da non dedicarvi solo narrazioni videoludiche, ma anche un fumetto, American Stories, che in funzione di spin-off ci rimanda al passato di Ellie in quattro episodi di flashback che la vedono ancora una volta legata a un ennesimo personaggio femminile, Riley Abel.

Il Salone degli Eroi Ellie

Dunque, se da un lato la saga di TLOU sembra proporre i tipici elementi del genere survival horror, il franchise è anche e soprattutto la celebrazione del potere femminile e dei legami che intercorrono tra donne di età diverse, dimostrando come anch’esse sanno essere fredde calcolatrici e in grado di sopravvivere egregiamente in un universo segnato irreversibilmente dal male, cadendo nell’apocalisse definitiva. Un mondo forse illuminato dalla piccola, grande fiamma del giovane amore di Ellie per Dina, l’ennesima e definitiva prova dell’importanza dei legami tra donne, giunti qui all’apice dell’intensità e importanza.

La giovane Williams non può passare inosservata, ha davvero molto da offrire al pubblico, in termini di emozioni e di contenuti narrativi che la sua vicenda sa offrire all’immaginario affamato e insaziabile di un giocatore sempre più abituato a storie di giovani protagonisti videoludici. Con un occhio sempre più di riguardo in direzione delle ragazze, in piena adolescenza e crescita in mondi difficili, come quelli dipinti dal pennello di Dontnod Entertainment in Life is Strange o dalla sventurata Telltale Games con la sopracitata saga di TWD.

Il Salone degli Eroi Ellie

Ellie non è altro che un personaggio non indifferente tanto al pubblico, quanto all’industria, nemmeno in termini di marketing, tanto da dedicarvi un’edizione speciale del videogioco del secondo capitolo, oltre che aver puntato tutto su di lei, trasformandola da NPC a protagonista sotto le luci della ribalta di un palcoscenico calcato egregiamente. La dimostrazione che un fucile può essere imbracciato dalle stesse mani che hanno saputo donare amore è incarnata sublimemente, e inaspettatamente, da un’adolescente.




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