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Discriminazioni in Riot Games, interviene California: devono rimborsare $400 milioni, non $10 milioni

Gli autori di League of Legends ancora al centro della causa legale

Non trova pace la questione relativa alle discriminazioni in Riot Games, emersa dopo che la testata Kotaku aveva raccolto la denuncia di alcune dipendenti, che parlavano di vere e proprie molestie subito sul posto di lavoro dai membri della software house autrice di League of Legends. In risposta alle accuse, come ricorderete, Riot aveva deciso di ammettere le sue colpe, dichiarando che avrebbe dato un risarcimento da $10 milioni alle donne colpite dalle discriminazioni.

Da allora, inoltre, la software house afferma di aver iniziato a proporre dei programmi educativi, per migliorare l’atteggiamento dei suoi dipendenti nei confronti delle colleghe.

Se, insomma, poteva sembrare che si fosse arrivati a un accordo, con questo settlement aggreement, sappiate che potrebbe non essere così: due agenzie di Stato della California hanno infatti deciso di intervenire nella causa, sottolineando che il risarcimento non dovrebbe essere pari a $10 milioni, ma a $400 milioni.

In un documento dell’8 gennaio scorso, le due agenzie espongono i risultati delle loro indagini (cominciate già a ottobre 2018), con la cifra che sarebbe da intendersi come calcolata in base alle differenze di stipendio basate sul sesso – e che non comprenderebbe ulteriori penali.

Vedremo come la Corte, preso atto di tutti i documenti del caso, di pronuncerà in merito. Nel frattempo, in una nota ufficiale, Riot Games ha sottolineato che «il settlement agreement include una lunga lista di dozzine di iniziative significative e di cambiamenti che abbiamo apportato, compresi aggiornamenti alla nostra policy, in risposta ai report del sito Kotaku e all’azione legale. Riteniamo che queste iniziative dimostrino una vera dedizione nel votarsi a un vero cambiamento, che vada ben al di là di quanto altre compagnie abbiano invece fato in situazioni simili.»

Fonte: PCGamesInsider