Control recensione – Remedy come non l’avete mai vista

Control è l'ultima, riuscitissima opera di Remedy. Nella nostra recensione vi raccontiamo perché ha fatto centro.

Video Recensione
A cura di Domenico Musicò - 26 Agosto 2019 - 15:00

Control è narrativamente l’opera più ambiziosa di Remedy, la più complessa e al contempo l’unica in grado di convincere fino in fondo sia per l’audacia mostrata dal concept, sia per il modo in cui viene sviluppato nel corso dell’avventura.

A una prima occhiata si potrebbe fare il grave errore di considerarlo un generico sparatutto in terza persona, come troppi se ne sono visti nel corso degli anni; ma nel momento in cui si comprende la raffinatezza e la maestria nella scrittura di un Sam Lake in stato di grazia, non si può far altro che inquadrare Control come il progetto più illuminato della software house finlandese.

Control recensione – Remedy come non l’avete mai vista

Have I Really Lost Control?

La Federal Bureau of Control è un’agenzia governativa americana dedita alla ricerca, scoperta e contenimento di oggetti e fenomeni paranaturali. Il suo quartier generale è la Oldest House: all’apparenza si tratta di un austero edificio nel centro di Manhattan, ma in realtà è un Luogo di Potere in continuo mutamento, o meglio, un non-luogo che replica, riflette e persino distorce i materiali al suo interno, le cui mura sottili sono incapaci di dividere mondi e dimensioni, che anzi confluiscono in un unico ambiente che sfugge alle leggi della fisica.

Control recensione – Remedy come non l’avete mai vista

Al suo interno si è insediata una misteriosa entità sovrannaturale chiamata Hiss, che ha preso il controllo degli uomini dell’agenzia trasformandoli in involucri dominati da un’insondabile volontà distruttiva. Quando i vincoli della carne falliscono nel contenere l’Hiss, essa prende nuove forme, mostrandosi senziente, autonoma e con unico obiettivo: sostituirsi all’uomo. Nei panni di Jesse Faden, che d’improvviso si ritrova a essere il nuovo direttore della Federal Bureau of Control dopo la morte del precedente, bisognerà sgominare la minaccia e scavare a fondo nelle attività segrete dell’agenzia, tra scartoffie e numerosi file audio e video che tratteggiano scenari inquietanti, affascinanti e non sempre di facile lettura. La complessità della trama è legata a doppio filo non solo alla fantascienza e al paranormale, ma anche agli archetipi junghiani, al concetto di coscienza collettiva, al piano astrale, alla labilità di spazio e tempo e alla probabilità d’esistenza di multiple dimensioni.

Control recensione – Remedy come non l’avete mai vista

Ne viene fuori uno scenario di grande fascino, capace di giocare in modo credibile su concetti astratti e sulle potenzialità della mente, senza perdersi in spiegazioni banali, troppo artefatte o frettolose. Control è un continuo piacere della scoperta che si protrae per circa quindici ore, un mistero che si dipana lungo enormi dipartimenti, stanze, luoghi non tangibili che sono proiezioni mentali che acquisiscono forme familiari ma ingannevoli. E il monte ore è destinato a lievitare quando si andrà alla ricerca di diverse missioni secondarie, talune davvero importanti e imperdibili, che dimostrano quanto Remedy abbia avuto cura sia del titolo in questione, sia di una IP che è pronta ad espandersi in direzioni che ancora fatichiamo a immaginare, in virtù anche di alcuni riferimenti ad Alan Wake.

Control recensione – Remedy come non l’avete mai vista

I Am Coming to An End

Control, ridotto ai minimi termini, è uno sparatutto in terza persona che in fondo non inventa nulla di nuovo, ma è proprio attraverso la sua semplicità che riesce a unire quanto di buono Remedy ha costruito in questi anni.
Jesse, in seguito a misterioso incidente avvenuto durante la sua infanzia, ha acquisito dei poteri soprannaturali. Scovando i cosiddetti Oggetti del Potere all’interno della Oldest House, e liberandoli dai suoi vincoli, è in grado di incanalarne le proprietà al fine di sviluppare nuove abilità. Abilità che sono facoltative e che potreste anche non sfruttare del tutto per arrivare ai titoli di coda, ma che innegabilmente danno un grande aiuto nelle fasi più avanzate.

Tra queste, esiste la possibilità di levitare per pochi secondi e porsi in una posizione di vantaggio, oppure scagliare gli oggetti addosso ai nemici tramite la telecinesi, o ancora, schivare alla velocità della luce o creare una sorta di muro protettivo formato da detriti e calcinacci. Oltre a ciò, Jesse ha in dotazione un’arma di servizio che può mutare la sua forma, passando da una pistola con proiettili standard ad altre che includono la possibilità di perforare pareti e armature, di esplodere come granate e di aumentare a dismisura la cadenza di fuoco. Sia i poteri, sia i colpi sparati hanno pochi secondi di cooldown, motivo per cui sarà necessario alternarli con attenzione per evitare di rimanere sguarniti nel momento del bisogno.

Control recensione – Remedy come non l’avete mai vista

I conflitti a fuoco e più in generale le battaglie riescono sempre a convincere grazie al loro dinamismo e al modo in cui strutture e pilastri crollano e si sbriciolano quando vengono sfondati dagli attacchi vostri e dei nemici.
I moduli intercambiabili delle armi possono essere inseriti all’interno di appositi slot, che aumentano di numero quando si acquisisce esperienza: taluni sono rilasciati dai nemici o dai boss, mentre altri sono reperibili nelle aree di gioco. Sono in sostanza dei buff che migliorano la salute, l’energia, la potenza con cui si scagliano gli oggetti o la rapidità con cui si ripristina la barra del potere; gli altri, applicabili alle armi, migliorano o potenziano una delle forme della pistola.

Power and Control

Sebbene non ne ricalchi pedissequamente tutte le principali caratteristiche, la progressione di gioco in Control è ispirata ai metroidvania. Si potrebbe muovere un appunto alla sostanziale assenza di variazioni di ambienti, visto che l’intera avventura si sviluppa all’interno di un mastodontico edificio diviso in più piani, ma in fin dei conti Control riesce a non cadere vittima del proprio concept, offrendo tutto sommato degli ottimi spunti dei momenti in cui il giocatore tenderà a perdere contatto con la familiarità delle tipiche esplorazioni.

Control recensione – Remedy come non l’avete mai vista

Si consideri a tal proposito la presenza di un hotel che funge da ponte tra una macro area e l’altra, oppure sezioni dove l’imprevedibilità lascerà sempre spazio alla sorpresa e al senso di scoperta alla cieca, slegato dalle consultazioni della mappa.
Tecnicamente Control offre ottimi scorci visivi, in particolar modo quando l’effettistica della demolizione degli ambienti si alterna alle ardite soluzioni visive composte da filtri e composizioni di colori che tendono a sbiadirsi. La modellazione poligonale è buona ma non eccelsa, e lo si nota soprattutto coi personaggi secondari.

Su PC è possibile beneficiare del Ray Tracing e più in generale della miglior versione di gioco, mentre su PS4 standard vanno segnalate alcune balbuzie sia durante le fasi di combattimento, sia durante le riproduzione dei file video. Non si tratta di problemi che inficiano la godibilità di Control, ma risultano essere piuttosto evidenti e non è di certo una condizione sporadica: al contrario, è un compromesso che dovrete accettare fino alla fine della vostra ammaliante e splendida avventura, che ridefinisce i canoni dei giochi per cui Remedy è diventata famosa.

+ Storia di grande respiro, che mescola la fantascienza, il paranormale e la psicologia
+ Il mix di battaglie con armi e poteri telepatici funziona alla grande
+ Non ha momenti di stanca e molte missioni secondarie sono di grande interesse
- Su PS4 standard si registrano diversi momenti in cui il gioco scatta

8.8

Control è un progetto di grande respiro che può espandersi in nuove direzioni mai viste nel genere di appartenenza. La scrittura complessa e intelligente, capace di mescolare con disinvoltura elementi apparentemente inconciliabili, testimonia quanto Remedy sia in pieno stato di grazia. Allo stesso modo, anche le dinamiche dei conflitti a fuoco racchiudono tutto il meglio finora mostrato dalla software house finlandese. Control è davvero uno dei migliori titoli dell’anno, uno dei più convincenti e interessanti esperimenti di narrativa.




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