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Collezionare giochi retrò può costarvi ben 200mila euro, se non state attenti

L'uomo accusato di aver falsificato i giochi ha respinto le accuse.

Anche se i videogiochi non esistono da tanto quanto ad esempio i dischi in vinile (tanto per fare un esempio), non sorprende che alcuni titoli del passato abbiano acquisito valore col passare degli anni.

Che si tratti di giochi per la prima e indimenticata console PlayStation (che trovate anche su Amazon in versione mini) oppure giochi su cartuccia ancora più vecchi, il mercato del retrogaming spopola sul web.

Lasciando da parte quel fortunatissimo giocatore che ha trovato in Nebraska un vero e proprio tesoro videoludico, il caso in analisi ora è ben meno lieto.

Come riportato anche da The Gamer, qualcuno è stato infatti accusato d’aver contraffatto videogiochi per un valore di ben 200mila euro.

Siano copie di titoli famosi in condizioni perfette o pezzi di giochi molto rari, il mercato del retrogaming è in forte espansione. E dove c’è possibilità di guadagno spesso c’è anche, purtroppo, l’illegalità.

Un collezionista di giochi e fotografo di nome Enrico Ricciardi è stato accusato di aver frodato diversi altri collezionisti. La somma riguarda un valore stimato di 200mila euro (ossia 204.254 dollari) di giochi contraffatti.

Ricciardi ha respinto le accuse, affermando che anche lui è stato vittima di truffa che ha solo rivenduto i giochi “falsi” acquistati in precedenza. L’uomo sostiene che la maggior parte dei giochi proveniva da un commerciante che ha indicato solo come ‘Mister X‘, deresponsabilizzandosi quindi dell’illecito.

I collezionisti vittime dei falsi dicono che diversi dettagli hanno suscitato in loro una certa preoccupazione: tra questi, materiali stampati che presentavano imperfezioni, adesivi non perfettamente rotondi e confezioni con piccoli segni di fabbricazione artigianale.

Tuttavia, per anni, alcuni di questi falsi sono passati inosservati, poiché i giochi scambiati erano molto rari e quindi le copie originali erano difficili da confrontare. Tra questi, Akalabeth, il primo gioco pubblicato dal creatore di Ultima Richard Garriott nel 1980, oltre a una copia giapponese di Mystery House, di Sierra On-Line.

Il primo avvistamento di falsi ha causato un effetto a catena nella comunità dei collezionisti di giochi rari per PC. «Al momento non si sa con certezza quanti siano i falsi in circolazione», ha dichiarato a Polygon il fondatore di Big Box PC Game Collectors (BBPCGC). «Anche solo uno o due falsari che operano per un lungo periodo di tempo possono inondare il mercato di falsi».

Restando in tema, è possibile che il valore di alcune cartucce possa salire ulteriormente, come accaduto per quella da record di Super Mario di qualche tempo fa.