Astrologaster | Leggere le stelle

Dal teatro ai videogiochi in una commedia degna di Shakespeare

Recensione
A cura di Daniele Spelta - 17 Giugno 2019 - 9:44

Dalle mie parti abbiamo un termine per descrivere quelli come Simon Forman. Li chiamiamo “Medegòn”, tipici abbindolatori che sfruttano l’ingenuità dei pazienti e si affidano ad improvvisate cure senza alcun fondamento, un po’ di cartomanzia, un goccio di magia e beveroni che non dovrebbero trovar spazio nemmeno nel reparto di omeopatia. Tipo Wanna Marchi. Ora ridiamo se qualcuno bussa alla porta di questi sciamani di periferia, ma nel passato la medicina era una materia più naïfe e se andava bene ci si affidava alla galenica. Non sorprendetevi quindi di scoprire che il dottor Forman girasse per davvero per le vie di una Londra di fine ‘500 flagellata dalla peste, palcoscenico ideale per girare Astrologaster.

Astrlogaster

Dottore o ciarlatano?

Sviluppato da Nyamyam, si tratta di una bizzarra commedia dallo spiccato British humour che potrebbe essere inquadrata nei canoni di una visual novel allargata. La principale differenza rispetto al genere è una maggiore incisività sul corso degli eventi, che passa attraverso la lettura di stelle e costellazioni, cura non troppo ortodossa per tutti i mali che affliggono i sudditi di sua maestà. Le pratiche attirano ben presto l’attenzione del London College of Physicians, soloni che mal tollerano il viavai dallo studio dello pseudo-dottore, accusato di praticare senza alcuna licenza. Effettivamente è proprio così e l’aver trovato la cura al morbo che imperversa lungo le rive del Tamigi non equivale ad un vero diploma e non è sufficiente per convincere l’assise delle buone intenzioni. La soluzione? Ricevere nell’ombra e ottenere con le proprie strampalate tecniche delle lettere di raccomandazione da parte dei propri pazienti. Su queste basi si innestano gli intrecci narrativi e le vicende dei quattordici figuranti che si alternano su un palco, proprio come in una pièce teatrale.

Un paziente del medico imbroglione

Gli astri decidono la nostra salute, o forse no?

Questa è la metafora perfetta per descrivere Astrologaster, dove il giocatore veste contemporaneamente i panni di regista e spettatore. Le improbabili storie non sono già scritte a priori, ma seguono delle ramificazioni dettate da chi sta dall’altra parte dello schermo, capaci di indirizzare i destini attraverso l’interpretazione dei segni astrali. Dal punto di vista prettamente ludico, questa è l’unica vera meccanica di gioco e non è nemmeno perfetta. Spesso è difficile capire quale sia la risposta giusta e quale invece allontani il miraggio della raccomandazione, finendo così per diagnosticare mali del tutto inventati. Poco male in fin dei conti, l’opera non si prende sul serio nemmeno per un secondo e quelle che sono state le vicende realmente accadute nel tardo rinascimento inglese vengono trasposte all’interno di una commedia shakespeariana. C’è un po’ di tutto in quei sonetti improvvisati, dal ricco mercante veneziano dallo stereotipato accento italiano alla giovane e (finta) devota ragazza, passando per lo stesso arcivescovo di Canterbury, il tutto immerso fra le dispute religiose e i giochi di potere della vera Inghilterra tardo-rinascimentale.

Chiacchiere

L’ironia non banale di Astrologaster

La bellezza di Astrologaster non risiede nei suoi pochi schemi di gioco quanto nella scrittura e nei dialoghi brillanti. Sono carichi di un senso dell’umorismo mai superficiale o alla ricerca di una risata forzata e tutte le vicende non procedono in direzione lineare, ma si incrociano in un continuo susseguirsi di fraintendimenti e sorprese. Sono le stesse situazioni, i doppi-sensi, i malintesi e le personalità dei protagonisti a dar vita ad una vera e propria commedia cinquecentesca che avrebbe potuto trovar tranquillamente spazio al Globe Theatre. Nelle storie non c’è mai nulla di banale e ogni incontro è impreziosito da uno stile di scrittura da cui traspare tutto lo studio e la cura per i dettagli, con il team di Nyamyam capace di passare in un batter d’occhio da un tono più aulico ad uno decisamente più popolare. Dietro la sua apparente semplicità, il titolo nasconde una spessa dose di ricostruzione storica e attenzione per ogni minimo particolare: le stesse carte astrali consultate da Simon Forman ricalcano la loro controparte storica e sono state tracciate seguendo la posizione di stelle e pianeti in quei precisi anni.

Astrologaster | Leggere le stelle

Rimedi assurdi per mali assurdi

Astrologaster è pieno di questi ricami: ogni cambio di personaggio è introdotto da un madrigale che ricrea alla perfezione l’atmosfera di quel periodo e dove brillano i talenti musicale di Benjamin Woodgates e di Andrea Boccadoro. Il art design, nel suo minimalismo, ricopre un ruolo fondamentale nella teatralità del titolo e lo studio di Mr. Forman è la trasposizione digitale di un vera scenografia. Anche le battute dei protagonisti sono state sfruttate per creare una separazione virtuale tra attori e giocatore/spettatore, come quando vengono rivolte a lui stesso delle domande inerenti alle cure da applicare. Mentre trovavo rimedi assurdi per mali altrettanti assurdi – in ogni caso anche questi inseriti seguendo le fonti storiche – la sedia su cui poggiavo scomodamente il mio fondoschiera si era per magia trasformata nell’elegante poltroncina di qualche loggione e solamente delle sporadiche cadute di stile mi riportavano alla realtà, come menù ed interfacce poco eleganti e le poche animazioni piuttosto sgraziate.

+ Una commedia brillante e ottimamente scritta
+ Ricalca alla perfezione un'opera teatrale
+ Tanta cura per i dettagli e il contesto storico
- UI e animazioni piuttosto grezze
- La lettura delle stelle avviene spesso alla cieca
- Più che altro un'avvertenza: serve una buona conoscenza dell'inglese

8.0

Nella sua semplicità, Astrologaster riesce a raccontare la vita del dottor Simon Forman attraverso una commedia dai toni leggeri e divertenti, capace di strappare una risata grazie ai dialoghi ricchi di British humour e sapientemente caratterizzati all’interno di una pièce elisabettiana. Certo, leggere le stelle è un po’ come giocare al lotto ed difficile prevedere gli esiti, l’UI e le animazioni tradiscono con troppa evidenza la natura anche mobile del titolo, ma sono solo dei piccoli difetti al cospetto della cura e dei dettagli di questo piccola opera teatrale.




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