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Pro
- Componentistica eccellente
- Forte fedeltà all’opera originale
- Campagna coinvolgente
- Una delle migliori trasposizioni della meccanica stealth
- Ottimo per 1 o 2 giocatori...
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Contro
- ...anche perché alcuni scenari non consentono più giocatori
- Boss fight altalenanti per complessità e aleatorietà
- Scalabilità limitata
- Missioni VR poco varie
Il Verdetto di Cultura POP
Nel 1987 faceva il suo debutto il primo Metal Gear, un titolo che avrebbe dato origine a una delle saghe più influenti della storia dei videogiochi. Tuttavia fu con Metal Gear Solid, pubblicato nel 1998 per la prima PlayStation, che la serie raggiunse una consacrazione definitiva, trasformando l’infiltrazione tattica in un’esperienza cinematografica ricca di momenti memorabili: dal suono inconfondibile del Codec alla memorabile e contorta battaglia contro Psycho Mantis. A oltre vent’anni di distanza, quell’eredità continua a esercitare un fascino straordinario, tanto da ispirare una trasposizione nel mondo dei giochi da tavolo.
Metal Gear Solid: Il Gioco da Tavolo, pubblicato a livello internazionale da CMON (erede del progetto originariamente avviato da IDW Games), edito e tradotto in Italia da Asmodee e firmato dal designer Emerson Matsuuchi, non si limita a trasformare un classico videoludico in pedine e plance. L’obiettivo è molto più ambizioso: ricreare sul tavolo la stessa tensione silenziosa dell’infiltrazione, la precisione millimetrica richiesta da ogni movimento e l’adrenalina improvvisa che scatta quando l’allarme viene attivato. Ambientato durante la celebre crisi nucleare di Shadow Moses, il gioco invita i partecipanti a collaborare contro un esercito di soldati geneticamente potenziati, traducendo la suspense dell’opera originale in un sistema moderno fatto di scelte difficili, coordinazione strategica e costante pressione narrativa.
- Packaging, componentistica e regolamento
- Setup e meccaniche di gioco
- Pregi e difetti
- Chi dovrebbe giocarci
- Conclusioni
Packaging, componentistica e regolamento
Metal Gear Solid: Il Gioco da Tavolo ha una confezione pressoché perfetta capace di far felici anche i fan più esigenti e tutti gli amanti di giochi di altissima qualità. Già l'estetica esterna fa comprendere perché nel 2024 il crowdfunding su Kickstarter da parte di Cool Mini or Not riscosse un immediato successo: Snake, Meryl e Gray Fox, illustrati con artwork che richiamano fedelmente il tratto distintivo e dinamico di Yoji Shinkawa, sono stupendi.
Una volta aperta la scatola, è difficile immaginare un’esperienza di unboxing migliore. All’interno, ben protetti da pellicole di plastica, sacchetti richiudibili e un comodo organizer, si trovano:
- 5 Miniature Personaggio
- 5 Miniature Boss
- 12 Miniature Guardia
- 2 Miniature Scatole di Cartone
- 16 Tessere a Due Lati
- 4 Plance Giocatore
- 6 Plance Boss
- 1 Plancia Guardie
- 170 Carte
- 225 Segnalini
- 1 Indicatore del Boss
- 1 Regolamento
- 1 Modulo Campagna
- 1 Modulo Missioni VR
- 1 Modulo Codec
- 15 Dadi
Essendo una produzione di un videogioco molto amato e che contiene ben 24 miniature, è inevitabile che l’attenzione si concentri soprattutto sulla loro qualità e sotto questo aspetto il gioco non delude affatto. Sono estremamente curate, dettagliate e rendono efficacemente omaggio al materiale originale.
Le linee dinamiche e quasi calligrafiche di Shinkawa sono state reinterpretate con grande abilità nella tridimensionalità delle miniature, dando vita a personaggi che trasmettono movimento e personalità anche quando sono semplicemente posati sul tavolo. Ogni dettaglio contribuisce a rafforzare questa sensazione: dalla bandana di Snake che sembra sventolare nel vento, alla posa iconica di Psycho Mantis sospeso in levitazione psichica, accompagnato persino dal minuscolo riferimento alla PlayStation.
Il risultato è un insieme di modelli che non solo impreziosisce l’esperienza di gioco, ma rappresenta anche un piccolo tributo collezionistico alla saga. Persino le miniature della celebre scatola di cartone, uno dei simboli più iconici e riconoscibili della serie, sono realizzate con tale cura e carattere da risultare irresistibili, al punto da meritare quasi un posto fisso su una mensola.
Il resto dei componenti è di altrettanta ottima qualità con un ottimo uso di cartone doppio strato per le plance e i segnalini e carta retinata per le carte. Curiosa e originale la scelta estetica di indicare i valori numerici dei dadi con degli esagoni invece che con i classici pallini.
Infine da menzionare anche la cura con cui sono stati realizzati sia il regolamenti che i vari moduli, aspetto non scontato per un gioco così articolato. Sono ricchi di esempi, approfondimenti e illustrazioni che rendono l'apprendimento semplice e coinvolgente. Forse, però, un font più grande e meno fitto avrebbe reso la lettura più confortevole per chiunque.
Setup e meccaniche di gioco
Metal Gear Solid: Il Gioco da Tavolo è un collaborativo tattico basato su una campagna narrativa o missioni singole. Si può giocare da 1 a 4 giocatori di età superiore ai 14 anni e ogni missione ha una durata che si attesta intorno ai 60 - 90 minuti (nella modalità solitaria i tempi si dimezzano).
La campagna principale porta i giocatori a collaborare per infiltrarsi nella base di Shadow Moses e fermare la minaccia rappresentata da FOXHOUND ed è composta da 14 scenari progressivamente più impegnativi. La struttura segue una sequenza di missioni collegate tra loro, che ricreano l'atmosfera e gli eventi dell'opera originale attraverso introduzioni narrative, dialoghi via Codec e obiettivi sempre diversi.
Con il progredire della campagna si sbloccano nuovi equipaggiamenti, dalla pistola SOCOM alle celebri scatole di cartone A e B, che potranno essere utilizzati anche nelle missioni successive conservandoli in un memory box, un chiaro omaggio alla storica Memory Card della prima PlayStation. Accanto alla campagna principale sono presenti anche le Missioni VR, ovvero scenari indipendenti e autoconclusivi pensati come sfide extra che permettono di familiarizzare con le meccaniche di furtività e le capacità di sopravvivenza.
La preparazione della partita segue le procedure chiare e guidate del Modulo Campagna o del Modulo Missioni VR. Ogni scenario indica con precisione come disporre le plance modulabili, le miniature e i vari elementi di gioco sul tavolo, oltre a stabilire quali personaggi saranno disponibili in base al numero di partecipanti. Allo stesso tempo vengono introdotti anche i brevi incipit narrativi che contestualizzano la missione e accompagnano i giocatori nell’atmosfera di Shadow Moses.
Una volta configurata l’area di gioco, si procede con la distribuzione dell’equipaggiamento iniziale dei personaggi e con la preparazione del mazzo delle guardie, fondamentale per determinare i movimenti e le reazioni dei nemici durante la partita. Completano il setup i vari segnalini e i dadi necessari per gestire azioni, combattimenti e rumore. Terminati questi passaggi, tutto è pronto per dare inizio all’operazione di infiltrazione.
Durante le missioni i giocatori impersonano personaggi come Solid Snake, Meryl, Otacon e Gray Fox, ciascuno dotato di abilità e strumenti specifici: dalle capacità di hacking di Otacon all’efficienza letale del cyber-ninja Gray Fox. Ogni turno un personaggio dispone di quattro punti azione, utilizzabili per muoversi, correre, attaccare, interagire con l’ambiente o distrarre le guardie.
Una delle scelte di design più particolari del gioco è l’assenza di un ordine di turno rigidamente prestabilito. Sono infatti i giocatori a decidere di volta in volta chi agirà per primo, creando una struttura più flessibile e dinamica rispetto ai classici cooperativi. Questo sistema rende l’esperienza più scorrevole e contribuisce a trasmettere una sensazione quasi da strategia in tempo reale.
La furtività rimane però l’elemento centrale dell’esperienza: evitare le linee di vista dei nemici, aggirare telecamere e muoversi senza fare rumore è spesso più efficace dello scontro diretto. Azioni rumorose, come correre o sparare, richiedono infatti il lancio di dadi che possono far scattare l’allarme, spingendo le pattuglie a investigare o ad attaccare apertamente.
Il comportamento delle guardie è gestito da un mazzo dedicato che ne determina pattugliamenti e reazioni agli allarmi, mentre gli scontri utilizzano dadi e valori di difesa per stabilire danni e risultati. Anche i nemici sconfitti possono rappresentare un problema, poiché la loro presenza sul campo può attirare nuove pattuglie. Per affrontare le situazioni più difficili i personaggi dispongono inoltre di segnalini concentrazione, abilità speciali che consentono di modificare i risultati dei dadi o ottenere vantaggi tattici.
L’esperienza culmina infine nelle battaglie contro i boss, scenari unici che abbandonano la pura infiltrazione per offrire scontri spettacolari, spesso basati su meccaniche particolari e strategie specifiche, proprio come accadeva nel celebre videogioco. Tra questi troviamo eventi memorabili come gli scontri con Revolver Ocelot e Psycho Mantis, ma anche Sniper Wolf e Vulcan Raven.
Pregi e difetti
Tra i punti di forza di Metal Gear Solid: Il Gioco da Tavolo spicca soprattutto la riuscita trasposizione delle dinamiche stealth tipiche del videogioco originale. Il titolo riesce infatti a distinguersi nel panorama dei cooperativi grazie a un approccio intelligente alla gestione dell’allerta. In molti giochi basati sull’infiltrazione, fallire una prova furtiva significa inevitabilmente scatenare un’ondata continua di nemici, trasformando l’esperienza in uno scontro prolungato spesso poco gratificante.
Qui, invece, l’allarme non rappresenta necessariamente la fine della missione: grazie al sistema dei segnalini di allerta, i giocatori possono tentare di allontanarsi, rompere la linea di vista con le guardie e permettere così ai nemici di tornare gradualmente al loro normale pattugliamento. Questo meccanismo riproduce fedelmente la logica del videogioco e consente di mantenere alta la tensione senza punire eccessivamente un singolo errore.
Altro elemento riuscito è la quantità di citazioni e richiami alla saga originale. Il designer Emerson Matsuuchi dimostra una profonda conoscenza della serie, disseminando la campagna di riferimenti, situazioni e piccoli easter egg che i fan riconosceranno immediatamente. Le missioni riprendono momenti iconici, i boss presentano abilità coerenti con le loro controparti videoludiche e perfino le comunicazioni via Codec mantengono lo stesso tono ironico e informativo.
Ed è così che Revolver Ocelot, ad esempio, si muove rapidamente nell’arena facendo rimbalzare i proiettili sulle pareti, mentre l’elicottero Hind D presenta più punti vulnerabili da colpire. Grazie alla struttura modulare del tabellone, ogni battaglia si svolge su una mappa ampia e specifica, arricchita da elementi speciali. Nell’arena di Ocelot, per esempio, il prigioniero Kenneth Baker può essere colpito accidentalmente, causando immediatamente il fallimento della missione. Queste varianti rendono gli scontri più tesi e imprevedibili, raramente a favore dei giocatori.
Chi ha familiarità con il titolo PlayStation troverà quindi un’esperienza ricca di rimandi e suggestioni, mentre i nuovi arrivati potrebbero talvolta trovarsi davanti a enigmi o situazioni meno immediati, pur restando generalmente guidati dal sistema di gioco.
Anche il sistema di progressione contribuisce a rendere la campagna coinvolgente. Con il progredire degli scenari i personaggi sbloccano nuovi strumenti ed equipaggiamenti, ampliando gradualmente le loro opzioni tattiche e richiamando la filosofia del “recupero in loco” tipica della serie. A ciò si aggiunge una buona gestione della tensione grazie all’uso combinato di carte azione e tiri di dado, che creano un equilibrio costante tra pianificazione strategica e imprevedibilità.
Non mancano tuttavia alcuni limiti strutturali. Le battaglie contro i boss, pur scenografiche e spesso molto fedeli alle controparti videoludiche, risultano talvolta altalenanti. Alcuni scontri offrono sfide interessanti e ben costruite, mentre altri possono apparire eccessivamente dipendenti dalla fortuna dei dadi o richiedere numerosi tentativi prima di essere superati. Peccato poi per la mancanza degli scontri finali tra Solid e Liquid Snake che potreste recuperare in versione fanmade su BoardGameGeek.
Anche la scalabilità del numero di giocatori presenta qualche criticità. Sebbene il gioco sia indicato per un massimo di quattro partecipanti, la modalità campagna funziona meglio con uno o due giocatori. Molti scenari limitano infatti i personaggi disponibili e le prime missioni vedono protagonista esclusivamente Snake, rendendo difficile coinvolgere gruppi numerosi fin dall’inizio.
Solo nelle fasi più avanzate della campagna è possibile giocare davvero in quattro, ma bisogna addirittura arrivare alla nona missione e non c'è nessuno scenario strutturato per tre giocatori. Dal punto di vista narrativo questa scelta è coerente con la storia, ma dal lato ludico può rendere difficile coinvolgere più amici contemporaneamente.
Per questo motivo sono state inserite le Missioni VR che supportano il numero massimo di partecipanti. Tuttavia nonostante vi siano sei missioni differenti (Ricognizione, Fuga, Sabotaggio, Furtività, Salvataggio Ostaggi e Coordinazione), soffrono di una certa ripetitività dovuta al numero limitato di mappe e configurazioni.
Alcuni elementi, come trappole o segnalini, possono cambiare tra una partita e l’altra, e si può inserire un boss per aumentare la difficoltà, ma la struttura generale rimane invariata. Una volta apprese le strategie migliori, la modalità tende quindi a perdere parte del suo fascino.
Chi dovrebbe giocarci
Metal Gear Solid: Il Gioco da Tavolo è un titolo che trova il suo pubblico ideale soprattutto tra i fan storici della saga creata da Hideo Kojima, che potranno apprezzare una trasposizione ricca di citazioni, momenti iconici e richiami all’avventura originale. Allo stesso tempo il gioco può risultare molto interessante anche per gli appassionati di cooperativi tattici, in particolare per chi ama pianificare movimenti, studiare linee di vista e gestire con attenzione il rischio tipico delle meccaniche stealth.
Al contrario, potrebbe non essere la scelta ideale per chi cerca un titolo immediato o fortemente orientato all’azione e al combattimento continuo. La componente strategica, la gestione della furtività e la necessità di ragionare attentamente su ogni mossa richiedono infatti un certo grado di pazienza e pianificazione. Anche i gruppi numerosi potrebbero trovare limitante la struttura della campagna, che solo nelle missioni più avanzate permette di coinvolgere pienamente quattro giocatori.
Conclusioni
Nel complesso Metal Gear Solid: Il Gioco da Tavolo riesce nell’impresa, tutt’altro che semplice, di trasformare un videogioco iconico in un’esperienza da tavolo credibile e coinvolgente. L’attenzione ai dettagli, la qualità della componentistica e il sistema di furtività costruito attorno alla gestione dell’allerta restituiscono con efficacia la tensione tipica delle missioni di infiltrazione della serie.
La campagna offre momenti memorabili e una progressione soddisfacente, arricchita da equipaggiamenti sbloccabili e numerosi richiami alla storia originale. Non mancano alcuni limiti, come la scalabilità non sempre ottimale con molti giocatori, una certa dipendenza dalla fortuna in alcuni scontri con i boss e la ripetitività delle Missioni VR.
Nonostante ciò, il gioco riesce comunque a distinguersi come una delle trasposizioni videoludiche più riuscite nel panorama dei giochi da tavolo moderni, capace di regalare ai fan e agli amanti dei cooperativi tattici un’esperienza intensa, strategica e fortemente tematica.