Love Me Love Me è la nuova scommessa italiana Prime Original. Disponibile sul portale dal 13 febbraio 2026, il lungometraggio diretto da Roger Kumble e tratto dalla serie di romanzi omonima firmata da Stefania S., promette un racconto young adult dalle tinte sia contemporanee che classiche (per maggiori dettagli passate dalla nostra recensione di Love Me Love Me).
In vista della sua uscita abbiamo avuto il piacere di parlare di questo lungometraggio direttamente coi suoi giovani protagonisti, Mia Jenkins, Pepe Barroso Silva e Luca Melucci, così da inquadrare un secondo la loro esperienza sul set e l’amore che hanno riposto in questo progetto.
Una commistione culturale
La nostra intervista coi protagonisti di Love Me Love Me si è aperta con una curiosità relativa alla fusione di lingue e culture che si è respirata sul set. In che modo la scelta di girare in inglese in un contesto italiano ha influenzato la costruzione dei loro personaggi, se così è stato? Il primo a rispondere è stato Luca Melucci:
Per me… voglio dire, Will è italiano e io conosco l’Italia, conosco Milano; ho vissuto lì, quindi ovviamente sono stato influenzato fin dall’inizio…
Seguito dal punto di vista di Mia Jenkins:
È stato davvero interessante per me perché, un po’ come June impara a conoscere le usanze e la cultura, lo stesso mi è successo: stavo conoscendo tante persone italiane, alcune parole in italiano, insomma. È stato molto interessante poter vivere tutto questo. Inoltre non c’erano solo italiani: ovviamente c’erano tante nazionalità diverse, spagnoli, e Andrea [Guo] che è austriaca… sì, è stata davvero un’esperienza culturalmente molto varia.
Pepe Barroso Silva ha poi chiuso sull’argomento:
Sì, sì, penso che alla fine abbia reso tutto più divertente: abbiamo avuto l’occasione di condividere le nostre culture, e questo ha reso la situazione ancora più interessante.
Quello che non si vede
Love Me Love Me pur originandosi da modelli narrativi riconoscibili, diventa interessante proprio e grazie alle ombre che i suoi protagonisti si portano costantemente addosso e dietro. Parlando di queste e sull’importanza di imprimerle a schermo, i giovani attori, partendo da Melucci, ci hanno detto che:
È stato molto importante, soprattutto per Will, come dicevo prima. Ci sono tantissime persone che vivono questo tipo di difficoltà mentali e io volevo dare loro la voce giusta. A volte mi chiedevo se stessi facendo le cose nel modo corretto. Per me è stato davvero, davvero importante.
La risposta sull’argomento di Mia è invece stata:
Sì, penso che… ci sia davvero tantissimo che può essere comunicato anche senza dire nulla, e ovviamente puoi dire una cosa ma intenderne un’altra. Quella vulnerabilità di tutti i personaggi è, secondo me, un punto davvero molto forte, sì.
Pepe ha confermato che:
Penso di sì, alla fine in un certo senso stavamo tutti proteggendo i nostri segreti, oppure i nostri lati più oscuri, credo. E questo ovviamente può succedere anche nella vita reale.
La responsabilità verso i lettori e la rappresentazione dell’adolescenza
Partendo dal presupposto che Love Me Love Me deriva da una saga letteraria che ha venduto milioni di copie, ci saranno sicuramente pressioni relative al successo del progetto e a una certa responsabilità verso questi fan anche sui suoi protagonisti. Chiedendo di questo senso di responsabilità, se lo abbiano sensito, Melucci ha rivelato che:
Ogni volta, anche quando eravamo in vacanza a Madrid e Andrea ha iniziato a dirmi: ‘Penso che qualcuno ci stia seguendo’. C’era questa famiglia con due bambine che ci guardava, ci cercava e ci chiedeva delle foto. Dopo che se ne sono andati ci siamo detti: ‘Riesci a capire quanta responsabilità abbiamo?’. Loro cresceranno guardandoci… e quindi sì, credo di averlo sentito davvero molto [il senso di responsabilità].
Mia Jenkins:
Certo, ed esiste una comunità enorme di amanti dei libri e di fan di Stefania e della saga Love Me Love Me. Quindi ovviamente vogliamo davvero renderli felici, e loro sono stati così gentili e accoglienti con noi che non possiamo fare altro che sperare che apprezzino il risultato, sì.
Il lavoro con il regista
La mano dietro a Love Me Love Me è quella di Roger Kumble. Il suo stile di regia è piuttosto riconoscibile, e non potevamo esimerci dal chiedere ai protagonisti della pellicola com’è stato lavorare con lui. Mia ha fatto così il punto della situazione:
Sì, il suo stile di regia era davvero diverso e nuovo per me, e mi è piaciuto molto. Era molto più spontaneo e naturale di quello a cui ero abituata, sai... provare cose nuove sul momento e proporre idee fresche direttamente sul set. Quindi è stato fantastico per tutti noi: abbiamo avuto la possibilità di adattare il materiale e sperimentare cose nuove, grazie a Roger, che propone le idee più pazze all’ultimo momento, tipo: ‘Ehi, perché non proviamo questo?’.
Vi ricordiamo che Love Me Love Me è disponibile su Prime video dal 13 febbraio 2026.