Intervista a Stefano Tamiazzo: "La Mandiguerre parla della guerra e le sue conseguenze sulla società e sugli individui"
Abbiamo parlato con Stefano Tamiazzo della nuova edizione de La Mandiguerre (If Edizioni x Toshokan) - la saga steampunk che parla di guerra e delle sue consuguenze.
Cultura POP - media partner di Lucca Comics & Games 2025 - parte alla grande con il suo coverage con un ospite d'eccezione Stefano Tamiazzo. A pochi minuti dall'inizio della sua prima sessione di firmacopie, l'autore ci ha parlato del volume che presenta in anteprima alla manifestazione ovvero La Mandiguerre è una space opera steampunk che racconta la fine dell’innocenza e la forza di chi sceglie ancora di credere nell’umanità.
Dalla penna di Jean-David Morvan e dal tratto visionario di Stefano Tamiazzo, La Mandiguerre è una saga che arriva per la prima in volume unico firmato da If Edizioni × Toshokan in un progetto-ponte tra due visioni editoriali.
Dove e quando incontrare Stefano Tamiazzo a Lucca Comics & Games 2025:
Martedì 29/10 dalle 15:30 alle 18:30 – Stand If Edizioni (NAP302)
Mercoledì 30/10 dalle 15:00 alle 18:00 – Stand If Edizioni (NAP302)
Giovedì 31/10 dalle 14:30 alle 17:30 – Stand Toshokan (NAP302)
Venerdì 1/11 dalle 14:30 alle 17:30 – Stand Toshokan (NAP302)
Domenico Bottalico
La Mandiguerre torna finalmente in un’edizione integrale che riunisce tutti e quattro i capitoli dell’opera. Che effetto ti fa vedere oggi questo progetto, nella sua completezza e nel bianco e nero originale?
Stefano Tamiazzo
È decisamente un gran bell’effetto, soprattutto vedere, dopo un discreto numero di anni, che le pagine e il segno ancora reggono nonostante il mio modo di concepire il segno sia ovviamente cambiato nel tempo. È un salto nel passato molto interessante, anche perché il colore dato all’epoca non mi convinse mai particolarmente per questioni di “differente sensibilità del colore”. Nella mia idea il colore doveva essere più desaturato e simile alle palettes di studio Ghibli. Mi sembra comunque che il B/N dia una forza drammatica maggiore alla narrazione.
Domenico Bottalico
La serie è una delle prime in Europa a fondere suggestioni steampunk e linguaggio dei manga. Come nacque questa scelta stilistica all’epoca, e come fu accolta da editori e lettori?
Stefano Tamiazzo
Prima di tutto ci fu l’incontro tra me e Jean David, che avvenne indirettamente quando lui notò fotocopie dei miei lavori nella redazione di Glenat a Parigi. Gli piacque quel segno e mi scrisse una lettera. Avevamo dei punti di vista molto simili e fu molto facile collaborare. Tra le proposte che mi fece quella più allettante fu una space opera dal sapore Steampunk. La trovai molto stimolante, anche se all’inizio la parte aliena non esisteva. Fummo liberi di sperimentare, e credo ancora si veda e si senta quell’energia che si sprigionò tavola da tavola. In Francia e Belgio fu ben accolto. In Italia Andrea Rivi la opzionò alla velocità della luce per le Edizioni BD che all’epoca erano di sua proprietà.
Domenico Bottalico
La guerra tra umani e Mandi è il motore narrativo del racconto, ma dietro l’azione si percepisce una forte riflessione sull’umanità e i suoi limiti. Cosa volevi trasmettere attraverso questo conflitto interplanetario?
Stefano Tamiazzo
Il tema dominante de "La Mandiguerre" è la guerra e le sue conseguenze sulla società e sugli individui. La capacità brutale della guerra di degradare l'umanità e di creare divisioni tra esseri viventi, umani o alieni che siano. Ci concentrammo sul percorso di crescita e di scoperta dei protagonisti, tre giovani che si trovano coinvolti nella guerra e devono affrontare le conseguenze delle loro scelte mostrando come anche in situazioni disperate sia possibile trovare la forza di lottare per un mondo migliore.
Domenico Bottalico
Il tratto e la costruzione delle tavole di La Mandiguerre mostrano un equilibrio raro tra dinamismo e dettagli architettonici. Quali sono stati i tuoi riferimenti visivi e le principali sfide grafiche durante la realizzazione?
Stefano Tamiazzo
All’epoca sicuramente Miyazaki e Studio Ghibli avevano ancora su di me un forte impatto che ancora si nota nelle pagine, anche se poi io sono sempre stato una strana commistione di linea chiara francese, anime e un certo gusto del grottesco nel disegno. Erano pagine estremamente dense di vignette, ma con grande attenzione ai dettagli, essendo fantascienza e questo non aiutava nella ricerca dell’equilibrio. Fu un gioco di equilibrismi non semplice e dove di tanto in tanto cassavo qualche vignetta!
Domenico Bottalico
La tua carriera spazia dall’illustrazione alla narrativa per immagini, fino all’insegnamento. In che modo lavori come La Mandiguerre hanno influenzato il tuo approccio al disegno e al racconto visivo nel tempo?
Stefano Tamiazzo
È sicuramente stata una parte fondamentale della mia carriera e di questo ringrazierò per sempre Morvan che credette in me fin dall’inizio. Insieme al lavoro fatto in Giappone, credo che quello della Mandiguerre in Francia sia stato un periodo eccezionalmente formativo per la mia professione. Non solo per la produzione in sé della serie, ma anche per le decine e decine di festival, di incontri in libreria e fumetteria e sessioni di dediche fatte per i lettori. Fare fumetti non è solo stare rinchiusi nel proprio antro/studio fortunatamente.
Domenico Bottalico
Questa nuova edizione rappresenta anche un’occasione per far scoprire l’opera a una nuova generazione di lettori. Cosa speri che colgano oggi del suo messaggio, della sua estetica e del suo spirito “visionario”.
Stefano Tamiazzo
È sempre bello a far sapere ai lettori che c’è stato qualcuno all’inizio che ha tracciato una linea a cui dopo sono seguiti gli altri. All’epoca gli autori italiani che pubblicavano in Francia erano sempre i soliti particolarmente famosi: Manara, Giardino etc. Io ebbi la fortuna di essere tra i primi ad appartenere a quell’ondata che poi spalancó le porte anche a tanti altri colleghi italiani. Spero che, in particolare, i nuovi lettori possano apprezzare il bianco e nero ed il montaggio serratissimo delle tavole oltre al nutrito e denso Artbook interno ricco di uniformi, mecha design, e sketch a 360 gradi.