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Pro
- Fedeltà eccezionale
- Qualità costruttiva e verniciatura
- Gimmick funzionanti
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Contro
- Articolazioni molto limitate
- Dimensioni importanti (60 cm), richiedono uno spazio espositivo dedicato.
Il Verdetto di Cultura POP
Ci sono robot che hanno segnato un'epoca e altri che, ancora oggi, continuano a rappresentare un punto di riferimento per intere generazioni di appassionati. UFO Robot Goldrake appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. A cinquant'anni dal debutto dell'anime, Bandai rende omaggio al leggendario mecha di Go Nagai riportando in vita una delle linee più iconiche della storia del collezionismo.
Vi proponiamo una recensione dal forte sapore nostalgico dedicata al Jumbo Machinder UFO Robot Grendizer, una figure che raccoglie l'eredità dei celebri robot giganti in PVC degli anni Settanta, reinterpretandola con gli standard qualitativi di oggi. Dopo il ritorno del Jumbo Machinder dedicato a Mazinger Z, Bandai continua infatti la rinascita di questa storica linea scegliendo quello che, per moltissimi appassionati italiani, è semplicemente Goldrake, il robot simbolo di un'intera generazione.
L'obiettivo non è quello di stravolgere una formula che ha fatto la storia, ma di riproporla con materiali più curati, finiture di livello superiore e una serie di gimmick che richiamano l'esperienza del modello originale senza rinunciare ai moderni standard produttivi di Tamashii Nations. Il risultato è una figure imponente, pensata per emozionare chi è cresciuto con UFO Robot Goldrake, ma anche per incuriosire chi desidera scoprire una delle linee più leggendarie mai realizzate da Bandai.
Nelle prossime sezioni analizzeremo ogni aspetto del Jumbo Machinder UFO Robot Grendizer, dal packaging alla qualità costruttiva, passando per sculpt, verniciatura, articolazioni e caratteristiche che lo rendono un pezzo tanto particolare quanto rappresentativo della filosofia Jumbo Machinder.
Chi è Goldrake?
Prima di parlare della figure è impossibile non spendere qualche parola sul protagonista assoluto. Del resto, il fascino del Jumbo Machinder UFO Robot Grendizer nasce proprio dal legame con uno dei robot più amati della storia dell'animazione giapponese.
Quando UFO Robot Goldrake debuttò in Giappone nel 1975 come terzo capitolo della celebre trilogia dei Mazinger di Go Nagai, nessuno avrebbe immaginato che sarebbe diventato un autentico fenomeno culturale dall'altra parte del mondo. Composta da 74 episodi, la serie racconta la storia del principe Duke Fleed (Actarus nell'edizione italiana), fuggito dal pianeta Fleed dopo l'invasione delle armate di Vega e rifugiatosi sulla Terra insieme al possente Grendizer, il robot destinato a diventare il suo più fedele alleato nella difesa del pianeta.
Se in Giappone il successo fu importante ma non raggiunse quello di Mazinger Z, in Italia accadde qualcosa di unico. La prima trasmissione televisiva nel 1978 trasformò Goldrake in un fenomeno di costume senza precedenti, contribuendo ad avvicinare un'intera generazione all'animazione giapponese. Per moltissimi spettatori italiani fu il primo anime in assoluto, un ricordo che ancora oggi continua a vivere attraverso ristampe, collezionabili, videogiochi e nuove produzioni dedicate al gigante d'acciaio.
Jumbo Machinder UFO Robot Grendizer
Packaging
Se c'è un aspetto in cui il Jumbo Machinder UFO Robot Grendizer riesce a fare centro fin dal primo istante, è senza dubbio il packaging. Prima ancora di estrarre la figure dalla confezione, si ha la sensazione di avere tra le mani un pezzo di storia del collezionismo giapponese. Bandai non ha cercato di reinterpretare il design originale, ma ha preferito riproporlo con un lavoro di restauro fedele, mantenendo intatto tutto il fascino delle confezioni che hanno accompagnato i Jumbo Machinder negli anni Settanta.
Il box si sviluppa in verticale e colpisce immediatamente per la sua grafica ricca di personalità. Sul fronte domina un'immagine imponente di Goldrake, rappresentato con il classico pugno proteso verso l'osservatore, una posa dinamica che richiama le illustrazioni promozionali dell'epoca. A fare da cornice troviamo un fondo stellato che richiama le atmosfere spaziali di UFO Robot Goldrake, mentre il grande logo giapponese della serie, stampato con colori vivaci, contribuisce a ricreare quell'inconfondibile estetica vintage che ha reso celebri i Jumbo Machinder.
Un elemento che abbiamo particolarmente apprezzato è il fatto che Bandai abbia evitato di riempire il frontale con fotografie del prodotto o lunghe descrizioni moderne. L'impostazione rimane estremamente pulita e coerente con quella del Jumbo Machinder originale, tanto che la confezione stessa diventa parte integrante dell'esperienza collezionistica. È uno di quei box che molti appassionati difficilmente avranno il coraggio di riporre in cantina dopo l'unboxing.
Anche la qualità costruttiva è all'altezza del contenuto. Il cartone è spesso e robusto, pensato per proteggere una figure di dimensioni importanti, mentre la stampa restituisce colori intensi e ben definiti. Si percepisce chiaramente come Bandai abbia voluto celebrare il 50° anniversario di UFO Robot Goldrake non soltanto attraverso il modello, ma anche recuperando uno degli elementi che più hanno contribuito a rendere iconica la linea Jumbo Machinder.
UFO Robot Grendizer - Jumbo Machinder
Tolto dalla confezione, il Jumbo Machinder UFO Robot Grendizer riesce subito a trasmettere quella sensazione di imponenza che da sempre contraddistingue questa linea. Con i suoi 60 cm di altezza, il robot domina letteralmente la scena e restituisce la stessa impressione che dovevano provare i bambini degli anni Settanta davanti ai primi Jumbo Machinder. Non è una figure pensata per stupire con pose estreme o articolazioni sofisticate: il suo punto di forza è la presenza scenica.
Bandai ha scelto di rispettare fedelmente il design classico di UFO Robot Goldrake, mantenendo quelle proporzioni robuste e leggermente stilizzate che hanno reso iconici i giocattoli vintage. Le forme sono semplici ma estremamente riconoscibili, con un lavoro di scolpitura più preciso rispetto ai modelli dell'epoca. Ogni elemento, dal grande pettorale rosso alle inconfondibili corna dorate, richiama immediatamente il Grendizer visto nell'anime, senza cedere alla tentazione di modernizzarne il look.
Anche la verniciatura convince sotto ogni aspetto. Il rosso acceso del busto e del bacino è brillante e uniforme, mentre l'azzurro di braccia e gambe restituisce quella vivacità cromatica tipica del design originale. Le finiture metalliche valorizzano ulteriormente alcuni dettagli, in particolare gli occhi, che donano grande espressività al volto, e le iconiche lame dorate laterali, realizzate con una tonalità intensa e priva di imperfezioni. Durante la nostra prova non abbiamo riscontrato sbavature o difetti evidenti, segno di un controllo qualitativo decisamente elevato.
Come da tradizione Jumbo Machinder, il comparto delle articolazioni rimane volutamente essenziale. Le braccia ruotano sulle spalle permettendo di impugnare le armi o ricreare alcune delle pose più rappresentative del personaggio. La vera novità rispetto ad altri modelli della linea è però il collo articolato, che consente alla testa di inclinarsi sia verso l'alto sia verso il basso. Può sembrare un dettaglio secondario, ma cambia sensibilmente l'esposizione della figure, soprattutto quando si vuole simulare la celebre sequenza di decollo di Goldrake.
Il cuore del prodotto, però, è rappresentato dai suoi gimmick meccanici, che restituiscono tutto il fascino dei grandi giocattoli Bandai del passato. Le braccia integrano il classico sistema di espulsione del Dizer Punch: basta premere i pulsanti collocati dietro al robot per vedere i pugni partire con decisione. Il meccanismo è preciso, potente e sorprendentemente soddisfacente da utilizzare ancora oggi, riportando immediatamente alla mente il carattere ludico dei Jumbo Machinder originali.
Non meno riuscita è la gestione del Double Harken. Le due alabarde possono essere estratte dalle spalle e utilizzate singolarmente oppure unite per ricreare la celebre arma impugnata a due mani. L'aggancio è saldo e il robot riesce a sostenerla senza difficoltà, regalando una delle configurazioni più spettacolari dell'intero modello.
Bandai ha inoltre inserito un contenuto esclusivo per questa versione: il ZZ-2 Super Rapid-Fire Missile, un accessorio che si monta sugli avambracci e permette di lanciare contemporaneamente tre missili. A questo si aggiungono 20 missili complessivi, (quattordici bianchi e sei neri) da collocare nelle spalle, nelle gambe e nell'unità supplementare. Tutti i sistemi di lancio sono perfettamente funzionanti e rappresentano uno degli elementi più divertenti della figure. È evidente che, pur essendo destinato principalmente ai collezionisti, questo Jumbo Machinder non abbia mai dimenticato la propria natura di giocattolo.
Dal punto di vista costruttivo siamo davanti a un prodotto estremamente convincente. Il PVC utilizzato è spesso e robusto, le giunture trasmettono sicurezza e il peso contribuisce a dare quella piacevole sensazione di solidità che ci si aspetta da un modello di queste dimensioni. È proprio qui che emerge il valore del progetto: mantenere intatto il fascino dei Jumbo Machinder degli anni Settanta, eliminandone però buona parte dei limiti costruttivi grazie alle moderne tecniche produttive. Il risultato è un modello che conserva tutta la magia dell'originale, ma con un livello di qualità decisamente superiore.
Conclusioni
Con questo Jumbo Machinder UFO Robot Grendizer, Bandai e Tamashii Nations dimostrano ancora una volta di aver compreso perfettamente cosa desiderano i collezionisti. L'obiettivo non era realizzare una reinterpretazione moderna di Goldrake né competere con linee come Soul of Chogokin o Robot Spirits, ma riportare sugli scaffali un autentico pezzo di storia del collezionismo, aggiornandolo agli standard qualitativi attuali senza tradirne l'identità.
L'operazione può dirsi pienamente riuscita. L'impatto visivo è straordinario, la qualità costruttiva convince sotto ogni aspetto e la cura dedicata ai dettagli permette di apprezzare il modello sia come oggetto da esposizione sia come tributo ai Jumbo Machinder originali. Ogni elemento, dal packaging ai meccanismi di lancio dei missili, fino all'immancabile Dizer Punch, contribuisce a ricreare quell'esperienza che ha fatto innamorare intere generazioni di appassionati.
Naturalmente non è una figure pensata per tutti. Chi cerca un modello estremamente articolato o ricco di pose dinamiche potrebbe trovare limitante la filosofia costruttiva della linea. Ma sarebbe un errore giudicarlo con i parametri di una moderna action figure. Il suo valore risiede proprio nella capacità di conservare l'anima del giocattolo originale, migliorandone ogni singolo aspetto senza alterarne il carattere.
Jumbo Machinder UFO Robot Grendizer sarà presto disponibile in Italia. E' acquistabile sia nei negozi fisici che online, con distribuzione ufficiale affidata a Cosmic Group per Bandai.