Con Remothered: Red Nun's Legacy non si tratta soltanto di riportare in scena un universo horror che sembrava ormai consegnato al passato, bensì di provare a dare una conclusione a una vicenda cominciata nel 2018.
Il progetto di Stormind Games nasce infatti dalle fondamenta costruite con il primo Remothered e successivamente ampliate con lo sfortunato Remothered: Broken Porcelain.
Sono trascorsi diversi anni dall'ultimo capitolo e, nel frattempo, la serie ha mantenuto una propria identità molto precisa: protagonisti vulnerabili, minacce impossibili da affrontare frontalmente e una forte componente narrativa affidata all'esplorazione.
Il nuovo episodio prova a fare qualcosa di più ambizioso, mettendo Susan al centro di una storia che porta con sé tanto il passato della saga quanto una nuova vicenda familiare.
E lo fa attraverso un'ambientazione che rappresenta probabilmente uno degli elementi più caratteristici dell'intero progetto: una Sicilia inquietante, elegante e decadente, nella quale la villa degli Ashman diventa molto più di un semplice scenario.
Una villa siciliana piena di fantasmi
Villa Ashman è il cuore dell'avventura. La costruzione prende ispirazione da luoghi realmente esistenti e dall'architettura siciliana, con riferimenti a Palazzo Biscari e all'immaginario de Il Gattopardo. Sullo sfondo si staglia l'Etna, elemento che contribuisce a rendere immediatamente riconoscibile il contesto geografico.
È una scelta che si sposa bene con la natura della serie. Remothered ha sempre cercato di recuperare l'horror più classico senza rinunciare a una forte impronta autoriale, e questa volta la componente italiana diventa ancora più evidente. La villa, con i suoi corridoi, i quadri, gli oggetti e le stanze apparentemente innocue, sembra costruita per raccontare la propria storia pezzo dopo pezzo.
Dentro queste mura si nasconde infatti il passato della famiglia Ashman e, soprattutto, quello di Gloria Ashman, la donna destinata a trasformarsi nella figura della Suora Rossa. Conoscere ciò che è successo prima dell'arrivo di Susan sarà una parte essenziale dell'esperienza, non un semplice contorno narrativo.
Se c'è una cosa che Red Nun's Legacy non sembra voler nascondere è il proprio debito nei confronti del survival horror più tradizionale. La serie guarda apertamente a produzioni come Clock Tower, Haunting Ground e Rule of Rose, ma anche al cinema horror italiano che ha contribuito a plasmare l'immaginario di questo genere.
A completare il quadro c'è anche una componente musicale affidata ad Akira Yamaoka, nome che non ha bisogno di troppe presentazioni per chi conosce la storia del survival horror. Il cast comprende inoltre Cissy Jones e Maggie Robertson, quest'ultima celebre per aver interpretato Lady Dimitrescu in Resident Evil Village.
Susan non sta cercando un mostro
La storia parte da una tragedia molto più personale rispetto alla minaccia che Susan finirà per incontrare nella villa. La protagonista è una donna americana trasferitasi in Sicilia insieme al marito Angelo. La loro figlia Agata è scomparsa da oltre un anno e le ricerche non hanno prodotto risultati.
Un indizio porta Susan fino alla proprietà degli Ashman, trasformando quella che dovrebbe essere una ricerca disperata in un viaggio dentro una storia molto più antica. Villa Ashman custodisce infatti segreti legati a Gloria e a una vicenda nella quale l'ipnosi occupa un ruolo centrale.
Questa tematica non è nuova per Remothered, ma nel nuovo capitolo sembra assumere una funzione più importante. Non viene utilizzata soltanto per raccontare il passato dei personaggi: le capacità che Susan acquisisce attraverso l'ipnosi diventano parte integrante dell'esplorazione e della risoluzione degli enigmi.
Una delle caratteristiche più interessanti dell'esperienza è il modo in cui l'esplorazione viene continuamente disturbata dalla presenza dei nemici. Gli ambienti della villa devono essere studiati, perché trovare una chiave o comprendere come raggiungere una determinata stanza non è sufficiente: bisogna farlo mentre una minaccia può comparire da un momento all'altro.
Le suore rappresentano infatti una presenza costante. Susan non dispone di un arsenale capace di trasformare ogni incontro in uno scontro diretto e questo cambia completamente il modo in cui si attraversano gli ambienti. Un corridoio già visitato può diventare improvvisamente pericoloso e una stanza apparentemente sicura può trasformarsi in un rifugio temporaneo.
Nascondersi è quindi fondamentale. Armadi e altri elementi dell'ambiente possono essere utilizzati per spezzare l'inseguimento, mentre in alcune situazioni entra in gioco anche un meccanismo legato al controllo del respiro. L'obiettivo non è eliminare la minaccia, ma riuscire a far perdere le proprie tracce e guadagnare abbastanza tempo per continuare l'esplorazione.
È qui che emerge uno dei tratti più classici di Remothered: la vulnerabilità. Susan non è una guerriera e il gioco non prova a trasformarla in una protagonista capace di dominare gli avversari. Ogni incontro dovrebbe quindi conservare quella sensazione di precarietà che rappresenta una delle fondamenta del genere.
Anche un attizzatoio diventa una risorsa
La possibilità di difendersi esiste, ma va interpretata nel modo corretto. Un vecchio attizzatoio può essere utilizzato per creare una distanza di sicurezza e interrompere temporaneamente l'azione di uno stalker, offrendo a Susan una finestra utile per scappare.
Non è, però, una soluzione definitiva. Le armi improvvisate sono soggette a usura e non possono essere utilizzate come strumenti con cui ripulire gli ambienti. Il principio rimane quello della fuga: trovare il modo di sopravvivere abbastanza a lungo da raggiungere la prossima area o capire come superare l'ostacolo successivo.
È una filosofia che sembra coerente con l'eredità di Clock Tower e Haunting Ground: il giocatore deve sentirsi braccato, non onnipotente. E proprio per questo anche un oggetto apparentemente insignificante può assumere un valore enorme quando una creatura ci sta correndo incontro.
La componente più curiosa del nuovo capitolo arriva però quando Susan entra in contatto con il metronomo. L'oggetto non è soltanto collegato al salvataggio della partita, ma rappresenta anche il tramite attraverso cui la protagonista accede alle proprie capacità ipnotiche.
Da questo momento, alcuni oggetti smettono di essere semplici elementi dello scenario. Fotografie, documenti e altri reperti possono diventare la chiave per accedere a frammenti di memoria attraverso la retrocognition, permettendo a Susan di ascoltare ciò che appartiene a un passato ormai lontano.
È attraverso questa meccanica che la storia di Gloria comincia a prendere forma in maniera più concreta. Il gioco ci conduce verso un luogo abbandonato, invaso dalla vegetazione, nel quale emergono frammenti della vita della futura Suora Rossa. Tra questi ricordi compare anche Viola, una figura legata al periodo trascorso da Gloria nel Convento del Cristo Morente.
Il rapporto con il passato non è però soltanto una questione narrativa. Le nuove capacità di Susan possono modificare ciò che abbiamo davanti agli occhi e fornire informazioni indispensabili per capire come proseguire. Un ricordo può quindi diventare un indizio, mentre un oggetto apparentemente insignificante può contenere la soluzione a un enigma.
È probabilmente questa la parte di Red Nun's Legacy che potrebbe differenziarlo maggiormente dai precedenti capitoli. L'ipnosi non sembra essere pensata come una semplice abilità speciale da utilizzare occasionalmente, ma come un secondo livello attraverso cui leggere gli ambienti e comprenderne la storia.
Un finale, o un nuovo inizio?
Il compito più difficile per Remothered: Red Nun's Legacy sarà comunque quello di riuscire a chiudere una storia iniziata ormai otto anni fa senza trasformare il nuovo capitolo in un prodotto pensato esclusivamente per chi conosce ogni dettaglio della saga.
Il gioco vuole palesemente rappresentare anche un punto d'ingresso per chi si avvicina ora a Remothered. La vicenda di Susan e la ricostruzione del passato degli Ashman dovrebbero fornire gli strumenti necessari per comprendere il quadro generale, mentre chi ha seguito la serie dall'inizio troverà finalmente una risposta alle domande rimaste aperte.
Il potenziale c'è, soprattutto nella combinazione tra inseguimenti, investigazione e capacità ipnotiche. La vera incognita riguarda invece l'equilibrio complessivo: se l'esplorazione sotto pressione dovesse diventare troppo punitiva, oppure se i poteri di Susan non riuscissero a svilupparsi oltre le possibilità intraviste, parte dell'interesse rischierebbe di perdersi lungo il cammino.
Resta poi l'inevitabile questione della stabilità tecnica, considerando il passato della serie. Ma prima ancora dei bug, il punto centrale sarà un altro: capire se Red Nun's Legacy riuscirà davvero a dare una conclusione degna alla storia di Gloria, Susan e Agata. Il 27 ottobre 2026 avremo finalmente la risposta.