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Pro
- Il feeling platform dell'originale resta intatto.
- La nuova veste grafica su Snowdrop aggiunge profondità visiva.
- Contenuti extra sostanziosi.
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Contro
- Alcune scelte estetiche risultano fin troppo caricaturali.
- Il rinvio a dicembre allunga ulteriormente l'attesa dei fan storici.
- Incognita sulla durata complessiva dei contenuti inediti.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Ubisoft ci ha permesso di mettere le mani, da remoto, su una versione preliminare di Rayman Legends Retold, dandoci la possibilità di giocare in anticipo a una porzione consistente del remake e di capire in che modo il team abbia deciso di riportare in vita uno dei platform 2D più amati della sua generazione.
Dopo circa due ore passate tra livelli storici, sfide secondarie e qualche partita a Kung Foot, la sensazione più forte è stata piuttosto curiosa: Rayman Legends è ancora esattamente il gioco che ricordavamo, eppure sembra quasi di averlo riscoperto per la prima volta.
Del resto, quando si pensa a Rayman Legends, è difficile individuare qualcosa che avesse davvero bisogno di essere cambiato. Il titolo originale del 2013 aveva già trovato un equilibrio praticamente perfetto tra platforming 2D, combattimenti, enigmi, sequenze ad alta velocità e variazioni sul tema capaci di spezzare il ritmo.
Ubisoft, però, ha scelto di non limitarsi a un restauro e ha deciso di ricostruire il gioco con tecnologie moderne, portando quel mondo bidimensionale dentro scenari molto più ricchi e tridimensionali.
Snowdrop al posto di UbiArt
Ed è proprio qui che entra in gioco il concetto di Retold. Non è un platform 3D e, pad alla mano, Rayman Legends rimane quello che conosciamo: corse, salti, attacchi, pareti da scalare, il capello elicottero da sfruttare per planare e una quantità sorprendente di pericoli da evitare. A cambiare è soprattutto il modo in cui il mondo intorno a Rayman viene rappresentato.
Ambientazioni, fondali e primi piani sono stati completamente rivisti, con una direzione artistica che porta il cartone animato originale verso una dimensione quasi cinematografica, senza perdere quella componente volutamente buffa e sopra le righe che ha sempre caratterizzato la serie.
Il progetto affianca Ubisoft Montpellier e Ubisoft Milan, già autori del capitolo originale, e sfrutta il motore Snowdrop mantenendo l'ossatura del titolo del 2013, arricchita da scenari 3D più ricchi e dinamici, una telecamera più fluida e un comparto tecnico interamente rivisto sul fronte visivo e sonoro. La cosa più importante, comunque, è che il feeling non è stato sacrificato: correre attraverso un livello continua a essere estremamente naturale e divertente.
Il ritmo con cui Rayman passa da una piattaforma all'altra, si aggrappa alle pareti, sfrutta le correnti d'aria o utilizza i nemici per proiettarsi oltre un ostacolo resta praticamente intatto, perché i livelli originali sono stati usati come riferimento diretto per la ricostruzione, senza modificarne la struttura fondamentale.
Questa nuova veste diventa particolarmente evidente nelle sequenze più spettacolari. Le sezioni in sella ai draghi, ad esempio, trasformano Rayman Legends in una sorta di rail shooter bidimensionale alla Star Fox, con ostacoli da evitare e palle di fuoco da lanciare contro tutto quello che si trova davanti. All'inizio sembrano una semplice variazione sul tema, ma quando la situazione si trasforma in una vera sequenza da shoot'em up con visuale dall'alto, il gioco riesce ancora una volta a cambiare ritmo senza dare l'impressione di inserire un minigioco tanto per fare numero.
È probabilmente questa capacità di cambiare continuamente pelle uno degli aspetti che ci ha colpito di più durante le due ore di prova. Le versioni Invaded dei livelli trasformano alcune sezioni in vere e proprie prove a tempo, nelle quali bisogna imparare alla perfezione la traiettoria di Rayman e sfruttare il suo slancio per salvare quanti più Teensies possibile.
Qui emerge tutta la precisione del sistema di controllo: sbagliare un salto significa spesso perdere pochi secondi, ma proprio quei pochi secondi possono fare la differenza tra una run riuscita e una da ricominciare. E ricominciare, sorprendentemente, non pesa quasi mai.
Mi è capitato più volte di fallire una sezione per aver sbagliato il tempismo di un salto o per non aver sfruttato correttamente un attacco per mantenere lo slancio, ma è sempre stato chiaro cosa avessimo sbagliato. È quella forma di frustrazione positiva che spinge a riprovare immediatamente, perché la soluzione è lì davanti agli occhi e richiede soltanto un'esecuzione migliore. Anche i livelli inediti, di cui abbiamo potuto scalfire solo la superficie, si sono rivelati gratificanti, sfidanti e perfettamente in linea con il resto dell'avventura, quasi fossero sempre stati lì fin dal 2013.
Un sesto regno inedito
Ubisoft ha confermato la presenza di un sesto regno completamente nuovo, con ulteriori livelli verso la parte finale dell'avventura, mentre la mappa del mondo è stata resa più navigabile per rendere l'esperienza complessivamente più fluida. Al pacchetto si aggiunge anche Rayman Origins, che torna in versione rimasterizzata come Rayman Origins: Enhanced Edition, con supporto 4K, 60 fotogrammi al secondo, feedback aptico e una serie di miglioramenti alla qualità della vita: il capostipite del filone 2D dedicato alla melanzana di Ubisoft non viene dimenticato.
Anche il fronte audio non è stato lasciato indietro: la colonna sonora cresce di 55 minuti di brani inediti, con il compositore storico Christophe Héral affiancato da Grant Kirkhope, già autore delle musiche di Banjo-Kazooie e Mario + Rabbids. E poi c'è Kung Foot, che torna con un sistema di controllo rivisto, nuovi power-up e regole personalizzabili, esattamente come abbiamo potuto verificare noi stessi durante le nostre partite di prova.
È soprattutto sul piano tecnico che il remake cerca di giustificare la propria esistenza. Il passaggio allo Snowdrop Engine permette di dare profondità e dettaglio a un gioco nato con una direzione artistica completamente diversa, trasformando alcune sequenze in autentiche piccole attrazioni. Su Nintendo Switch 2, durante la prova, il gioco ha mantenuto i 60 fotogrammi al secondo, un risultato che Ubisoft attribuisce anche all'esperienza maturata con il porting di Star Wars Outlaws.
Sul fronte della data di uscita, invece, qualcosa è cambiato rispetto a quanto annunciato in un primo momento. Il gioco, originariamente fissato al 1° ottobre 2026, è stato rinviato al 3 dicembre: nonostante il titolo sia già andato gold, il team di sviluppo ha scelto di prendersi del tempo aggiuntivo per curare ogni dettaglio. Rayman Legends Retold arriverà quindi su PlayStation 5, XBOX Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC, quest'ultima versione disponibile su Steam, Epic Games Store e Ubisoft Store.
Non tutto, però, ci convince allo stesso modo. Alcuni dei nuovi personaggi e delle scelte estetiche sono sembrati un po' troppo caricaturali, quasi più interessati a sottolineare la componente demenziale del mondo di Rayman che a costruire qualcosa di realmente memorabile. Ma, in fondo, anche questo fa parte dell'identità della serie: Rayman non ha mai avuto bisogno di prendersi troppo sul serio.
Reinterpretare, non correggere
Il punto più interessante, però, è un altro. Rayman Legends Retold non sembra un remake che vuole correggere l'originale, ma un remake che vuole reinterpretarlo. È una differenza sottile, ma importante. Prendere un platform del 2013 che ancora oggi funziona alla perfezione e renderlo più ricco visivamente avrebbe potuto facilmente trasformarsi in un'operazione superflua. Invece, almeno da quello che abbiamo visto, Ubisoft ha cercato di utilizzare il nuovo motore per amplificare ciò che rendeva speciale l'originale, senza smontarne la struttura.
E forse è proprio questo il motivo per cui, dopo due ore, ci siamo ritrovati a pensare non tanto alla necessità di questo remake, quanto a quello che potrebbe rappresentare per il futuro di Rayman.
Il team di Ubisoft Montpellier è lo stesso che ha lavorato a Prince of Persia: The Lost Crown, uno dei migliori esempi recenti di come si possa costruire un action platformer 2D moderno, mentre Ubisoft Milan non ha bisogno di ulteriori presentazioni.
Per ora, comunque, Rayman Legends Retold rimane un ritorno sorprendentemente riuscito: non perché trasformi Rayman Legends in qualcosa di completamente diverso, ma perché dimostra quanto poco sia invecchiata la sua formula.