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Pro
- Assolutamente spaventoso.
- Atmosfera, meccaniche e impianto tecnico di livello.
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Contro
- Quanto manca ancora al gioco completo?
Conclusioni Finali di SpazioGames
Tra i titoli che più hanno segnato il genere dei survival horror dopo i classici mostri sacri, è impossibile non annoverare anche Alien Isolation. Il titolo di Creative Assembly e SEGA ha infatti saputo catturare magistralmente l’atmosfera del leggendario franchise all’interno di un videogioco, senza perderne un’oncia del fascino originale.
Un’operazione di assoluto livello, capace di ricevere giustamente plausi tanto dalla critica quanto dal pubblico e di diventare il punto di riferimento per svariati titoli usciti successivamente.
A oltre dieci anni dal lancio del gioco, per SEGA e Creative Assembly è finalmente arrivata l’ora di riprendere in mano la saga e di trasportarci nuovamente nell’oscurità più profonda con Alien: Isolation 2.
Un’esperienza che non possiede ancora una data di lancio ben definita, ma che abbiamo avuto modo di provare con mano alla Gamescom. Il terrore e l’orrore di questa nuova avventura saranno rimasti quelli di una volta?
Il terrore è ancora più grande
Vi diamo fin da subito una risposta a tale domanda: sì e anzi il celebre e iconico xenomorfo è forse ancora più pericoloso di prima. In questo nostro primo provato in quel di Colonia abbiamo a malapena potuto incrociare il nostro cammino con quello della temuta creatura, ma ogni singolo istante condiviso con essa ci ha fatto sudare freddo e tremare per il timore di essere scoperti. Il feeling, ve lo diciamo subito, è quello del primo indimenticabile capitolo, con SEGA e Creative Assembly che sembrano essere riuscite a non perdere un’oncia del fascino e del terrore originali.
Il nostro provato, durato poco meno di mezz’ora, ci ha fatto vivere in particolare il prologo del gioco, illustrandoci il setting dell’opera e mostrandoci quello che potremo aspettarci da questo secondo capitolo. L’avventura ci ha accolti all’interno di un rover, dove ci siamo risvegliati nei panni di una giovane manager mandata a guidare una missione di esplorazione su un pianeta misterioso dove si è schiantato un modulo spaziale.
Un compito che, dopo una manciata di minuti, prende subito una piega inaspettata: la squadra di ricognizione di cui facciamo parte viene infatti sorpresa da una feroce tempesta, capace di mettere fuori uso il veicolo spaziale. Un inconveniente che obbliga il nostro alter ego digitale a scendere dal mezzo ed esplorare i dintorni in attesa che torni operativo.
Una fase introduttiva pensata per farci prendere dimestichezza con i comandi di gioco e, soprattutto, per farci comprendere come quello che stiamo esplorando sia un corpo celeste tutt’altro che sicuro e confortevole.
Dopo questi primi minuti nella foresta, il titolo comincia subito a ingranare e a mettere carne al fuoco. In lontananza scorgiamo infatti un’astronave misteriosa schiantata al suolo, al cui interno potrebbe esserci ancora qualche sopravvissuto. La nostra protagonista, desiderosa di dimostrarsi all’altezza del proprio ruolo, si lancia subito in azione, coinvolgendo anche alcuni colleghi non esattamente entusiasti di introdursi nel relitto. Come potrete immaginare, al suo interno non abbiamo però trovato altri umani in pericolo o feriti da soccorrere, bensì una nemesi che sarebbe stato decisamente meglio lasciare sigillata.
Senza via di fuga, o quasi
Una volta messo piede tra le lamiere, ci è subito apparso chiaro che qualcosa non andasse. Strani rumori in lontananza e messaggi lasciati dal personale ci hanno fatto temere il peggio; oscuri presagi che, dopo un’iniziale fase di esplorazione, si sono materializzati nella peggiore delle maniere. Un pulsante che non avremmo dovuto premere, seguito da un allarme che ci avvisava della violazione della zona di contenimento, ha dato il via alla comparsa dell’iconica e terrificante creatura che dà il nome al gioco.
Lo xenomorfo di Alien: Isolation 2 è una bestia tanto temibile quanto intelligente, capace di percepire il benché minimo rumore e di scrutare anche la più fioca delle luci. Per sfuggirgli è perciò essenziale essere praticamente invisibili, muovendosi soltanto quando si è sicuri di non essere osservati e procedendo nella maniera più silenziosa possibile.
Nelle fasi più avanzate dell’avventura, come ci hanno raccontato gli sviluppatori di Creative Assembly, avremo a disposizione appositi strumenti in grado di facilitarci la fuga, ma questi primi istanti in compagnia del titolo ci hanno visto completamente indifesi e privi di qualsiasi mezzo di offesa. L’unica risorsa a nostra disposizione si è rivelata essere costituita da alcune lattine sparse sul pavimento, utili per attirare l’attenzione dell'Alien scagliandole lontano da noi.
Per il resto, abbiamo dovuto districarci tra gli stretti cunicoli del relitto, passando per griglie di aerazione e altri passaggi di fortuna. Il tutto accompagnati dal costante timore di essere scoperti da un momento all’altro e di veder concludere la nostra fuga nel peggiore dei modi.
Sebbene tale frangente sia durato solo una manciata di minuti, ci è stato possibile apprezzare la grande cura con cui la software house è riuscita a ricreare, in un’ambientazione angusta come quella dell’astronave, un'area ricca di nascondigli, lasciandoci piena libertà nell'individuare la strada migliore per sottrarci al predatore. In tutto questo l’ansia ci ha accompagnati dal primo all’ultimo secondo, rendendo questo primo incontro con l’Alien davvero memorabile.
A condire il tutto, neanche a dirlo, vi è un comparto tecnico che ci è parso fin da ora di altissimo livello, perfettamente in grado di rendere onore al franchise. Non ci riferiamo soltanto alla mole di dettagli a schermo o alla fluidità generale, ma anche e soprattutto all’impianto sonoro.
Creative Assembly è infatti riuscita a orchestrare una cornucopia di suoni, fruscii e rumori capace di mantenere la tensione costantemente alle stelle e di farci sentire immersi in una minaccia immensa. Ogni singolo rumore giunto alle nostre orecchie ci ha fatto sobbalzare di paura, preannunciando il peggio.
Insomma, se non si fosse ancora intuito dai paragrafi precedenti, Alien: Isolation 2 ci è sembrato decisamente in forma e pronto a erigersi a degno seguito di uno dei migliori survival horror di sempre. La speranza è che il gioco completo sappia coinvolgerci tanto quanto questo prologo, regalandoci un’esperienza da incubo, rigorosamente vissuta dove nessuno può sentirci urlare.