Tomb Raider: The Last Revelation

By |18 anni fa|Categories: RECENSIONE|Tags: |

Conoscendo la reputazione di Von Croy e delle sue spedizioni, il padre di Lara si trovò ben presto a corto di scuse contro l’entusiasmo della figlia. Questa era, dopotutto, quasi adulta, una teen-ager matura almeno. Le qualità di “cascatrice, stunt-man” e free-climber, almeno giocavano a suo favore: era certamente una ragazza molto dotata fisicamente.
Mentre Lara argomentava ancora più a fondo il suo caso, Lord Croft si trovò a camminare verso la scrivania e a scrivere una lettera a Von Croy, presentandosi come una figura influente nella società “bene” contemporanea e offrendo un sostanzioso aiuto finanziario in cambio della presenza della figlia alla prossima spedizione.
La risposta di Von Croy assicurò lord Croft che i territori da visitare sarebbero stati del tutto sicuri e amichevoli, e che aveva abbastanza esperienza per poter badare sia a lui che a Lara senza problemi.
La compagnia di Lara come assistente sarebbe stata la benvenuta, così come la somma segnata sul generoso assegno. Si ricordava di Lara dai giorni in cui aveva insegnato a scuola, così come le sue incessanti domande che avevano lasciato un segno nella sua memoria. La madre di Lara, per una volta, dava segretamente il benvenuto a questa nuova svolta, così come per il fatto che finalmente per qualche mese Lara sarebbe stata sotto la responsabilità di qualcun altro, lasciandole il tempo di organizzare eventi di carità senza distrazioni.
Si decise così che Lara avrebbe accompagnato Von Croy per tutto il viaggio.
E fu così che tutto ebbe inizio.
Il quarto capitolo di Tomb Raider è basato interamente in locazioni egiziane, la trama di “The Last Revelation” si snoda tra l’antica mitologia e l’alineamento delle stelle a fine millennio. L’obiettivo di Lara è chiaro fin dall’inizio: deve riuscire a scappare da un terrificante destino e rimediare a una situazione che minaccia di distruggere l’umanità intera…
La prima cosa che salta all’occhio è che fortunatamente adesso gli obiettivi sono più chiari e le locazioni sono più piccole e permettono di risparmiare tempo viaggiando tra le diverse aree di gioco.
Anche il sistema di gestione degli oggetti è cambiato e permette di combinarli tra loro e trovare nuovi impieghi. Lo stile di gioco è orientato più sugli enigmi e un gran numero di oggetti con cui interagire piuttosto che sugli scontri contro i nemici. Questo fattore ci riporta alle atmosfere del primo episodio (da molti considerato il migliore) e anche il fatto di ambientare il gioco in Egitto (ambientazione presente in Tomb Raider e mai più ripresa) testimonia di voler riportare questo gioco alle sue origini.
La grafica a subito alcuni ulteriori miglioramenti rispetto ai precedenti episodi mentre il sistema di controllo continua a dare i soliti problemi a cui ci siamo abituati in questi anni.
Le musiche sono come sempre ispirate e la longevità è assicurata da una trentina di livelli ricchi di enigmi di qualità decisamente migliore di quelli visti nei Tomb Raider precedenti.










8.5

Dopo il terzo episodio pensavo che la saga di Tomb Raider fosse giunta al capolinea invece The Last Revelation riesce a farmi riprovare le emozioni vissute con il primo capitolo della serie. Il gioco è sicuramente meno frustrante degli ultimi episodi e si può tranquillamente definire come il miglior Tomb Raider dopo quello originario.