Tomb Raider Chronicles

By |18 anni fa|Categories: RECENSIONE|Tags: |

Il gioco comincia nella villa di Lara in una notte buia e tempestosa. L’eroina è creduta morta e viene così celebrato il suo funerale e una grande statua viene eretta nel giardino della villa in memoria della celebre avventuriera.
L’attenzione si sposta sugli amici di Lara che dopo aver deposto i fiori dinanzi al monumento si ritirano nella villa. Gli ospiti si siedono accanto ad un caminetto e prendendo spunto da alcuni oggetti ritrovati da Lara si abbandonano a un flashback in cui vengono ricordati alcuni momenti salienti della sua vita. Questa è l’introduzione per giustificare le quattro avventure distinte che dovremo affrontare. In Tomb Raider Chronicles infatti non ci sarà un’unica ambientazione come nell’ultimo episodio della serie bensì quattro ambienti diversi in cui si svolgono storie indipendenti le une dalle altre.
Si parte da Roma, un livello che ricorda sia per aspetto che per stile di gioco gli stages ambientati a Venezia del secondo TR. Si continua poi su un sottomarino tedesco. In questo caso bisognerà muoversi con attenzione evitando gli scontri a fuoco. Passeremo quindi ad un isola dell’Irlanda dove vedremo Lara sedicenne come già accaduto in The Last Revelation alle prese con numerosi trabocchetti e puzzle da risolvere. Per concludere, ci sarà un livello ambientato a New York in un grattacielo hi-tech. In questo caso dovrete utilizzare uno stile di gioco alla Metal Gear Solid cercando di avanzare silenziosamente senza farvi notare dalle guardie e potrete utilizzare pienamente le nuove caratteristiche di cui Lara è stata dotata. Sarà possibile infatti avvicinarsi ai nemici da dietro le spalle e addormentarli con il cloroformio oppure sparare da lontano utilizzando il mirino del vostro sniper rifler. Un’altra nuova abilità su cui potremo contare è la capacità di Lara di utilizzare le funi. In certi casi dovremo dimostrarci veri equilibristi per utilizzare le funi sospese nel vuoto. In altri grazie a un nuovo strumento lancia rampini, ci serviranno per arrampicarci in locazioni apparentemente inaccessibili.
Complessivamente gli scenari sono molto interessanti anche perché la diversa conformazione degli ambienti di gioco si riflette su un diverso tipo di approccio che dovrete avere avanzando nei livelli. Segnaliamo inoltre una migliorata intelligenza artificiale dei nemici che saranno sensibili ai vostri rumori e durante i combattimenti cercheranno di nascondersi per ripararsi dai colpi.
La grafica è stata sicuramente migliorata rispetto alle precedenti edizioni, in particolare ci è sembrata più varia soprattutto rispetto a TR 4 che, in questo senso, appariva un po’ monotono. Tuttavia rimangono i difetti cronici della serie tipo un’eccessiva cubettosità di alcune ambientazioni e l’aspetto poco curato dei personaggi, caratteristica che appare evidente nelle inquadrature da vicino.
Dal punto di vista sonoro ci sono poche voci campionate e le musiche intervengono come in passato soltanto durante alcune fasi dell’azione per aggiungere maggiore patos all’azione.
I controlli sono quelli di sempre di Tomb Rider, personalmente non li trovo particolarmente comodi e precisi, tuttavia una volta presa la mano ci si riesce ad arrangiare. Sicuramente però servirebbe una maggiore flessibilità del sistema di controllo che se ben si presta per le fasi di esplorazione, mostra tutti i suoi limiti nei momenti concitati dei combattimenti dove spesso non si riesce ad essere padroni della situazione.
La longevità è garantita da un buon numero di livelli che appaino ben strutturati senza essere né troppo brevi né sterminati da risultare dispersivi.

HARDWARE

La configurazione minima prevede: Pentium 266MHz , 16Mb di RAM (32Mb raccomandati ), Direct X 7, 300Mb di spazio libero su hard disk.










8

In conclusione Tomb Rider Chronicles apporta nuovi livelli di gioco e alcune piccole novità ad una serie che ormai ha decisamente bisogno di un concreto rinnovamento. La grafica e la struttura di gioco ereditata dagli episodi precedenti infatti incomincia ha sentire il peso degli anni. Tuttavia il gioco è ancora una volta pervaso da quel fascino che Lara sa evocare e che spinge il giocatore ad andare avanti per vedere cosa succede nel livello successivo.
Sicuramente è un passo avanti rispetto a The Last Revelation e riporta la serie ai livelli dei primi due episodi.
Se non avete mai provato nessun gioco di Tomb Raider questa è sicuramente l’occasione per scoprire uno dei personaggi che hanno segnato la storia dei videogiochi avvicinandoli al grande pubblico. Per tutti gli altri invece consiglio di acquistarlo solo se siete dei fan accaniti di Lara Croft.