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Spazio Mod – Neotokyo

Continua la nostra rassegna bisettimanale dedicata ai mod più interessanti rintracciabili sulla grande rete. Dopo l’interessante avventura grafica Dear Esther, oggetto del presente numero è NEOTOKYO°. Si tratta di una total conversion esclusivamente multiplayer basata sull’engine Source ed in quanto tale richiede semplicemente il possesso di Half-Life 2, o un qualunque altro gioco che doni l’accesso al Source SDK, ed una scheda video pienamente compatibile con Directx 9.0 (chi non ce l’ha di questi tempi?).

Sviluppato a partire dal 2004 dagli americani dell’appositamente creato studio radi-8 e dopo essere stato in un primo momento concepito come mod per Unreal Tournament 2004 viene infine rilasciato nel 2009. 
Subito si fa notare nelle community in quanto mod di gran qualità, e dopo essersi piazzato al secondo posto nel 2008 come Upcoming Mod of the Year Award, si classifica al terzo posto nel 2010 nella categoria Mod of the year  di Moddb.
Questo mondo cyberpunk
NEOTOKYO° ha una direzione stilistica ben precisa: si ispira in maniera palese a grandi anime come Ghost in The Shell e Akira, come dichiarato dagli stessi sviluppatori che hanno professato il loro amore verso queste due opere, ed all’universo cyberpunk in genere (talvolta sembrerà davvero di trovarsi in uno di quei mondi narrati da Gibson o Sterling). 
In un tormentato e decadente Giappone futuristico due gruppi di forze speciali NSF e JINRAI, combattono una guerra elitaria, la prima per difendere la costituzione a tutti i costi e la seconda invece per salire al potere con un nuovo spirito nazionalistico. Questo abbozzo di trama è tutto sommato fine a sé stesso considerando che la natura multiplayer della mod in questione non lascia spazio a nessun tipo di narrazione, rappresentando una mera scusa per combattere lasciata lì sullo sfondo di questo mondo cyberpunk.
Purtroppo ad oggi il supporto da parte degli sviluppatori è praticamente inesistente: in realtà si tratta di una mod matura, già rifinita e perfettamente giocabile senza bug o problemi di sorta, nonostante manchi ancora qualche mappa inizialmente promessa dagli sviluppatori. Anche la community che vi ruota attorno è ormai ridotta ai minimi termini dopo l’iniziale successo. Vi sono una dozzina di server, quasi sempre vuoti: è necessario organizzarsi con amici o conoscenti per quanto meno iniziare una partita, in attesa dell’arrivo di qualche americano, spesso presenti, nelle ore serali o notturne.
Facciamo esperienza
Il gameplay è quello di uno sparatutto in prima persona relativamente tipico che presenta due diverse modalità: TEAMDEATHMATCH, disponibile solo su una mappa, e CAPTURE THE GHOST, rivisitazione del solito cattura la bandiera ma con alcune differenze. Oltre a dover riportare il Ghost, una sorta di busto di ginoide (robot dalle sembianze femminile), al punto specificato, cosa tutt’altro che semplice visto che un chiaro indicatore renderà nota a tutti la nostra esatta posizione mentre staremo trasportando il Ghost, possiamo in alternativa vincere il round eliminando la squadra avversaria: oltre a non poter ripristinare la salute persa avremo a disposizione una sola vita per round. Chiaramente, per trionfare alla fine della partita, è fondamentale un corale e ben organizzato gioco di squadra, considerando anche che potremo scegliere tra 3 classi ben differenziate: Recon, Assault, Support. 
I primi sprintano quanto vogliono e possono spiccare ampi balzi, possono attivare il sistema di mimetizzazione per una dozzina di secondi e dispongono di esplosivi con comando a distanza e di un visore notturno; i secondi possono correre velocemente per un tempo limitato, possono subire qualche danno in più ma possono rendersi invisibili per un tempo inferiore ed hanno a disposizione granate ed una sorta di visore motion-sensing; gli ultimi sono lenti, in grado di subire molti più danni, non possono diventare invisibili e possono vantare granate fumogene ed un visore all’infrarosso in grado di scorgere le fonti di calore.
Delle 21 armi presenti ogni classe avrà accesso solo ad alcune, ma al primo round di ogni partita potremo scegliere solo tra le prime tre o quattro disponibili: in maniera abbastanza similare a quanto accade in CounterStrike, grazie ad un sistema di punti esperienza e promozioni, che premia azioni meritevoli come il sopravvivere fino alla fine del round o il trasportare il Ghost, potremo, di round in round, andare a sbloccarle tutte.
Tutto questo complesso sistema di carta-forbice-sasso sempre sull’orlo dello sbilanciamento, rende l’esperienza videoludica profonda, a tratti frustrante sopratutto per un neofita, ma intrigante, ricca di sfaccettature e mai monotona. Importanti gli hint di inizio match , presenti anche sul sito ufficiale del progetto, che vengono in soccorso dei giocatori che si avvicinano per la prima volta a questa mod e rendono comprensibile fin da subito l’ HUD, comunque intuitivo.
Neon fluorescenti
Parlando di tecnica bisogna ammettere che NEOTOKYO° è realizzato in maniera eccellente, curato e rifinito sotto tutti i punti di vista: il Source, anche qui in una sua vecchia incarnazione, è spremuto a dovere. Le 17 (in realtà 15 considerando che 2 sono le stesse mappe ma riviste ad un orario diverso) mappe sono ampie e complesse, al punto da richiedere veramente tanto tempo prima di poter dire di conoscerle visceralmente. Sono realizzate con una grande cura e sfoggiano numerosi e simpatici easter-egg; la varietà non manca, difatti le ambientazioni spaziano da treni in corsa, a parcheggi sotterranei passando per fabbriche di ginoidi, tetti di grattacieli e templi giapponesi o distretti a luci rosse costellati di neon ed insegne fluorescenti.
Texture veramente definite ed un illuminazione che sfrutta a dovere l’HDR, con tanto di ombre di pregevole fattura, rendono spettacolare il colpo d’occhio. Anche i filtri dei vari visori speciali sono molto piacevoli. I modelli poligonali delle armi sono ottimi mentre quelli dei personaggi sono fatti un po’ più al risparmio: sebbene non vi sia una spigolosità eccessiva, balzano subito all’occhio le animazioni spesso troppo legnose e disarticolate tra loro; si tratta in sostanza dell’unico difetto di una grafica altrimenti precisa ed inappuntabile. Apprezzabile la possibilità di spuntare oltre gli angoli come d’abitudine negli sparatutto d’annata, possibilità oggi sempre più spesso dimenticata.
Come anticipato, è già stata effettuata col passare del tempo un’ampia limatura tesa ad eliminare bug, exploit e piccoli difettucci, così da donarci oggi una mod solida; solo nella modalità spettatore si nota l’amatorialità della realizzazione delle mappe, con buchi o semplici facciate di edifici che spesso non vanno oltre ciò che si può vedere in prima persona dall’interno della stessa mappa.
Per quel che concerne l’audio la colonna sonora originale di genere IDM (Intelligent Dance Music) è firmata da Ed Harrison ed è stata talmente apprezzata da venire rilasciata come album vero e proprio. Le tracce si caratterizzano per la loro grande atmosfera e varietà, perfettamente in sintonia col setting cyberpunk; piacevoli anche i piccoli temi inseriti nei menù e nei finali di partita derivati da esse. La stessa cura è riservata agli effetti audio; in particolare le bocche da fuoco hanno tutte un suono diverso tra loro, in maniera plausibile e netta a seconda del tipo di arma: un fucile a pompa ha un suono completamente diverso da quello di un mitra silenziato tanto per fare un esempio.




NEOTOKYO° è una mod degna di essere provata da qualsiasi appassionato di FPS, in grado di regalare grandi momenti grazie ad un comparto tecnico convincente sotto tutti gli aspetti, un gameplay vario, forte di tante mappe e tante armi, e decisamente orientato alla collaborazione ed al gioco di squadra con una componente strategico-tattica non indifferente; il tutto è condito da una precisa ed ammirevole estetica cyperpunk veramente di pregio e non è minimamente intaccato da quelli che sono i suoi piccoli difettucci veniali.