Recensione 4 min

Shadow of Memories

L’ultima avventura Konami, per la nuova console Sony, vede come protagonista Eike Kush un giovane che uscendo da una caffetteria di una non meglio precisata cittadina tedesca in un non meglio precisato periodo storico, è accoltellato a morte da un losco figuro; successivamente, Eike, si risveglia in una stanza che dire essere tetra è dir poco nella quale una voce, raccontandogli ciò che gli è accaduto, gli offre la possibilità di tornare in vita per evitare la propria fine.
Al giovane, per svolgere l’infausto compito, viene fatto dono del Digipad uno strumento in grado di farlo viaggiare nel tempo cosicchè possa influenzare gli eventi presenti in modo da cambiarli.
Colui che vi darà l’opportunità, ad ogni vostro fallimento nel gioco con conseguente morte (nel presente) del giovane teutonico, di tornare in vita è un certo Hamunculus un essere attorniato da un grosso alone di mistero; quest’uomo misterioso resusciterà Eike, sempre, pochi istanti prima della sua caduta per permettergli, cosi’, di evitare il fattaccio.
Da quanto detto, il gioco non sembrerebbe molto complicato ma dovete sapere che ogni volta che tornerete in vita nel passato non sarete immuni da qualsiasi cosa, quindi se ci dovreste lasciare le penne anche in questo caso, la morte di Eike sarà permanente e il gioco finirà in quattro e quattro otto.
Molti degli sviluppatori che stanno dietro al progetto di Shadow of Destiny o Memories che dir si voglia (tanto è lo stesso) hanno fatto, anche, parte del team di sviluppatori di Silent Hill (Psx), quanto appena detto lo potrete verificare dall’atmosfera di suspance che permea tutto il gioco e dalla trama piuttosto intrigante ma non eccessivamente consistente che risulta, in un certo senso, molto rigida, infatti, le nostre possibilità di scelta, durante lo svolgimento dell’azione, sono minime, in altre parole, prendiamo ad esempio il Digipad, voi, non potrete decidere indiscriminatamente il momento in cui fare un viaggio a ritroso nel tempo ma dovrete, pazientemente, attendere il momento in cui l’aggegio ne avrà voglia e ve ne darà l’opportunità; oltre a questo le possibilità di movimento libero fra i vari ambienti non è limitato ma eccessivamente, a parer mio, guidato come se il gioco scorresse su dei binari ben definiti ai quali non è collegata nessuna diramazione che vi potrebbe, se imboccata, permettere di terminare ugualmente l’avventura seguendo, però, un percorso, o piu’ percorsi, alternativi.
Il gameplay è piuttosto comune e ricalca fedelmente quello della maggioranza di questo tipo di prodotti: peregrinando nel tentativo di salvarvi la pelle dovrete cercare di raccogliere oggetti e risolvere enigmi i quali si sono presentati, devo dire, piuttosto banalucci e che vi permetteranno, una volta risolti, di proseguire nel vostro viaggio contro il tempo.
Due parole sulla localizzazione: il gioco non è stato ridoppiato, interamente, in italiano ma le voci dei doppiatori anglosassoni sono, a mio avviso, veramente ottime e, a tratti, inquietanti; per ciò che concerne i sottotitoli scritti nell’italico idioma mi è sembrato tutto ok a parte qualche imprecisione. La motivazione che ha portato, secondo il mio modesto parere, i capoccia Konami a non localizzare completamente il prodotto in italiano, deriva dal fatto che nella nostra penisola il numero di Ps2 installate non è, ancora per vari motivi (vedi, inizialmente, penuria di macchine e prezzi ancora poco accessibili), elevatissimo e perciò la scelta delle softco nipponica mi sembra non faccia una grinza.
Ma in definitiva come si presenta sto gioco? Sicuramente mi aspettavo qualcosa di piu’ da SoM, Konami si è soffermata principalmente sull’aspetto estetico del prodotto presentando una grafica, sicuramente, d’impatto e ben curata, tralasciando, però un po’, la giocabilità e di conseguenza la longevità del gioco il quale risulta troppo breve, vista la semplicità degli enigmi, soprattutto per i piu’ navigati.
Dicevamo della grafica d’impatto: il tutto è veramente ottimo, la presentazione è da mascella slogata e gli ambienti, discretamente ampi, sono caratterizzati da colori sempre azzeccati alla situazione e che non scadono mai di qualità. SoM risulta abbastanza fluido: i movimenti del protagonista sono, piuttosto, realistici (anche se un po’ finti) e il gioco nella sua totalità è composto da un numero notevole di poligoni texturizzati all’inverosimile.
I personaggi di contorno, con i quali interagirete nel corso dell’avventura, sono anch’essi, come il protagonista, prodotti in maniera (a parte le classiche eccezioni) piuttosto buona essendo composti da un quantità soddisfacente di frame di animazione.
Gli effetti sonori sono buoni, come lo sono anche le colonne sonore le quali, comunque, sono poco al di sopra della media, mentre le voci, come dicevamo prima, sono veramente ottime anche in assenza della localizzazione.
Il gioco potrebbe risultare non eccezionalmente immediato per le nuove leve, ma per i videogiocatori di vecchia data potrebbe essere piuttosto semplice, e quindi le valutazioni derivanti da giocabiltà e longevità risultano piuttosto soggettive.

Piattaforma:
PS2
Genere:
avventura-grafica
Data di uscita:
Sviluppatore:
KCE STUDIOS
Distributore:
HALIFAX







7.5

Questo prodotto Konami fa parte di quella schiera di giochi che sarebbero potuti essere……Se solo i programmatori avessero curato maggiormente la parte di interazione tra utente e gioco, in altre parole, la giocabilità presentandoci enigmi piu’ complessi, una curva di apprendimento meno immediata e una maggiore suspance e senso di terrore.
Consigliato a coloro che sono, da poco, entrati a far parte dell’universo videoludico; per tutti gli altri, se avete una Ps2 Jap, consiglio Onimusha altrimenti, se non possedete la versione nippo della Ps2 e visto che al momento non è ancora possibile modificare quella PAL, attendete pazientemente il secondo capitolo della saga dedicata alla collina silenziosa che la mamma di Contra e Castelvania sta ultimando nei meandri del suo quartier generale.