Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate

Hands On
A cura di Dr. Frank N Furter - 28 Aprile 2010 - 0:00

Con la pellicola dedicata al Principe di Persia ormai pronta a giungere nelle sale, non poteva mancare all’appuntamento il suo corrispettivo videoludico. Le Sabbie Dimenticate ci porterà a indossare i panni di un Principe “old style”: abbandonate le vesti gitane del precedente episodio, si torna a un look più crudo che rimanda alla scelta stilistica del film omonimo. La paura di ritrovarsi tra le mani l’ennesimo tie-in di bassa fattura era più che giustificata, ma la nostra prova sul campo ha in parte smentito i molti dubbi. Andiamo dunque a vedere cosa ci aspetta nell’ultima principesca avventura firmata Ubisoft

Un regno e una regina per il Principe
La trama di questo nuovo capitolo si pone a cavallo tra il primo e secondo episodio della trilogia originale, uscita nella scorsa generazione. Nell’attuale frangente troviamo il Principe coinvolto in una nuova affascinante avventura dopo aver lasciato il regno del padre per dimostrare il suo valore: perso in un regno misterioso dovrà sfruttare tutti i suoi poteri ed abilità acrobatiche per sopravvivere e soprattutto salvare una dinastia leggendaria da una forza malvagia. Il materiale a nostra disposizione non ci ha permesso di capire pienamente come si svolgeranno i fatti e se la caratterizzazione dei personaggi potrà definirsi adeguata al nome che porta. Possiamo sicuramente affermare la buona qualità delle cut scene, anche se brevi, a fronte però di un doppiaggio purtroppo non all’altezza, privo di mordente e pathos.

Un Principe Acrobata
Il sistema di controllo con WiiRemote e Nunchuk punta tutto sulla facilità d’apprendimento, dopo pochi minuti non farete alcuna fatica a destreggiarvi con corse sui muri, arrampicate estreme e salti mortali scenografici. In determinate occasioni l’inquadratura cambierà velocemente punto di vista, offrendovi una visuale ottimale per godere dell’acrobazia appena compiuta. La fluidità con la quale si controlla il Principe rende l’esperienza di gioco davvero godibile, a patto che si sappia cosa fare e dove andare in ogni momento. In questo senso l’Intelligenza Artificiale vi darà una mano se rimarrete bloccati per troppo tempo in un’area specifica, dandovi un indizio utile a scavalcare il problema. Ne Le Sabbie Dimenticate inoltre non dovrete solamente saltare e correre all’impazzata, ma anche fermarvi e riflettere su come affrontare i molti enigmi; spesso userete i vostri “poteri eroici” per sbloccare appigli fondamentali al proseguimento della scalata. Questi ultimi verranno attivati solamente tramite il puntatore premendo il tasto B, ma occorre fare attenzione: i simboli dovranno avere lo stesso colore oppure non si attiveranno tutti insieme, illudendovi così di avere un appoggio che in realtà non esiste. I salti sono sempre precisi e tramite il movimento della levetta analogica potrete indirizzare il protagonista ovunque ci sarà una sporgenza utile al vostro scopo; più di una volta potreste trovarvi in una situazione di stallo poiché non sempre il percorso è chiaro e delineato, il che dà valore all’esplorazione e non rende del tutto lineare la vostra avventura. Il ritorno delle Sabbie del Tempo non fa altro che consolidare lo stretto legame tra questo episodio e la trilogia originale. Anche qui ci saranno globi di sabbia da raccogliere, in modo da poter riprendere rapidamente l’azione in caso di Game Over. Nel caso in cui terminiate la scorta di sabbia sarete trasportati al check point più vicino, rappresentato da una fontana utile anche al ripristino della barra vitale. L’ottima realizzazione del sistema di controllo si può notare anche nelle diverse sezioni di platforming sempre varie e spesso verticalizzate, in altre si avrà addirittura un “finto 2D” con la telecamera spostata completamente su un lato. Tutte queste soluzioni daranno l’impressione di trovarsi nuovamente di fronte ai Prince of Persia di diversi anni fa, con un piacevole effetto nostalgico. I poteri a disposizione si sbloccheranno man mano che si prosegue nella storia, come nei più classici degli action/adventure, dando la possibilità di affrontare le battaglie in maniera differente sfruttando, ad esempio, le correnti ascensionali per scaraventare i nemici in aria e lasciarli senza difese. Nonostante il sistema di controllo non sfrutti appieno i sensori di movimento, la scelta di affidarsi a una configurazione quasi completamente tradizionale ci è sembrata la soluzione migliore considerata la tipologia di gameplay.

Scontri all’arma bianca
Con questo capitolo si è voluti tornare a scontri contro più nemici, abbandonando lo schema “due contro uno” adottato dal predecessore. I colpi saranno sferrati tramite il movimento del Wii Remote, eseguendo così una combo base fatta di tre colpi in sequenza; vi sarà inoltre modo di saltare ed agganciare il nemico dall’alto per scaraventarlo lontano, oppure girargli alle spalle e colpirlo duramente. Questa tattica è fondamentale contro gli avversari dotati di armatura pesante, i quali respingeranno ogni offensiva fino a quando non si riuscirà a distruggere le loro difese. I combattimenti offrono un mix di sfrenata violenza e tatticismo, imponendo spesso la schivata degli attacchi nemici; particolarmente insidiosi sono gli arcieri, in grado di infliggere seri danni anche a distanza. Buttarsi a capofitto nell’azione non porterà da nessuna parte se non tra le braccia della morte, fortunatamente sarà possibile sfruttare i poteri eroici per attivare trappole in grado di aiutare nelle lotte più accanite. Durante la nostra prova abbiamo sostenuto una delle prime boss fight contro un’enorme statua posseduta da una pianta gigante. Lo schema d’attacco e difesa ci ha ricordato molto le meccaniche usate nella saga di Zelda, in quanto sarà necessario schivare fino a quando il punto debole (sempre ben visibile) sarà esposto e pronto per essere colpito.Una volta inflitto un buon quantitativo di danni sarà necessario arrampicarsi su di esso sfruttando gli appigli circostanti, per poi completare una serie di Quick Time Event contornati da una cut-scene in cui il mostro tenterà di afferrare il Principe, naturalmente senza successo. Nonostante tutto, il livello di difficoltà non ci è apparso per nulla ostico, scivolando talvolta verso un’eccessiva facilità grazie a chemi d’attacco dei nemici spesso ripetuti.

Bellezza reale
Il comparto tecnico appare in gran forma, con ambienti molto ispirati nel loro design artistico: grazie al design si respira un’aria dal sapore orientale con un pizzico di epicità che non guasta mai. Purtroppo non si può dire lo stesso delle textures utilizzate, nella maggior parte dei casi denunciano una risoluzione piuttosto bassa. Discorso diverso per il modello poligonale del Principe e del suo volto, espressivo e convincente. Un’altra debolezza grafica è da imputare ad alcuni effetti utilizzati durante gli scontri con i boss: mentre sarete impegnati nei Quick Time Event potrete notare la scarsa qualità degli spruzzi di sangue o liquido giallastro liberato dagli avversari quando vengono colpiti.
Attendiamo naturalmente la versione definitiva del codice per dare un giudizio più dettagliato sul comparto tecnico, considerata la natura provvisoria del materiale in nostro possesso.


– Sistema di controllo fluido e immediato
– Fasi platform ispirate
– Level design ispirato






Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate ha tutte le carte in regola per rivelarsi una piacevole sorpresa di primavera. Il sistema di controllo intuitivo permette ai giocatori di trovarsi a loro agio e quindi capaci di sfruttare le abilità acrobatiche del protagonista sin dall’inizio. Il titolo Ubisoft cerca esplicitamente il ritorno alla trilogia originale con numerose fasi platform e feroci combattimenti. Come di consueto vi rimandiamo alle pagine di Spaziogames per la recensione completa del gioco.




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