PlayerUnknown’s Battlegrounds contro Fortnite Battle Royale

Speciale
A cura di Valentino Cinefra - 18 Ottobre 2017 - 0:00

È giunto il momento di parlare dell’elefante nella stanza che, da svariate settimane, non ha intenzione di andarsene; precisamente dal 26 settembre scorso, quando Epic Games ha lanciato la modalità Battle Royale gratuita per Fornite. Di Fortnite, il titolo “originale”, ve ne ho già parlato in separata sede nella recensione che trovate su queste pagine, di come non mi abbia convito eccessivamente e del suo sistema economico che trovo, oggi più di allora, poco rispettoso verso l’utenza. La modalità Battle Royale, oltre ad essere del tutto gratuita senza vincoli, asterischi o clausole di sorta, è esattamente quello che sembra: la riproposizione dell’idea alla base di PlayerUnknown’s Battlegrounds (PUBG).
D’altronde non è un segreto, né Epic Games si è in qualche modo scandalizzata quando Blue Hole ha gentilmente fatto notare alla casa statunitense di averle copiato palesemente l’idea. Il che genera una serie di interrogativi molto interessanti sulla vicenda. È legale o meno “copiare” un’idea di gameplay? Ci si può davvero scandalizzare e minacciare una denuncia se qualcuno lo fa? Ma soprattutto, in questo marasma, la cosa che stuzzica l’immaginazione degli addetti ai lavori è che PUBG gira su Unreal Engine, il motore sviluppato da Epic Games, che a sua volta ha sviluppato un gioco per copiare l’idea di un titolo con oltre 13 milioni di copie vendute che gira con il suo stesso motore. A voler essere molto fantasiosi ci potrebbe venire fuori un romanzo politico dai toni cospirazionisti.
Ma torniamo all’elefante: PUGB o Battle Royale? Anche del titolo Blue Hole vi ho parlato con una recensione che ha generato una feroce ed accesissima discussione nei commenti (la recuperate a questo indirizzo), che mi ha fatto sinceramente piacere. Ciò detto, cerchiamo di fare un confronto del tutto trasparente sui due titoli.

Partiamo dall’elemento più ovvio: il prezzo. PUBG costa trenta euro, mentre Battle Royale è gratis. Inutile dire che, se l’idea di giocare in via del tutto gratuita (e senza microtransazioni) ad un’esperienza molto simile a quella di PUBG senza tirare fuori un euro vi alletta, vi ringrazio per il click e la lettura fino a questo punto, ma direi che c’è (giustamente) poco da discutere in questo caso. Il discorso prezzo ci dà l’assist per parlare dei contenuti grezzi di entrambi i prodotti che, ancora una volta, si assomigliano. Sia PUBG che Battle Royale offrono una sola mappa, ma il primo conta una modalità con pioggia e nebbia annesse ed è stata annunciata di recente una modalità con gli zombie. In PUBG è possibile giocare nella modalità FPP, ovvero dove tutti i giocatori sono costretti a giocare in prima persona, mentre Battle Royale, anche per la sua struttura peculiare, va giocato in terza persona. Quella della visuale imposta può sembrare una facezia, ma in realtà cambia drasticamente le dinamiche di gioco visto che, tanto per fare un esempio, si ha una visione meno ampia dell’ambiente circostante con tutto quello che ne consegue in termini di imboscate (subite o effettuate).

Se entrambi offrono quindi esperienze molto simili alla base, è nel gunplay che risiede la differenza fondamentale tra i due prodotti. PUBG, come è noto, poggia le sue fondamenta sul motore di ArmA II, quindi fa del realismo il suo punto di forza. Non c’è la possibilità di compiere salti mirabolanti e continuati, le cadute da altezze notevoli provocano danni, e si muore molto in fretta con molti pochi colpi. Battle Royale riprende invece la base di Fortnite, proponendo quindi un’esperienza più arcade e “giocosa”, per così dire. Nella gestione delle armi e dell’equipaggiamento risiede una differenza importante tra i due. Mentre le bocche da fuoco di PUBG sono quanto di più realistico possibile e, come già sottolineato in fase di recensione, la differenza sta nell’equipaggiamento ad esse associato, Battle Royale divide il suo armamentario per rarità in stile Blizzard. Incontrando quindi, ad esempio, un avversario dotato di fucile a pompa come voi, non è detto che entrambe facciano gli stessi danni ed abbiano le stesse caratteristiche. Questo è un dettaglio molto importante da tenere in considerazione, perché grazie ad esso le mischie di Battle Royale tendono ad essere molto più esplosive e caotiche, visto che nel gioco è possibile trovare strumenti come dei lanciarazzi, ma anche delle pozioni che permettono di generare uno scudo intorno al personaggio in grado di assorbire alcuni danni. Capite quindi che, in termini di pure sparatorie, le esperienze di PUBG e Battle Royale tendono a differire, e non poco, più realistico l’uno e meno l’altro. Oltretutto, anche in questa modalità è stato importato tutto il pacchetto di crafting e costruzione del Fortnite originale. Oltre a permettere la costruzione di fortini ed accampamenti vari (elemento che trova la sua migliore espressione nelle partite in squadra), la distruttibilità degli ambienti giova nell’esplorazione, ma anche nel combattimento, per ovvi motivi. Immaginate un assalto a dei giocatori nascosti in una casa. Grazie alle armi esplosive, o al semplice piccone sempre in dotazione, è possibile togliere letteralmente la terra sotto ai piedi a chiunque sia appostato in attesa di ignari passanti. Allo stesso modo, se rintanati in una casa ed impossibilitati ad uscire da un lato, basterà abbattere un muro per ricavare una via d’uscita secondaria per mettersi in salvo.

Quindi PUBG o Battle Royale? Nonostante tutte le perplessità in merito, PUBG. Trovo che l’esperienza di sopravvivenza da battle royale (il genere) sia molto più efficace se affiancata ad un comparto ludico le cui regole rispecchiano la realtà il più possibile. Battle Royale (la modalità di Fortnite) ha quella base caotica che, alla fine, rende il tutto fin troppo veloce e poco ragionato. Se proprio devo passare una partita a nascondermi, preferisco farlo con la consapevolezza che tutti i giocatori possano morire in fretta. L’idea di morire perché qualcuno, più fortunato di altri, abbia trovato un lanciarazzi a due metri dall’atterraggio non mi esalta. Tuttavia, come piccola postilla, trovo che Battle Royale possa essere leggermente più appagante giocato in squadra rispetto a PUBG, principalmente per la dinamica di raccolta risorse e costruzione. Costruire un piccolo rifugio in compagnia di amici è quel tipo di momento di gioco che giustifica anche una partita finita poi in malo modo.






Il rigore ed il realismo di PlayerUnknwon’s Battlegrounds oppure la frenesia di Fortnite Battle Royale. A prescindere dall’elemento economico (pur importantissimo da considerare), trovo che PUBG riesca con la sua intransigenza ludica ad offrire l’adrenalina necessaria alla sopravvivenza che Battle Royale non restituisce per via delle sue fondamenta ludiche.
Inoltre, altri elementi spiccioli: Battle Royale è tradotto in italiano, il personaggio interpretato è sempre generato casualmente (non costringendovi ad infognarvi nelle microtransazioni), ed è già presente su console.
Voi quale titolo preferite tra i due, e perché (portafogli più o meno considerato)?




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