Jonny Moseley Mad Trix

A cura di Disco Uno - 7 Luglio 2002 - 0:00

Jonny Moseley Mad Trix è un gioco di simulazione sciistica. Uno dei tanti, verrebbe da dire. Il mondo dei videogiochi pullula di titoli del genere. Tanto per citarne alcuni Salt Lake City 2002, Amped Freestyle Snowboarding. Nevica sulle console. E chi ha voglia di farsi una bella sciata non ha che da attaccare gli scarponi agli sci (leggi: collegarsi alla PS2). Ma Mad Trix costituisce una novità nel suo genere. Ha connotati specifici che lo rendono un prodotto originale. Per questo fatto, il gioco merita un applauso. Al quale seguono insulti e fischi spaccatimpani, perché Mad Trix non è certo esente da difetti. Ma cominciamo con le “buone nuove” e vediamo di capire come questo titolo riesce, comunque, a distinguersi.
La sua originalità parte dal personaggio testimonial: Jonny Moseley.
Moseley, per chi non lo sapesse, è un pazzo. Letteralmente. Un atleta amante dello sci estremo, decorato con medaglie. Nel 1998 vinse l’oro alle Olimpiadi nella specialità Freestyle Gobbe. Gli sci sono per lui un alibi per sfidare se stesso in imprese ad alto rischio e Mad Trix è originale in questo: nella ricerca di un’ambientazione impossibile nella quale simulare l’esperienza sciistica. Per esempio, vi è mai venuto in mente di sciare per le rovine di Roma? E per le strade di San Francisco? Con la modalità Slopestyle potete farlo. Il gioco vi cala in un contesto urbano dove alla neve si mescola il cemento. Niente paletti da deviare in slalom, piuttosto lamiere di rotaie che sbucano dalla neve. Niente tronchi d’alberi da superare con un salto, ma lunghi tubi di cemento simili a quelli che si vedono in un cantiere in costruzione. A fiancheggiare le vostre discese, non ci sono le imponenti montagne che si stagliano sul cielo azzurro, ma rossi caseggiati da ghetto metropolitano. L’idea non è male, ammettiamolo. La metropoli vista non come teatro di guerriglie (State of Emergency) o di scontri automobilistici (Gotham Race), ma come tracciato sciistico è una bella pensata. E difatti, secondo la mia modesta opinione, un plauso a questo titolo va fatto proprio per lo sforzo creativo di rinnovare un concept arciabusato. Quello delle simulazione su neve, vuoi su sci o su snowboard.
Ma l’ambientazione non si limita alla metropoli. Mad Trix è una sfida a voi stessi, alla città e alla natura. Quest’ultima praticata nelle condizioni più estreme. Modalità Big Mountain: un elicottero vi molla sulla vetta del Kilimanjaro e voi dovrete scendere a tutta birra preoccupandovi, però, non tanto della velocità, quanto dello stile della vostra sciata; stile che migliorate acquisendo una buona padronanza dei tasti abilitanti alle varie mosse (tailgrab, indi, stailfish, tutte mosse atte a spettacolarizzare la prestazione atletica). Altri luoghi nella modalità di cui sopra: Alaska, Nepal e… Antartide!
Per i principianti, prima di cimentarsi nei “contest” competitivi è consigliabile praticare la modalità Freeride, senza limiti di tempo e percorso, dove si può prendere confidenza con gli sci (leggi col controller).
Ricapitolando: OK riguardo alla trama, fantasiosa, bizzarra. Mad Trix è ricco di percorsi originali e impegna il videosciatore in situazioni veramente estreme, ma è il resto ad essere KO.
E Se sapete fischiare, portatevi le dita alle labbra…

GRAFICA CON EFFETTO GHOST
La grafica, ad esempio. Questo titolo è un 3D per modo di dire. Gli spazi sono riempiti con colori uniformi, distinti rigidamente. Non ci sono sfumature. Nessun effetto “neve spruzzata”, provocato dalle sterzate dei vostri sci. La neve è un pavimento bianco. Nella gara che vi vede impegnati in un’impossibile sciata lungo le strade di San Francisco, gli edifici sono fin troppo squadrati. Gli atleti hanno tratti poco credibili, sembrano tagliati con l’accetta. Questo gioco manca totalmente di mobilità e fluidità. E poi l’effetto collisione: un disastro. Quando, esibendomi in un salto non particolarmente riuscito, andavo a sbattere contro un ostacolo che fosse un muro o un treno in corsa, ci passavo praticamente attraverso, come un fantasma. Altra mancanza grafica: mentre sciavo, mi sono accorto che, ogni tanto, cambiando percorso e passando dalla neve alla strada, gli sci continuavano a tracciare il proprio solco anche sull’asfalto!

LENTO DA SFINIRE
Il titolo si riprende parzialmente grazie al sonoro, la colonna rap e hip pop è un piacevole sottofondo alle vostre corse (guarda caso, in questi giochi, la colonna è sempre buona, anche Salt Lake 2002, pur essendo un brutto gioco, aveva musiche da sballo).
Ma c’è un difetto che condanna definitivamente Mad Trix come prodotto di serie B: la lentezza. Sì. Mad Trix è maledettamente lento. I percorsi sono originali, d’accordo, ma l’originalità è lo spunto, l’inizio che deve progredire con un approccio decente di gioco, cosa che Mad Trix non ha. OK, un elicottero ti sgancia sulla vetta di una grande montagna… va bene, esaltante… la discesa che si prospetta mi mette i brividi, stringo i manici delle racchette, sono teso, non vedo l’ora di cimentarmi in questo incredibile percorso, ma subito mi rendo conto come sia poco esaltante e, ai fatti, per nulla incredibile, il percorso. Si scende lungo la montagna, come in qualsiasi altro gioco di simulazione sciistica, anzi più lentamente.
Slopestyle: scio tra le rovine di Roma. Bellissimo! Che pensata originale, farsi una sciata tra i palazzi dell’Urbe, antichi monumenti. Sì, la pensata è bella, ma ai fatti, nella realizzazione, risulta monotona. Roma è come ogni altro percorso sciistico. Non costituisce un’eccezione. Insomma, Mad Trix promette brividi che, ai fatti, non ci sono, non increspano la nostra pelle.


Ambientazioni varie, le sfide, certo non mancano!


Grafica approssimativa e gameplay poco entusiasmante


5

Peccato. Questo gioco parte bene. Ma finisce male. Nel senso che la discesa è lenta e prevedibile. La grafica non soddisfa. La simulazione è poco coinvolgente. Rimane un novero di ambientazioni davvero notevoli e varie. Troppo poco. Alla fine, tagliate il traguardo e guardandovi alle spalle, avete la sensazione che qualcuno vi abbia preso in giro




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