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Guardians Of Middle Earth

Los Angeles – Per incominciare un articolo relativo al mondo de Il Signore Degli Anelli c’è davvero bisogno di perdere tempo in presentazioni? E’ veramente necessario ricordare l’enorme portata mediatica dell’opera di John Ronal Reuel Tolkien, un autore in grado di dare la luce al genere fantasy? Bisogna sul serio fare un inutile tentativo di riassumere in mille caratteri scarsi di cappello introduttivo un’epopea dalle proporzioni mastodontiche? La risposta a queste domande non può che essere un convinto no: se non avete idea di cosa sia Il Signore Degli Anelli è probabile che vi siate intrufolati nel genere umano solo negli ultimi cinque minuti, ma continuate a leggere comunque, visto che l’ultima produzione Monolith Productions da noi saggiata con mano all’E3 2012 si è rivelata decisamente interessante. 

Dicesi ARTS 
Nella saletta stampa allestita all’E3 da Warner Bros. Interactive Entertainment ci siamo avvicinati per la prima volta a Guardians Of Middle Earth, un titolo classificabile come ARTS, o DOTA-like, a seconda della familiarità col genere. ARTS è l’acronimo di Action Real Time Strategy, e il maggior esponente di questa tipologia di produzioni è DOTA.
Facciamo però un passo indietro per spiegare di cosa stiamo parlando, perché tanto quanto è popolare l’avventura di Frodo, così è di nicchia questo genere di giochi, soprattutto per la complessità del gameplay che li contraddistingue. 
A prima vista la schermata di gioco potrebbe sembrare quella di un normale strategico, con la differenza che in un ARTS non si controllano decine o centinaia di unità, ma soltanto i singoli eroi: unità speciali dotate di poteri particolari.
E’ così che le unità base sono controllate dal computer e viaggiano costantemente verso il nemico, mentre i giocatori sono chiamati a guidare le gesta di personaggi particolari, mescolando dunque strategia ed azione in un mix unico. 
La partite che ne derivano sono tanto frenetiche quanto tattiche, così da diventare coinvolgenti anche per i semplici spettatori, come dimostrato dal pubblico che abbiamo visto raccogliersi attorno all’area dedicata agli hands-on
Una ghiotta occasione 
Dalla lettura del precedente paragrafo dovrebbe essere evidente che uno dei fattori in grado di decretare il successo di un titolo come Guardians Of Middle Earth (a fianco dell’imprescindibile solidità del sistema di gioco) è il carisma dei personaggi principali. Basta dare un’occhiata, anche rapida volendo, a qualcuno degli attori del romanzo di Tolkien, per rendersi conto dell’incredibile cast a disposizione degli sviluppatori, un cast che vede tra le sue fila soggetti del calibro di Gollum, Legolas, Galadriel, Gimli e tanti altri. 
Per andare incontro ad ogni tipo di giocatore (forse non proprio tutti, sarà meglio escludere l’utente che non va oltre i giochi di fitness) è stato studiato un sistema di controllo in grado di rendere fluida un’esperienza di gioco generalmente più adatta all’interfaccia PC, ambiente nel quale il genere trova la sua sede naturale. Gli sviluppatori di Monolith Productions hanno dunque utilizzato un approccio simile a quello degli sparatutto, mutuandone alcune costanti, riuscendo così nel loro intento.
Questo non deve far pensare però ad una gestione troppo semplicistica dei combattimenti o ad un’accessibilità estrema: per padroneggiare il gioco è necessario passarci del tempo, e soprattutto familiarizzare con le abilità dei personaggi. 
Buoni e cattivi 
La vocazione multiplayer di Guardians Of Middle Earth è molto chiara, risulta infatti palese come l’obbiettivo ultimo del giocatore debba essere quello di poter sconfiggere ogni avversario umano che gli si pari davanti durante le partite online, relegando la possibilità di sfidare dei personaggi controllati dall’intelligenza artificiale a mera fase di allenamento, non che manchino i tutorial. Il livello di personalizzazione del proprio guardiano è garantito dalla possibilità di potenziarne le capacità, sia offensive che difensive, grazie ad un massimo di quattro gemme scelte tra le molte disponibili. Galadriel, ad esempio, è un personaggio che punta sulle sue abilità di curatrice, ma anche su un numero di punti vita particolarmente elevato: al giocatore verrà dunque presentata la scelta tra un potenziamento delle capacità di supporto, ed uno della resistenza, per tacere chiaramente delle build più ardite che potrebbero vederla operare come dispensatrice di morte e distruzione. 
Un buon assortimento dei componenti della squadra (si può arrivare ad un massimo di cinque contro cinque) sarà dunque la chiave per il successo, e i circa venti guardiani disponibili al lancio sembrano in grado di garantire una sufficiente varietà di gameplay, tenuto conto che i server proprietari permettono di aggiustare eventuali sbilanciamenti e di integrare senza troppi problemi nuovi contenuti di gioco non ancora svelati. Sicuramente possiamo aspettarci di vedere un continuo supporto (legato comunque al successo del titolo) a base di nuovi personaggi, nuove arene e nuove gemme per i potenziamenti, così da continuare a tenere alta l’attenzione dei giocatori. 
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
Sviluppatore:
Monolith Interactive
Distributore:
Warner

– Licenza di sicuro appeal
– Gameplay solido
– Prezzo competitivo




Guardians Of Middle Earth arriverà su Xbox Live al prezzo di 1200 Microsoft Points e su PlayStation Network a quello di 14,99 Euro, puntando così su un vasto pubblico grazie al limitato esborso richiesto. Dopo la nostra prova ci sentiamo di giustificare pienamente il prezzo individuato dal distributore, visto che il titolo ci sembra sufficientemente complesso e curato, ponendosi parallelamente come porta d’ingresso all’intenso mondo degli Action-RTS. Un’ultima nota va fatta in merito ad una possibile versione Wii U, quando abbiamo interrogato gli sviluppatori ci hanno risposto con un laconico: “Al momento non dichiariamo niente”, che lascia aperte tutte le porte.