Dragonball Z: Budokai 2

By |15 anni fa|Categories: RECENSIONE|Tags: |

A distanza di un anno possiamo goderci il seguito dell’unico titolo dignitoso ispirato alla saga che ormai tutti conosciamo, la serie dei Super Sayan che ha raggiunto l’Italia facendosi notare fin da subito: ovviamente mi riferisco a Dragonball Z.
Purtroppo i videogiochi ispirati a questa serie hanno sempre sofferto della sindrome “ci gioco solo perchè è Dragonball”, ricordatevi i vari Ultimate Battle 22, Final Bout per Psx e Dragonball Idianaru Densetsu per Saturn, che pur non essendo un granché riscossero un discreto successo, derivato unicamente dal nome (io per primo fui colpito dalla suddetta sindrome ^_^).
Dopo un lungo periodo di rassegnazione e di tristezza i fans di Dragonball hanno potuto finalmente gioire grazie alla Atari, che l’anno passato (con il nome di Infogrames), grazie ad un rapporto di collaborazione nato con la Bandai, ha sfornato un titolo PlayStation2 di tutto rispetto e di prossima uscita per Gamecube: Dragonball Z Budokai.
Oggi possiamo godere dell’attesissimo seguito del picchiaduro ispirato alla serie TV che promette profonde innovazioni e radicali cambiamenti nella giocabilità. Riuscirà Atari a soddisfare e magari a stupire i milioni di fans di Dragonball sparsi in tutto il mondo? Scopriamolo insieme.

Fu…sio…neeeee
Il primo capitolo di Dragonball Z Budokai era ispirato alla serie di Cell, il cyborg “perfetto” creato dal dott. Gelo, folle scienziato ed ultimo esponente del gruppo criminale del Fiocco Rosso (Red Ribbon). Il gioco iniziava con l’arrivo dei Sayan sulla terra (Radish, in un primo momento, seguito da Nappa e Vegeta, il fiero e cinico Principe dei Sayan). Dopo i combattimenti su Namec e la sconfitta di Freezer, lo scontro con i tre cyborg (C-16, C-17, C-18) ed il completamento del corpo perfetto di Cell, la serie si conclude con la sconfitta di quest’ultimo e la vittoria dei protagonisti che presagiva un futuro pacifico per gli abitanti del pianeta terra.
Il gioco era sostanzialmente un picchiaduro ricco di cut-scene che avevano il compito di narrare la storia ed introdurre i vari combattimenti che seguivano in modo lineare la trama del cartone.
Dragonball Z Budokai 2 (DBZB2) invece, stravolge un po’ le cose e ci propone una versione leggermente modificata della saga ispirata a Majin Bu. Pur iniziando addirittura dall’arrivo di Radish (e Nappa) sulla terra, la storia si sviluppa più rapidamente lasciando meno spazio alla trama e dando più importanza all’azione ed ai combattimenti, scelta che verrà analizzata successivamente.
La saga di Majin Bu era indubbiamente caratterizzata dall’arrivo dei “figli d’arte” di Goku e Vegeta (Goten e Trunks) e dalle Fusion, le fusioni appunto, che potevano avvenire tra due guerrieri dello stesso livello; chi ha letto il fumetto o ha seguito gli episodi in TV sa di cosa sto parlando.
Difficile da credere ma in DBZB2 sono stati mantenuti tutti gli aspetti che hanno caratterizzato la saga del pacioccone rosa…

Giocabilità
DBZB2 è sostanzialmente un picchiaduro arricchito da vari elementi che ne evidenziano l’originalità e ne caratterizzano gli aspetti che hanno reso famosa la serie animata.
Scegliendo lo story mode (il mondo del drago) vi troverete davanti ad una mappa degna di uno strategico che si rispetti, ricca di caselle e di postazioni dove accrescere la vostra aura, il potere d’attacco e la difesa. In ogni missione impersonerete Goku ed avrete modo di scegliere 1 o più compagni d’avventura (scelte che potrebbero compromettere l’esito del gioco) rappresentati da vere e proprie pedine in grado di muoversi in base alla strategia da voi elaborata ed alla posizione sulla mappa del nemico.
Il gioco è basato su un sistema a turni e sui combattimenti che si susseguiranno ogni qualvolta il vostro personaggio si troverà di fronte ad un nemico comandato dalla cpu (o quando la cpu attaccherà un vostro personaggio).
Prima di ogni incontro avrete modo di “customizzare” il vostro eroe con le abilità che potrete sbloccare sconfiggendo i vari nemici sparsi nella mappa.
Qui inizia la sessione picchiaduro già testata dal primo Budokai.

DBZB2 è il classico esempio di semplicità ed immediatezza per quanto concerne la giocabilità.
I comandi sono pochi ed essenziali e non tarderete a memorizzarli tutti, pur non avendo lo stesso numero di combo di giochi come Tekken o Soul Calibur, DBZB2 riuscirà comunque a soddisfare la voglia “smanettona” che è alla base di ogni picchiaduro che si rispetti.
Il personaggio risponde perfettamente ai comandi, ed è uno spasso malmenare Perfect Cell utilizzando Vegeta (una bella rivincita!).
Utilizzando le combinazioni di calci e pugni (triangolo e quadrato) potrere effetturare delle micidiali combo che spesso verranno interrotte da brevissime cut-scene che accentueranno la potenza delle mosse; con il cerchio potrete sfruttare la vostra aura combattiva e sferrare le classiche super mosse (es: Kame-hame-ha per Goku, Big Bang Attack per Vegeta) o semplici bolle di energia spirituale che andranno a colpire direttamente l’avversario. Con il tasto X avrete modo di pararvi ed utilizzandolo insieme al quadrato ed al triangolo avrete modo di sfruttare le particolari capacità che possiedono alcuni personaggi (trasformazione in Super Sayan, Kaiohken ecc).
Una delle chicche che avrete modo di utilizzare è sicuramente la possibilità di fondersi con un altro personaggio dando vita ad un guerriero eccezionale in grado di polverizzare anche il nemico più agguerrito. Non me la sento di rovinarvi la sorpresa, vi dico solo che giocando vedrete e giocherete in situazioni ricche di pathos ed adrenalina allo stato puro. Vedere per credere…

Grafica e sonoro
Tecnicamente parlando, vi troverete di fronte ad un validissimo prodotto che si tiene al passo con i tempi e che non ha nulla da inviadiare ai titoli simili disponibili sul mercato.
Il motore del gioco è solidissimo ed anche dopo innumerevoli ore di gioco non ho potuto notare il benchè minimo rallentamento, i 60hz si notano subito ed insieme ai 60fps contribuiscono a rendere il gioco fluido e veloce.
Ottima la scelta grafica!!! Il cell-shading rende al meglio e vivacizza i caratteri nipponici di questo gioco; la nitidezza e la definizione delle textures (seppur semplici) sono la ciliegina sulla torta.
I modelli dei personaggi sono a dir poco identici a quelli della serie animata: grazie all’utilizzo di numerosi poligoni ed alle animazioni naturali e mai legnose, Atari è riuscita a concepire un titolo degno di ogni attenzione che merita davvero molto.
Stesso discorso tuttavia non può essere fatto per i fondali che, pur rimanendo fedeli alla serie animata, risultano essere leggermente spogli, poveri di dettagli (comunque c’è da dire che anche nel cartone erano così) e non riescono a raggiungere del tutto il risultato desiderato da una trasposizione videoludica.
Menzione d’onore per la presentazione: un breve filmato a cartone di ottima fattura accompagnato da una canzone jappo degna di nota.
Un’ ottima colonna sonora accompagnerà i vostri combattimenti e contribuirà a darvi quella carica adrenalinica che vi servirà per superare certi tipi di incontri: le note rokkeggianti si adattano perfettamente a quello che è lo stile del cartone animato. Alcune delle musiche sono state ripescate dal primo episodio ma questo non pesa affatto sul giudizio finale del gioco.
Scegliendo l’italiano prima della schermata dei titoli (avrete a disposizione tutte le lingue europee) potrete notare che il doppiaggio inglese dei personaggi non rispecchia affatto quello originale giapponese (Piccolo e Vegeta hanno la voce di uno scaricatore di porto…) che risulta essere nettamente superiore anche se incomprensibile, comunque nessun problema, va benissimo così.

Longevità
Buona la longevità in single player ed ottima in doppio. Pur essendo relativamente corto, lo story-mode dà la possibilità di essere rigiocato, una volta finito, utilizzando lo stesso file in modo da sbloccare nuovi personaggi ed abilità che contribuiranno a rendervi le cose più facili. In ogni caso impiegherete molto tempo a sbloccare tutti i segreti presenti nel gioco.
Ovviamente la longevità è buona soprattutto grazie al doppio che potrete fare con i vostri amici; avendo a disposizione un abbondante numero di personaggi non vi stancherete mai e la vostra Play farà gli straordinari.
Ottima anche la modalità torneo per più giocatori e la possibilità di comprare le abilità con i soldi guadagnati nello story mode. C’è da dire che il gioco è sottotitolato in italiano quindi non avrete problemi a capire la funzione di ogni abilità.
Insomma, Dragonball riuscirà a catturare l’attenzione di tutti e non solo degli appassionati che passeranno diverse ore davanti allo schermo!


– Ottimo cell-shading
– Taaanti personaggi!
– Belle musiche
– Un must per gli amanti della saga


– Story mode un po’ corto
– Fondali un po’ spogli


8.0

Gli amanti dell’universo di Dragonball ringrazieranno per sempre Atari dopo aver giocato a DBZB2, un titolo che finalmente rende giustizia ad una delle serie animate più conosciute ed apprezzate al mondo.
La splendida realizzazione tecnica e la giocabilità accessibile a tutti rendono questo gioco assai piacevole: riuscirà a catturare la vostra attenzione per parecchio tempo, soprattutto per quanto riguarda il doppio.
L’idea di poter usare il vostro personaggio preferito ed eseguire le super-mosse del cartone vi stimolerà a rigiocarlo, peccato solo per il numero limitato di mappe che compongono lo story mode.
Nel complesso il gioco vale l’acquisto e posso sicuramente affermare che il nuovo titolo targato Atari potrebbe piacere anche a chi, fino a questo momento, ha del tutto ignorato il mondo di Dragonball. Per gli appassionati invece… chiudetevi nella stanza dello spirito e del tempo con la vostra Play e dateci dentro!!!