Beach Spikers (Jap)

By |24/08/2002|Categories: Recensione|Tags: |

E’ da tempo immemore che la disciplina della pallavolo(e relativa versione da spiaggia) non gode della giusta considerazione nell’affollato panorama videoludico sportivo: snobbato a favore di altri sport più o meno popolari, il volleyball non si è praticamente mai fregiato (salvo alcune sporadiche eccezioni risalenti all’era 16-bit) di una trasposizione virtuale capace di ergersi a vero punto di riferimento del genere. Niente paura, ci pensa AM-2 del buon Yu Suzuky, che con questo Beach Spikers (uscito arcade circa un anno fa, ora convertito sul cubo), rende finalmente giustizia ad uno sport lasciato nel dimenticatoio da parte della stragrande maggioranza delle benemerite software house concorrenti.
Ma andiamo con ordine…

Il gioco vanta 16 squadre nazionali composte di 2 elementi, entrambi di sesso femminile vestiti di succinti e accattivanti bikini. A livello estetico spiccano, per l’appunto, le bellissime sihlouette poligonali delle atlete, splendidamente realizzate: dalle espressioni facciali, ai muscoli “scolpiti” di gambe e braccia, dalle numerose winning pose, ai costumi stessi(compreso…ehm…il loro contenuto…),ricchi di dettagli(possiamo persino notarne la marca). Le nostre “bellone” si fregiano di animazioni impeccabili: basti pensare alle shiacciate, al muro( con tanto di sbilanciamento o addirittura di caduta a terra nel caso lo strike fosse troppo potente), ai recuperi in extremis, quando la ricevitrice è a terra e la sua partner la “scavalca” per salvare la palla. L’elevato livello di dettaglio conferito alle atlete viene efficacemente supportato da un altrettanto eccellente background: le coloratissime arene di gioco, numerose e ben diversificate tra di loro, sponsorizzate da Sega, Nintendo,Pringles,Coca-Cola,ecc.(con tanto di mastodontici Gamecube, giganteschi Sonic, mega tubi di Pringles a mo’ di scenografia), vengono ulteriormente arricchite di elementi. Il pubblico sugli spalti, animato e “reale” (era ora), l’arbitro seduto sul “seggiolone”,vestito di polo e cappellino, intento ad indicare il punteggio, le palme, la spiaggia e il mare all’orizzonte (che si estende peraltro considerevolmente), le impronte lasciate sulla sabbia generate in tempo reale (secondo i canoni di Virtua Fighter 4): tutto contribuisce ad una cosmesi davvero pregevole. Una nota di riguardo ai replay, evocativi e piacevolmente spettacolari; altrettanto buona la regia, forte di veloci zoomate e repentini cambi di inquadratura: l’unico problema sorge al momento dell’esecuzione del muro, proprio a causa del cambio di prospettiva, ma con in po’ di pratica le cose si risolveranno per il meglio.

Degni di nota e realistici gli effetti sonori: la palla emette un suono diverso a seconda che venga schiacciata, murata o ricevuta, le atlete si incitano a vicenda con esclamazioni diverse e partecipano all’azione con la dovuta enfasi(yah!…ouch!…ma che avete capito, mailali!).Assente la telecronaca, sostituita da semplici commenti dello speaker (wonderful spike!…nice block!…),
mentre la colonna sonora risulta appena discreta, sottolineata da motivetti simpatici ma alla lunga noiosi.

BS si gioca che è un piacere, è il virtua tennis della pallavolo: come la sua controparte tennistica, tutto il repertorio di azioni performabili ( palleggio, bagher, battuta ,schiacciata ,muro,ecc…non manca prorio nulla)viene eseguito praticamente con due tasti(a e b, rispettivamente debole e forte), il che contribuisce a snellire la giocabilità rendendo il titolo semplice e gratificante gia dal primo approccio. Interessante poi l’utilizzo di una specifica barra che consente di conferire maggiore o minore potenza a strike e battute. E’ importante sottolineare come la diversa diposizione sul campo delle atlete risulti fondamentale a livello tattico, in quanto permette di eseguire schemi diversificati a seconda dei casi: decidere di alzare palla sotto rete è l’ideale per una schiacciata potente, da fondo campo è altrettanto utile per un pallonetto corto, ecc.Gli esempi si sprecano: quel che conta è proprio questa peculiare libertà di costruzione del gioco, che conferisce al titolo una discreta profondità.
BS si fregia di 4 distinte modalità: arcade,training,vs.mode e world tour. La prima è il classico torneo, fedele riproposizione del coin-op. Training,per affinare le nostre tecniche, ci sottopone a diverse mini-prove. Vs., che supporta il multiplayer, è una simpatica raccolta di sottogiochi: oltre alla normale partita segnaliamo beach flags(sorta di “rubabandiera”), beach p.k.(shiacciate da eseguire e da parare, proprio come i rigori)e beach countdown (con una bomba ad orologeria al posto della palla: lo scopo è di farla esplodere nella metà campo avversaria).E infine world tour dove, agendo su diversi parametri quali viso, colore della pelle, capelli, occhiali da sole e copricapi vari (le alternative a disposizione per singola voce sono davvero tante), è possibile creare le nostre atlete per poi utilizzarle nei diversi campionati proposti. A differenza delle altre modalità, dove è possibile scegliere,controlleremo una sola giocatrice, mentre la seconda verrà gestita dalla CPU: inizialmente non otterremo vittorie a causa delle disastrose performance della nostra partner, ma accumulando punti esperienza partita dopo partita e distribuendoli tra specifiche abilità(ricezione, battuta, ecc.)la fedele compagna si trasformerà pian piano in una micidiale professionista, anche grazie ai ripetuti rimproveri o incitamenti che potremo darle durante le pause di ogni partita(una apposita barra aumenterà o meno il suo coinvolgimento e l’intesa che ha con noi: ulteriore dose di profondità per il gioco).Diventeremo così sempre più competitivi, classificandoci nelle migliori posizioni e ambendo alla vittoria nella finale di ogni torneo.

Grazie soprattutto al world tour mode, BS, se affrontato in singolo, si rivela un titolo discretamente longevo e impegnativo (l’AI degli avversari è più che buona); il discorso cambia radicalmente se giocato in multiplayer: praticamente infinito.


– realizzazione tecnica
– buona giocabilità
– in multiplayer è il massimo
– elevata profondità di gioco


– musiche noiose
– murare,inizialmente,è difficile
– non lunghissimo in singolo


8.5

Beach Spikers riesce finalmente a creare uno standard nelle simulazioni di beach volley, da troppo tempo assentisul mercato videoludico. Giocabile, ottimamente realizzato e con quel pizzico di profondità tattica che lo rende davvero un piccolo classico.
La sfida con l’ormai prossimo DOA:Extreme Beach Volleyball di Tecmo è quantomai aperta.