Age of empires II Gold Edition

A cura di Marco - 23 Dicembre 2001 - 0:00

Tutti prima o poi hanno sognato da bambini di essere degli imperatori medioevali regnanti su vasti territori o comandanti di grandi armate nelle guerre contro i barbari o gli infedeli. La seconda parte della saga di Age of empires (per comodità Aoe) ci dà l’opportunità di realizzare i sogni della nostra infanzia.
Molto è migliorato dalla prima edizione, anche grazie all’espansione The Conquerors: ma vediamo in dettaglio cosa. Prima però apriamo la confezione e ci ritroviamo di fronte u un doppio cd-rom, un manuale molto curato di parecchie decine di pagine che è frutto dell’unione del manuale di The Age of kings e di The Conquerors e un dèpliant di carta plastificata che ci illustra riassumendole le decine di tecnologie che ognuna delle tredici civiltà di Aoe 2 e delle altre 5 della espansione può sviluppare e, dall’ altro lato del dèpliant, il modo per raggiungere le varie tecnologie, che sono ottenibili a catena l’una dell’altra. Scopriremo poi leggendo il manuale, o giocando (ma consiglio vivamente di dare uno sguardo prima al manuale, anche se alla Microsoft si sono impegnati per rendere il più possibile intuibile il gioco), oppure potremo sapere già, se abbiamo già giocato alla prima versione di Aoe, quanto importante sia sviluppare le tecnologie per vincere.
Installiamo velocemente e semplicemente il gioco sull’hard disk tramite i 2 cd e lo lanciamo.
Subito si rimane colpiti dal filmato introduttivo che ci richiama certo i sogni della nostra infanzia. Finito il filmato appare il solito menù che ci dà varie alternative, fra le quali l’opzione (raccomandata) di giocare su MSN Gaming Zone: il sito della Microsoft dedicato al gioco sulla rete.
Vi sono inoltre la possibilità di giocare in scenari personalizzati grazie all’editor, oppure di compiere regicidi, partite all’ultimo sangue, oppure scenari casuali o campagne (forse il modo più divertente di giocare).
Ma in cosa consiste Aoe? Domanda stupida, come se ci fosse ancora qualcuno che non lo sapesse…
È un gioco di “simulazione” in tempo reale unito ad un wargame, un genere misto insomma: lo scopo essenzialmente è far evolvere la propria civiltà medioevale a discapito delle altre: questo lo si può ottenere in vari modi: economicamente o militarmente, come suggerisce la scatola del gioco (credo tuttavia che nessun giocatore di Aoe 2 voglia giocare per soggiogare “solo” economicamente un popolo avversario…).
È un gioco che non riproduce fedelmente eventi storici del Medio Evo, li prende semplicemente come spunto per creare le campagne. Inoltre il nostro compito non è solo di guidare un esercito alla battaglia ma di comandare un popolo, di sfruttare le risorse del territorio per farlo evolvere con lo sviluppo delle tecnologie e degli edifici ed infine creare grandi eserciti per dominare su tutta la mappa. Comunque, anche se non vi è una perfetta aderenza alla realtà storica, vi è un grande studio dei programmatori per quanto riguarda le basi storiche che ci vengono riproposte in ogni scenario, che forma ognuna delle 5 campagne a tema (il Saladino o Giovanna d’Arco, per esempio o le nuove sulla vita di Attila o dell’espansione dei conquistadores). Inoltre grande attenzione è stata dedicata alla ricostruzione delle unità (sia per quelle comuni a tutte le civiltà sia a quelle proprie di ogni popolo), che in parte è stata migliorata e caratterizzata nell’espansione con tecnologie proprie di ciascun popolo e alle caratteristiche di ogni civiltà, oltre che nella resa grafica di unità ed edifici.

Grafica:
Spettacolare, coinvolgente: rispetto alla prima versione di Age of Empires e della sua espansione the Rise of Rome appaiono molte più unità e già ce n’erano tante, in più la possibilità di comandarle in gran numero crea un bell’effetto visivo. Tanti i particolari che ci piacerà osservare e che renderanno divertente le ore (o i giorni) che passeremo di fronte allo schermo del nostro computer. Belle le scene in cui molte unità sono coinvolte le une contro le altre, ad esempio gli scontri fra eserciti, anche se a volte il risultato è una gran confusione da cui è difficile uscire indenni. Infine è piacevole vedere come i singoli tipi di unità siano stati studiati al dettaglio nelle loro movenze, a volte ci si incanta ad osservarli.

Sonoro:
Non molto cambia dopo l’installazione della espansione The conquerors: il lato sonoro rimane pressoché invariato e comunque su un livello assolutamente piacevole e ben realizzato.
Gli effetti delle voce dei rumori della battaglia sono abbastanza realistici e credibili anche se possono risultare dopo svariate ore di gioco un po’ troppo ripetitivi.

Giocabilità:
È molto più facile ora fare tante operazioni che nella prima versione di Aoe alla lunga rendevano il gioco a tratti angosciante: ad esempio produrre le unità costringeva a selezionare ogni volta il tasto per la loro realizzazione, mentre ora si possono ottenerne in serie fino a 15 (magari costruendone 5 alla volta tenendo premuto il tasto shift). Di certo come seconda versione i programmatori sono stati attenti alle indicazioni dei giocatori della prima versione, inoltre nella aggiunta sono state introdotte altre migliorie come ad esempio la possibilità di riseminare i campi in automatico. Non vi sono particolari problemi nella gestione delle risorse a nostra disposizione: l’oro fonte primaria per ottenere risorse rispetto a Aoe 1 è tendenzialmente infinito grazie all’uso delle reliquie (che fanno apportare ai monasteri l’oro dei pellegrini e che sono state aumentate nella espansione). Problemi invece per quanto riguarda la gestione degli eserciti: le nuove funzioni di gestione dell’esercito (ad esempio che atteggiamento debbono tenere i soldati, oppure la formazione che debbono assumere) facilitano molte operazioni, ma nello scontro risultano abbastanza ingestibili soprattutto con eserciti numerosi; anche questo lato comunque è migliorato con l’installazione di The conquerors: il nemico ora agisce con molta più intelligenza ed è certamente più letale anche ai livelli di bassa difficoltà.

Attrattività:
È un gioco che indubbiamente ti tiene incollato allo schermo, perlomeno finché non completi tutte le missioni delle 5 campagne che ci sono all’interno del gioco.
Dopo che le avrai finite certo continuerai a divertirti con le opzioni partita all’ultimo sangue o regicidio. Oppure per i più incalliti vi è la possibilità di creare scenari o di riceverne o scambiarli. Infine giocare contro giocatori umani o il computer in MSN Gaming Zone, e anche se si deve spendere per collegarsi, un gran divertimento è assicurato (soprattutto perché si esce dagli chemi rigidi dell’intelligenza artificiale per scontrasi con la mutevole fantasia umana).
Insomma passeranno settimane prima di finire gli scenari e prima di annoiarci di fronte al computer ci vorrà ancora un bel po’, anche perché le strategie che utilizza il nostro computer saranno molteplici, anche se alla fine, purtroppo, limitate.

Realismo:
È difficile parlare di realismo: i presupposti ci sono però non sono realizzati nel migliore dei modi.
A parte l’aderenza storica solo in parte realizzata, il comportamento delle unità dovuto all’intelligenza artificiale creata dai programmatori è certamente mnigliotrato con l’aggiunta della espansione e questo rende il gioco più realistico e perciò più divertente. Sono pressoché sparite dal gioco le unità fin troppo aggressive stile kamikaze e anche le truppe avversarie inerti come statue. Inoltre il computer seleziona sempre la tattica più astuta e se vede che le difese sono troppo forti nei suoi confronti cambia tattica d’attacco: stesso discorso per quando si difende. Anche le mappe in cui si svolge la scena, soprattutto al di fuori delle campagne, sono molto migliorate e sono più reali e non più troppo fantasiose. Allo stesso tempo il gioco conserva nel complesso un realismo latente in certi particolari: come ad esempio la campana che segnala l’arrivo dei nemici e che costringe gli abitanti del villaggio ad asserragliarsi nel castello o nel centro città per difendersi.


L’espansione rende più giocabile e ancora più divertente il gioco


qualche campagna in più non avrebbe guastato


8

Un gioco divertente che vi appassionerà a lungo.
Non farà impazzire i wargamers nel vero senso della parola, quelli che (come me) amano la cura maniacale della ricostruzione storica, ma piacerà a tanti giocatori per le sue doti grafiche e di giocabilità migliorata anche grazie all’espansione.




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