11-11 Memories Retold recensione | La guerra degli uomini comuni

Dopo l’ottimo Valiant Hearts, la figura del game director Yoan Fanise ha assunto un ruolo peculiare all’interno del panorama videoludico. Il racconto di guerra del designer francese è rimasto nei cuori del pubblico ed è arrivato praticamente su tutte le piattaforme disponibili, ricordando a tutti i drammi del passato, finalmente da un punto di vista differente. Il successo di quell’opera lo ha spinto a riprovarci: 11-11 Memories Retold è arrivato proprio nel novembre di quest’anno, a cento anni dall’armistizio che mise a parola fine alla Prima Guerra Mondiale.

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Dal punto di vista di chi l’ha vissuta

Il cambio d’egida – da Ubisoft a Namco Bandai – non sembra aver scalfito il brio creativo di Fanise, che ha appositamente creato Digixart come software house indipendente che non vuole porsi limiti dal punto di vista artistico, che è qui, come vedremo, la vera punta di diamante della produzione.
11-11 Memories Retold è un progetto diverso dal solito, in tutti i sensi: vi basti immaginare che è stato realizzato in partnership con War Child UK, associazione benefica che devolverà i proventi del DLC dedicato a Jack ed Eva ai bambini costretti a vivere in guerra in tutto il mondo. Operazione non troppo diversa da quella portata a termine dallo splendido This War of Mine.

11-11 Memory Retold si avvantaggia anche della partecipazione di Elijah Wood e Sabastian Koch per un doppiaggio di alto livello, semplicemente inappuntabile. Sono le voci rispettivamente di Harry Lambert e Kurt Waldner, i due protagonisti che si ritroveranno loro malgrado tra gli orrori della guerra di trincea per motivazioni completamente differenti, fino a incrociare i loro destini e giungere a degli esiti che il giocatore indirizzerà.
Harry è un aspirante fotografo canadese che lavora come apprendista, il quale si è invaghito della figlia del suo mentore. Decide quindi, in un impeto d’orgoglio e di dimostrazione di grandezza, di appoggiare il maggiore Martin Barrett al fronte, coadiuvandolo nella documentazione delle gesta degli alleati presso la zona di Vimy. Prende questa decisione anche per tentare di far colpo sulla ragazza, con la leggerezza di chi non ha ben presente a cosa sta per andare incontro.

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Dall’altra parte della “barricata” troviamo invece Kurt, un ingegnere che per sbarcare il lunario assembla dei dirigibili che verranno poi utilizzati dai tedeschi. È anche un padre che in maniera del tutto inaspettata e casuale, durante la riparazione di una stazione radio presente nella fabbrica in cui lavora, scopre che il figlio Max, già partito per la guerra, resta coinvolto in un attacco assieme al battaglione di cui fa parte. Kurt decide quindi di arruolarsi, entrando tra le fila della truppa il cui raggio d’azione comprende la stessa zona in cui si trova Harry.
Interessante a questo punto constatare quanto 11-11 Memories Retold faccia di tutto per raccontare il conflitto attraverso la narrazione dei due, non sempre coi risultati sperati.

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Orrore da non dimenticare

Sebbene 11-11 Memorie Retold sia fortemente sbilanciato sul comparto narrativo e decisamente meno sul puro gameplay, la storia si mantiene discreta per tutto l’arco dell’avventura, senza particolari guizzi, impennando con decisione solo nella sezione finale. Questo, per un gioco che vorrebbe fare del racconto la propria più grande virtù, non è esattamente il massimo, soprattutto se ad abbassare il ritmo sono: la grande linearità, i pensieri dei due – non sempre così pregnanti -, delle azioni da compiere che si rivelano dei riempitivi di poco conto.

Il sistema di gioco è sin troppo abbozzato e sembra quasi che sia stato inserito dopo aver avuto bene in mente cosa raccontare. 11-11 Memories Retold è una buona storia non sorretta degnamente dal gameplay, poiché diverse azioni appaiono completamente slegate dal contesto, mentre altre minimizzano l’intera struttura e la relegano a un prodotto da considerarsi poco più di un’avventura grafica. Esiste un po’ di esplorazione, certo, ma non basta (come non bastano nemmeno i semplici enigmi e le insignificanti attività extra) a dare forma a un titolo assai manchevole in questo comparto. Considerate che in 11-11 Memories Retold dovrete fare ciò che vi viene richiesto giusto per mandare avanti la storia, scena dopo scena, senza però una netta correlazione tra gesti e avanzamento del racconto. Oltretutto, è solo nel finale che si nota il giusto peso delle scelte che vi farà raggiungere uno dei sette esiti sbloccabili.

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Il conflitto, come già lasciato intendere, è raccontato dal punto di vista dei due protagonisti, ma durante le battaglie vengono raffigurati i momenti più cruenti della Prima Guerra Mondiale. Viene fatto tramite uno stile grafico davvero particolare e originale, vicino a quello che potrebbe essere un quadro impressionista in movimento. È una scelta artistica che potrebbe non accontentare tutti, perché i volti non sono ben visibili, alcuni scenari sono sembrano un po’ approssimativi e tutto appare quasi come un ricordo fosco un po’ perso nella memoria. Ma è in fin dei conti proprio questo l’intento degli sviluppatori, che vogliono appunto ricordare che quelle memorie sbiadite non devono perdersi. Non possono farlo. Devono esistere: per ricordarci chi siamo stati, cosa abbiamo fatto, quali drammi abbiamo vissuto.

+ Artisticamente originale, particolare, frutto di una riuscita sperimentazione
+ Storia buona, narrata dal punto di vista dei due protagonisti...
- ... Che si rivela davvero interessante solo nel finale
- Sistema di gioco sin troppo abbozzato e poco soddisfacente

7.2

11-11 Memories Retold è un titolo sperimentale e ben diverso dalle produzioni di massa. Vuole raccontare le atrocità del primo conflitto mondiale attraverso gli occhi dei due protagonisti, che sono uomini comuni e che incroceranno i loro destini al fronte, ma non riesce a coinvolgere il giocatore se non nella parte conclusiva. La struttura di gioco è debole, troppo blanda e fragile, motivo per cui si rivela in fin dei conti un’opera sbilanciata e solo in parte riuscita.