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The Alliance Alive HD Remastered – Recensione

Un buon JRPG senza troppe aggiunte. Copia incolla in alta definizione.

Altro giro, altra remastered: siamo a fine generazione, e con la retrocompatibilità già annunciata per entrambe le piattaforme in uscita a fine anno, il fenomeno delle rimasterizzazioni selvagge dovrebbe attenuarsi. Su queste pagine, però, abbiamo sempre sostenuto che ci sono remastered e remastered: quelle inutili, sovraprezzate e pigre, e quelle preziose, che consentono di dare nuova vita a dei classici o di offrire una seconda chance a titoli sfortunati al primo debutto sul mercato. The Alliance Alive HD Remastered è un po’ una via di mezzo tra i due estremi.

The Alliance Alive HD Remastered

Piattaforma:
PC, PS4, SWITCH
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
11 Ottobre 2019
Sviluppatore:
Furyu
Distributore:

Ritorno al recente passato

Più che soffermarci sulla trama del titolo, immutata rispetto a quella vista l’anno scorso su 3DS, spiegheremo piuttosto le motivazioni per cui l’operazione di The Alliance Alive HD Remastered può avere senso, mentre rimanderemo al paragrafo dedicato alla consueta analisi tecnica la bontà del lavoro effettivamente svolto. Uscito come esclusiva per la famiglia di console 3DS nella seconda parte del 2017 ma giunto in Europa solamente durante la primavera successiva, The Alliance Alive è un JRPG a turni abbastanza classico, di quelli che hanno appassionato generazioni di giocatori e fatto la fortuna non solo dell’ultima macchina a due schermi di Nintendo ma anche di quella precedente, il mai dimenticato DS.

Due elementi giocano a favore della riproposizione del titolo per PS4 (versione qui recensita) e Switch, con una versione per PC prevista per l’anno prossimo: il rilascio del prodotto nella fase crepuscolare del lungo ciclo di vita della console ospite e la relativa scarsità di prodotti simili nella ludoteca delle macchine Sony e Nintendo. Il primo punto è quello decisivo, a nostro parare, quello che ci ha impedito di alzare gli occhi al cielo all’annuncio di questa rimasterizzazione: in pochissimi hanno giocato The Alliance Alive su 3DS, perchè Switch aveva già preso piede sul mercato e lo sgraziato schermo con risoluzione a 240p risultava ormai indigesto a molti. Come se non bastasse, il giudizio freddino della critica sul precedente lavoro di Cattle Call e FuRyu, quel The Legend of Legacy che pure trovate recensito sulle nostre pagine, aveva influito sui dati di vendita del gioco, discreti in patria ma insufficienti tanto negli Stati Uniti quanto in Europa.

Riproporlo ad un audience infinitamente più grande, allora, sembra una mossa saggia, che consentirà a molti di scoprire un titolo praticamente inedito. Più spinosa la seconda questione: su Switch, infatti, i giochi di ruolo classici non mancano, tra la recente Collection of Mana e i primi tre Dragon Quest scaricabili dallo store, mentre su PS4, nonostante i sei anni sul mercato, la scelta è assai meno vasta. Aldilà di queste considerazioni, comunque, a tagliare le gambe al progetto è il prezzo richiesto, decisamente troppo alto se rapportato al volume di novità e alla longevità complessiva del prodotto: cinquanta euro sono una richiesta esosa, a nostro parere.

Come prima, e non di più

Anche tutto quanto detto in occasione della recensione per 3DS tornerebbe valido in toto in queta sede, visto che non abbiamo riscontrato alcun tipo di aggiunta al gameplay del gioco, il quale, però, non risente del cambio di piattaforma nè dei due anni intercorsi: The Alliance Alive HD Remastered è un JRPG che fa della classicità e di un buon combat system i due principali marchi distintivi, con la possibilità di scegliere tra tre ruoli attivi per i membri del party, privilegiando, di combattimento in combattimento, l’attacco, la difesa o il supporto. La possibilità di velocizzare fino a quattro volte i combattimenti e di impostare una sorta di pilota automatico, che impiega le mosse maggiormente utilizzate per avere la meglio sui nemici, rende scorrevoli e leggere le fasi di esplorazione, impreziosite da una mappa di discrete dimensioni soprattutto in rapporto alle limitate capacità computazionali dell’allora console ospite.

Allora come oggi abbiamo gradito il fatto che il livello di sfida non sia dei più accomodanti, perché, con l’eccezione dei mostri già battuti, approdare in una nuova area della mappa comporta sempre un minimo di grinding per mettersi in pari con il livello dei nemici, così come affrontare i numerosi boss presenti nel mondo di gioco (alcuni dei quali opzionali) a cuor leggero significa rimediare delle belle batoste.

Torna anche l’inconsueto sistema di progressione visto in Final Fantasy II e in alcuni titoli della serie SaGa, con i personaggi che acquistano abilità e potenziamenti in maniera apparentemente randomica, non necessariamente in concomitanza con il passaggio di livello. Brandire una data arma aiuta a sviluppare skill specifiche per essa, oltre ad aumentare la competenza nel suo utilizzo: questa scelta di game design aiuta a scavare un fosso tra un personaggio e l’altro, differenziando in maniera significativa i personaggi così da renderli tutti unici, ampliando notevolmente il ventaglio tattico a disposizione del giocatore. Più che sulla quantità di combattimenti, allora, questo sistema punta forte sulla specializzazione di un dato personaggio con una data arma o con le arti magiche, velocizzando notevolmente le fasi di leveling e rendendo più snella la progressione lungo la trentina abbondante di ore necessarie a portare a termine la campagna principale. Chiudono il cerchio le cinque gilde presenti all’interno del gioco, affiliandosi alle quali si possono ricevere benefici di varia natura in battaglia, come danni ridotti e fuoco di supporto, ma anche durante l’esplorazione delle mappe di gioco, con la possibilità di vedere scorciatoie e tesori o di passare più facilmente inosservati ai nemici

Make up

Siamo rimasti soddisfatti solamente in parte dal lavoro di pulitura e di make up operato dal team di sviluppo: aldilà dell’ovio aumento di risoluzione e di un framerate stabilmente ancorato ai sessanta frame per secondo, c’è davvero poco altro di nota, con la totale assenza di contenuti inediti, la perdurante, e qui ancora più dolorosa, mancanza di doppiaggio e una cura non sempre impeccabile per tutti gli elementi di contorno, soprattutto in rapporto ai modelli dei personaggi principali, sui quali, invece, il lavoro svolto è stato di buona qualità. The Alliance Alive HD Remastered, in fin dei conti, si accontenta di riproporre in alta risoluzione quanto visto su 3DS due anni or sono, con texture ed asset in alta risoluzione a rimpiazzare quelli precedenti e menu più gradevoli alla vista e di più facile navigazione rispetto alla versione originaria. Inutile specificare, allora, che la versione probabilmente consigliata è quella per Nintendo Switch, perchè quella qui recensita, senza la possibilità di giocare su uno schermo portatile, ha sofferto un po’ il televisore della diagonale molto ampia utilizzato per il test. Si poteva fare molto di più da questo punto di vista, quindi, anche perché, come già sottolineato, il prezzo richiesto avrebbe trovato una giustificazione nell’aggiunta del doppiaggio, la cui assenza costringe a leggere lunghe linee di testo e toglie impatto emotivo a tutti i momenti topici della trama e, più in generale, alla narrazione nella sua interezza.

+ Buon sistema di combattimento
+ Rassicurante nella sua classicità
+ Ideale su Switch…
– Nessuna aggiunta significativa all’originale
– Prezzo troppo alto
– …meno su PS4

7.2

Se vi foste persi uno degli ultimi, buoni giochi di ruolo giapponesi a sbarcare su Nintendo 3DS, allora potreste fare un pensierino a The Alliance Alive HD Remastered, capace di portare sugli schermi delle console di attuale generazione quanto di buono c’era nel titolo originario.

Tutti gli altri (soprattutto chi lo avesse già giocato due anni fa) possono tranquillamente soprassedere, o quantomeno dare una possibilità al gioco in concomitanza con il primo calo di prezzo, perchè quello di lancio appare francamente eccessivo in relazione ai contenuti e alle scarse novità introdotte in questa versione.