Ci avviciniamo rapidamente al crepuscolo di quella che è stata la nona generazione di console. Sono trascorsi ormai cinque anni, e presto saranno sei, dal debutto che ha visto PlayStation 5 e Xbox Series X|S contendersi il dominio dei nostri salotti.
Un lustro nell'industria tecnologica equivale a tantissimo tempo e, inevitabilmente, gli sguardi di analisti, addetti ai lavori e appassionati sono già puntati oltre l'orizzonte, verso ciò che verrà.
E in questo scenario, contro ogni previsione, sembra essere Microsoft la prima a voler rimescolare le carte, preparando una mossa che potrebbe anticipare "la concorrenza" (anche se ormai sappiamo bene non sia più tale) in maniera importante. Mentre Sony si gode il successo consolidato di PlayStation 5, le voci su PlayStation 6 rimangono ancora sommesse, relegate a speculazioni a lungo termine.
Dal quartier generale di Redmond, invece, filtra un fermento diverso, più urgente. Le indiscrezioni, sempre più insistenti, non solo suggeriscono l'arrivo della prossima Xbox con largo anticipo rispetto alla rivale (si parla addirittura di un anno e mezzo, rievocando la storica finestra di lancio che vide Xbox 360 precedere PlayStation 3) ma descrivono una macchina che non sarà affatto un'evoluzione lineare della precedente.
Qualcosa di diverso
Non si tratterà di un semplice "salto" generazionale. Quella che Microsoft sta delineando sembra essere una vera e propria rifondazione filosofica, un tentativo radicale di ridefinire il concetto stesso di "console" domestica.
Non è un mistero che la generazione Series X|S non abbia raggiunto gli obiettivi prefissati. Nonostante la potenza bruta di Series X, in alcuni frangenti persino superiore a quella di PlayStation 5, la strategia hardware di Microsoft si è rivelata confusa e, a tratti, controproducente.
L'errore principale è stato forse il lancio di due modelli così divergenti: da un lato la potente Series X, dall'altro una Series S che, sebbene concettualmente interessante per il prezzo, si è dimostrata un collo di bottiglia tecnologico, un fardello per gli sviluppatori costretti a ottimizzare i titoli per un hardware molto inferiore.
A questo si è aggiunta una comunicazione sbagliata su tutti i fronti, culminata nella decisione, quasi improvvisa, di smantellare il concetto di esclusiva, portando le proprie IP su piattaforme concorrenti. Una mossa che ha disorientato la base installata e, di fatto, ha posto una ghigliottina sul valore percepito dell'hardware Xbox. Se i giochi sono disponibili ovunque, perché comprare la console?
È da queste ceneri, da questa ammissione di sconfitta sul piano della "console war" tradizionale, che nasce l'esigenza di un progetto che deve essere, per forza di cose, quasi rivoluzionario. Microsoft ha capito che non può vincere giocando la stessa partita di Sony. Deve cambiare le regole del gioco.
L'architrave di questa nuova filosofia non poggia più sul concetto di console tradizionale, bensì su una visione radicalmente diversa: un sistema ibrido, a cavallo tra il mondo PC e l'ecosistema console.
È fondamentale, tuttavia, sgombrare il campo da equivoci: non stiamo parlando di un semplice PC compatto da salotto con Windows preinstallato, un errore già commesso in passato da altri attori, come Valve con le sue sfortunate Steam Machine. La visione di Microsoft è più profonda e integrata.
Il suo obiettivo? Unificare due mondi finora paralleli. Da un lato, dovrà garantire la piena e trasparente retrocompatibilità con l'intera libreria digitale acquisita dagli utenti su Xbox, Xbox 360, Xbox One e Series X|S. Dall'altro, e qui risiede la vera rivoluzione, dovrà aprire le porte ai grandi store digitali del mondo PC, quali Steam, Epic Games Store e GOG.
Immaginiamo una macchina da salotto che, all'avvio, non solo ci propone il Microsoft Store e il Game Pass, ma ci permette di accedere, con la stessa facilità, alla nostra sterminata libreria di Steam.
Una piattaforma unica per governare l'intero panorama ludico digitale, indipendentemente dalla vetrina di acquisto. Microsoft ha già timidamente testato questo approccio con le interfacce sviluppate per le console portatili come la ROG Ally, ma l'integrazione nativa in una console domestica di prossima generazione rappresenterebbe un salto molto interessante.
I vantaggi per Microsoft
La domanda sorge spontanea: quale vantaggio trarrebbe Microsoft da una mossa che, di fatto, cannibalizza il proprio store digitale? La risposta, forse cinica ma pragmatica, risiede nell'attuale stato di salute dell'Xbox Store, i cui ricavi sono già oggi considerati deludenti.
Microsoft sembra pronta a sacrificare una percentuale di guadagni (già esigui) sull'altare di una strategia hardware completamente diversa.
Addio al modello razor-and-blades, che prevede la vendita delle console in perdita o in pareggio per poi monetizzare su software e servizi. La prossima Xbox sarà un prodotto premium, venduto fin dal giorno di lancio con un margine di profitto positivo. Le indiscrezioni parlano di un posizionamento di prezzo aggressivo, che si attesta tra i 1000 e i 1200 euro. Un prezzo da PC gaming di fascia media, non certamente da console.
In questo scenario, la macchina non verrebbe più venduta per accedere al Game Pass, ma il Game Pass (e l'apertura a Steam) diventerebbe l'argomento per vendere un hardware costoso. È un ribaltamento totale del modello di business.
Anche vendendo "solo" dieci milioni di unità (un numero che per una console tradizionale sarebbe un disastro, ma per un prodotto premium da 1200 euro sarebbe un trionfo finanziario) Microsoft potrebbe generare profitti hardware significativi, invertendo il segno negativo delle attuali divisioni gaming.
Questa apertura all'ecosistema PC comporterebbe conseguenze positive per noi consumatori. Prima fra tutte, la fine del gioco online a pagamento. Se la macchina è, a tutti gli effetti, un PC ibrido che esegue client PC, diventerebbe logicamente insostenibile chiedere un abbonamento per giocare online o per chattare con gli amici, servizi che su PC sono universalmente gratuiti.
Questo costringerebbe Microsoft a rivedere l'intera struttura del Game Pass, forse separando definitivamente l'accesso alla libreria di giochi (come il PC Game Pass) dal servizio Ultimate, che oggi include il multiplayer online.
Per giustificare un prezzo così elevato, la potenza dovrà essere indiscutibile. Microsoft sembra intenzionata a non ripetere l'errore di Series S, puntando tutto su una singola macchina flagship, estremamente performante.
Il cuore pulsante di questo mostro tecnologico sarà, secondo i leak, una APU custom, sviluppata in stretta collaborazione con AMD e nota con il nome in codice "Magnus".
Questo processore non sarà solo potente, ma dovrà compiere un piccolo miracolo ingegneristico: far coesistere in modo efficiente l'architettura chiusa e ottimizzata dei giochi console Xbox con l'ambiente aperto e variabile dei titoli PC.
La vera sfida per Microsoft sarà mantenere il vantaggio storico delle console: l'ottimizzazione. Il valore di una console non è mai stato solo il suo prezzo d'acquisto, ma la sua capacità di offrire prestazioni superiori rispetto a un PC di pari costo.
Se Microsoft riuscirà a vendere una macchina da 1200 euro capace di offrire prestazioni paragonabili a un PC da 1800 o 2000 euro, grazie a un'ottimizzazione hardware/software di basso livello, allora la scommessa potrebbe essere vinta.
L'obiettivo prestazionale è chiaro: abbandonare definitivamente i 30 fps, puntando a un target stabile di 4K (dinamici, sia ben chiaro) a 60 fps, con picchi fino a 120 fps, e integrando tutte le tecnologie più recenti come Ray Tracing avanzato e upscaling FSR di AMD.
Un ecosistema così aperto spalancherebbe le porte anche a un supporto periferiche totale. Mouse e tastiera, ovviamente, ma anche qualsiasi controller di terze parti e, forse, persino la realtà virtuale, un settore che Microsoft ha colpevolmente ignorato in ambito console.
Un controller nuovo di pacca e l'intelligenza artificiale
Infine, l'esperienza di gioco. Microsoft è consapevole che l'attuale controller Xbox, sebbene ancora un punto di riferimento per ergonomia, è tecnologicamente obsoleto se confrontato con le innovazioni aptiche del DualSense di Sony.
Per questo, è in sviluppo da un po' di tempo un pad completamente nuovo, nome in codice "Sebile". Ci si aspetta un controller che finalmente colmi questo divario, introducendo un feedback aptico avanzato e altre funzionalità moderne, pur mantenendo, si spera, quell'impugnatura che lo ha reso il preferito da milioni di giocatori, anche su PC.
Anche l'IA avrà un ruolo molto importante. Microsoft sta investendo tanto nell'intelligenza artificiale e non solo per quanto concerno Copilot, ma anche per altre caratteristiche che potrebbero essere il fulcro nel corso della prossima generazione di videogiochi.
Resta da definire la finestra di lancio di questa macchina. Le speculazioni più accreditate puntano a un periodo compreso tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027. Una tempistica che, se confermata, sarebbe tutt'altro che casuale.
Lanciarsi in quel periodo significherebbe arrivare sul mercato non solo in anticipo su PlayStation 6, ma anche in concomitanza con l'uscita di giochi come GTA 6. Inoltre, Microsoft potrebbe schierare una lineup di lancio composta da Halo, Fable, Gears of War e Forza Horizon 6, che pur uscendo su altre piattaforme, sarebbero comunque più "performanti" sulla nuova macchina Xbox, spingendo magari molta gente a valutare l'acquisto.
Immaginiamo lo scenario: fine 2026. PlayStation 5 Pro è sul mercato da un po', ma la prossima Xbox si presenta come la macchina più potente in assoluto, l'unica capace di far girare GTA 6 al massimo delle sue potenzialità in salotto, e in più offre l'intero catalogo Steam.
Sarebbe un argomento di vendita decisamente interessante, capace di intercettare non solo l'utenza console delusa, ma anche una fetta di PC gamer alla ricerca di una soluzione "plug-and-play" da salotto senza compromessi.
Naturalmente, i rischi sono enormi. Il market share di Xbox è ai minimi storici e convincere il pubblico a spendere oltre 1000 euro per un hardware da gioco, per di più da un'azienda con una storia recente di comunicazione fallimentare, è un'impresa che definirei titanica.
Valve ci provò con le Steam Machine e fallì miseramente. Ma Microsoft ha un vantaggio che Valve non aveva: un ecosistema console già esistente, un servizio in abbonamento (Game Pass) estremamente popolare e il controllo diretto sull'hardware e sul sistema operativo.
Siamo di fronte a un bivio. Se Microsoft riuscirà a comunicare con chiarezza questa visione, a mantenere le promesse di ottimizzazione e a giustificare il prezzo premium, potremmo assistere alla nascita di una nuova categoria di prodotti che unisce il meglio dei due mondi. Se dovesse fallire, potrebbe segnare il definitivo ritiro di Xbox dal mercato hardware.
La prossima Xbox non sarà una console per tutti. Sarà una scommessa per pochi, un prodotto di lusso per una nicchia di enthusiast che non accetta compromessi. Una macchina che abbandona la guerra delle vendite di massa per vincere quella, forse più importante nel lungo termine, dell'innovazione e della profittabilità. È una strategia audace, quasi disperata, ma innegabilmente affascinante.