Il 23 maggio sono stato al Teatro Lirico di Milano per il primo round mondiale della Gran Turismo World Series 2026, e la prima cosa che mi ha colpito non era sul palco: era in platea. Centinaia di persone che urlavano a ogni sorpasso con la stessa intensità con cui si tifa una finale di campionato. Una di quelle serate in cui ti dimentichi, dopo pochi giri, che stai guardando una competizione su un circuito digitale.
Presente anche Kazunori Yamauchi, il creatore di Gran Turismo, che ha premiato personalmente i vincitori. Una presenza che non è dettaglio secondario: dice qualcosa sul peso che Polyphony Digital attribuisce a questi eventi, sul fatto che la Gran Turismo World Series non è un torneo di contorno ma il cuore competitivo di un franchise che da trent'anni costruisce il proprio rapporto con il motorsport reale.
La serie è riconosciuta dalla FIA, la Fédération Internationale de l'Automobile, e questo non è folklore: è il dato che separa questo circuito dalla stragrande maggioranza degli ecosistemi esport esistenti.
Manufacturers Cup: Serrano e Kroll, 66 millesimi di storia
La prima gara ufficiale della giornata è stata la Manufacturers Cup, disputata sul Nürburgring nella variante endurance percorsa in senso opposto: già normalmente uno dei tracciati più impegnativi al mondo, in questa configurazione diventa qualcosa di ulteriore. Sei giri con obbligo di montare tutte e tre le mescole disponibili, dure, medie e soft: strategia come in una gara reale, non un dettaglio.
Dalle qualifiche emerge José Serrano su Porsche 911, seguito dai debuttanti Maximilian Kroll con la Ferrari 296 GT3 e dal polacco Mikolaj Sedziak su Nissan GT-R. La gara è stata, senza iperbole, bellissima. Serrano e Kroll si sono dati battaglia per tutti i sei giri, scambiandosi le posizioni sfruttando la scia lungo il Döttinger Höhe e neutralizzandosi a vicenda nel misto.
A poche curve dal traguardo Serrano ha risposto all'attacco di Kroll con la lucidità di chi sa chiudere la traiettoria al momento giusto. Distacco finale: 66 millesimi. Per il podio completo, Jack Balding su Mercedes-AMG terzo.
Sessantasei millesimi di secondo. Qualcuno, in platea, stava ancora urlando quando è comparso il tabellone dei tempi.
Nations Cup: il dramma di Valerio Gallo e il trionfo di Urra
La Nations Cup ha avuto un protagonista italiano che merita di essere raccontato per intero, non solo per come è finita. Valerio Gallo, campione mondiale 2021 e pilota romano, è stato accolto dal pubblico del Teatro Lirico come si accoglie un calciatore prima di una finale. Un abbraccio genuino, non costruito, che dice molto sullo stato della community italiana di Gran Turismo.
Il formato della Nations Cup ha avuto una particolarità degna di nota: la griglia di partenza per la finale è stata determinata da una gara su auto d'epoca, costruite prima degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta del secolo scorso. Una formula originale, quasi ironica nel contesto, che ha prodotto comunque una qualifica seria.
Gallo si è assicurato la quarta posizione per la finale, disputata su 27 giri dell'Autodromo Nazionale di Monza con la Red Bull X2019, il prototipo progettato da Adrian Newey esclusivamente per Gran Turismo: un'auto che non esiste nel mondo fisico, costruita da uno degli ingegneri più importanti della storia della Formula 1 per abitare soltanto in quello digitale.
Pol Urra ha azzeccato una partenza perfetta e non ha più lasciato la prima posizione. Alle sue spalle, per quasi tutti i 27 giri, Gallo e Takuma Miyazono si sono contesi la terza piazza in una battaglia serrata, mentre Serrano risaliva dalla sesta posizione fino al secondo posto dopo l'ultimo giro di pit stop.
Poi, negli ultimi due giri, il dramma: Gallo, in rimonta su Serrano, incassa prima una penalità per track limits alla Roggia e poi un testacoda all'uscita della seconda di Lesmo. Dal podio virtuale al nono posto finale. Il tipo di epilogo che nel motorsport, virtuale o reale, non ha bisogno di commenti. Podio: Pol Urra primo, José Serrano secondo, Takuma Miyazono terzo.
Il simracing merita più attenzione. Sul serio.
Posso dirlo con la voce di chi era in sala: i biglietti per questo evento sono andati esauriti in pochissimo tempo, il pubblico era gremito e appassionato, e le gare che ho visto a Milano erano più avvincenti di buona parte delle gare su circuiti fisici degli ultimi anni.
Non lo dico per dire, potete starne certi. La strategia gomme, i duelli ruota a ruota, gli errori che costano tutto a due giri dal traguardo: sono gli stessi elementi che rendono il motorsport tradizionale avvincente, compressi in un formato che il pubblico capisce immediatamente.
Il prossimo appuntamento sarà a Tokyo il 15 agosto. I punti conquistati a Milano da Urra e Serrano pesano già sulla corsa al titolo stagionale. Per Valerio Gallo, il conto con la World Series 2026 resta aperto.