SpazioGames Logo
Vai a Cultura POP
  • News
    News Recensioni Anteprime Rubriche Speciali Guide Prossime Uscite
  • Recensioni
    • Recensione Legacy of Kain Defiance Remastered, la moneta cade di taglio Legacy of Kain: Defiance...
      PS5 , XSX , PC
      7.9
    • Recensione Pokémon Pokopia, lo spin-off che non sapevamo di volere Pokémon Pokopia
      SWITCH2
      9.0
    • Come gira Resident Evil Requiem su PC? Resident Evil Requiem
      PC
    • Recensione Tales of Berseria Remastered, merita una seconda chance? Tales of Berseria Remast...
      7.8
    • Com'è Resident Evil Requiem su Nintendo Switch 2? Resident Evil Requiem Ni...
      SWITCH2
    Mostra tutti i giochi Mostra tutti i prodotti
  • Originals
  • Quiz
  • Forum
  • Social
      Youtube Facebook Twitter Threads Tiktok Twitch Instagram Telegram Feed
Vai a Cultura POP
Accedi a Xenforo

Perché Dynasty Warriors Origins cambia tutto? Ce lo spiega chi lo ha creato

Abbiamo fatto una chiacchierata con Omega Force sulle grandi novità di Dynasty Warriors Origins: ecco la nostra intervista.

Advertisement

Perché Dynasty Warriors Origins cambia tutto? Ce lo spiega chi lo ha creato
Avatar di Marino Puntorieri

a cura di Marino Puntorieri

Editor @SpazioGames

Pubblicato il 15/01/2025 alle 13:01
Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

Dynasty Warriors è sicuramente un brand ricco di fascino, con il merito di aver dato linfa a un genere – ovvero quello dei musou – apprezzato da una nicchia molto solida di videogiocatori. Parliamo di progetti che dal 1997 ad oggi sono riusciti, nonostante limiti più o meno evidenti, ad entrare nei cuori degli appassionati e creare con loro una certa fidelizzazione.

Un risultato tutt’altro che scontato, che premia l'impegno profuso dal team di sviluppo nei confronti della sua opera ma anche dei suoi fan – ormai legati indissolubilmente a quelle vicende della Cina dei Tre Regni.

A ridosso dall’uscita del prossimo Dynasty Warriors Origins, capitolo che ci ha già sorpreso durante il nostro corposo provato in anteprima (e mentre è in arrivo la nostra recensione definitiva), abbiamo avuto l’occasione di fare una chiacchierata con una figura del calibro di Tomohiko Sho, producer di quest’ultimo capitolo e capo della stessa Omega Force Studio. La nostra missione? Scoprire qualcosa di più sulle genesi e le idee dietro Origins.

Le origini del cambiamento

Abbiamo deciso di cominciare questo scambio domanda-risposta incuriositi dal titolo stesso del gioco, chiedendo quale fosse la motivazione dietro la scelta del team di focalizzarsi su un evidente ritorno alle origini. Scelta che a nostro parere è un vero e proprio cambio di rotta rispetto al precedente Dynasty Warriors 9 e il suo approccio open world – che aveva condotto peraltro a un risultato finale che ricordiamo essere stato un po’ al di sotto delle aspettative.

«Ci viene fatta spesso questa domanda ma, quando abbiamo iniziato a sviluppare Dynasty Warriors Origins non era minimamente nostra intenzione 'resettare' quello che era stato fatto con il nono capitolo. Abbiamo deciso di concentrarci fin da subito sul gameplay. Per il tipo di esperienza e di coinvolgimento che cercavamo abbiamo pensato fosse meglio, per questa volta, accantonare l’idea del mondo di gioco aperto». 

Effettivamente, quando abbiamo giocato al predecessore la sensazione evidente è stata proprio quella di trovarsi davanti a un progetto forse troppo ambizioso per le risorse al tempo disponibili, troppo dispersivo nonostante le premesse interessantissime.

Proprio focalizzarsi sul gameplay del singolo guerriero impavido contro mille uomini, stratificandolo ulteriormente, può essere il giusto tassello da sistemare alla base di una nuova visione per l'intero brand. Chissà, magari poi con l'ambizione di tornare, in futuro, a un open world, o a più macro-aree completamente esplorabili.

Immagine id 23549
Ci attendono un po' di incontri con personaggi da ricordare.

Raccontare la battaglia

Un ulteriore aspetto sulla quale è stato posto l’accento per Dynasty Warriors Origins è ovviamente il comparto narrativo che pone al centro un nuovo e unico protagonista.

Si tratta di un misterioso guerriero obbligato a recuperare i propri ricordi tra una battaglia e l'altra, interagendo a modo suo con combattenti e generali che in quel periodo hanno lasciato un segno indelebile per la propria grandezza. Proprio per questo non potevamo non domandarci il motivo di questa scelta e se ci fosse il rischio che l’utente potesse essere quasi messo in disparte: in che modo il nostro alter ego, affetto da una amnesia da manuale, può essere memorabile, in mezzo a una schiera così venerabile di personaggi leggendari?

In realtà, Tomohiko Sho ha subito voluto chiarire come la scelta per questa tipologia di protagonista sia stata lunga e complessa, ed è stata ritenuta essere la soluzione migliore per trasmettere il fascino del Romanzo dei Tre Regni ai fan di vecchia data, senza porre limiti a chi volesse approcciarsi al brand per la prima volta.

«Abbiamo deciso fin dall'inizio che il protagonista sarebbe stato un personaggio affetto da amnesia, in Dynasty Warriors Origins», ci spiega l'autore. «C'è voluto un po', però, per decidere il modo migliore di rendere uniche la sua personalità e la sua storia, in modo tale da poter trasmettere il fascino dei Tre Regni in modo chiaro».

Guarda su

Il motivo è presto detto, dato che «uno degli elementi di maggior fascino dei Tre Regni è rappresentato proprio dagli eroi che appaiono nella storia e, via via che il protagonista si lega a loro e li conosce meglio, riguadagna i suoi ricordi. E, in questo, anche i suoi sentimenti e le sue emozioni cambieranno» ci anticipa Sho, quando gli domandiamo se non ci sia la paura di un personaggio che finisce per essere solo un "veicolo" per condurci nelle diverse battaglie.

«In ogni caso sei tu, il giocatore, a decidere a chi e a quali forze fare affidamento. Speriamo che i giocatori si godranno i cambiamenti nelle loro decisioni e nelle loro sensazioni!».

Il capo di Omega Force studio ha insomma ribadito che il protagonista può sviluppare la propria personalità a seconda dei legami che sceglie di andare a costruire con i condottieri delle principali fazioni in gioco. Quindi, in sostanza, ciò legherà indissolubilmente l’utente, con le sue scelte fatte pad alla mano, al protagonista, con l’intento di creare una certa empatia tra i personaggi coinvolti.

Ovviamente per fare ciò non si potevano avere altre distrazioni, come modalità online di alcun tipo: tutti gli sforzi erano mirati alla storia e al gameplay plasmato sull'esperienza di un singolo utente.

Come ci è stato spiegato:

«Un’esperienza così tanto focalizzata sulla storia, tra intrighi e ribaltamenti di fronte di ogni sorta da vivere di capitolo in capitolo, non poteva poi permettersi distrazioni su modalità online di alcun genere. Infatti, Dynasty Warriors Origins è un’esperienza da vivere in solitaria, ma l’intento è quello di gettare le basi per un nuovo futuro ancora più ambizioso. 

Sin da Dynasty Warriors 3 la proposizione di una modalità cooperativa è sempre stata una sfida accolta da tutto il team con estremo piacere, per questo se avremo l’opportunità in futuro di creare un sequel di Dynasty Warriors Origins faremo tutto il possibile per includere una coop online all’altezza».

Quest'ultima affermazione ha destato in noi molto più di un semplice interesse: potrebbe essere un piccolo sogno che si avvera, ricordando gli esperimento simili del passato, dove finalmente potremmo giocare le battaglie insieme ad altri amici, ma con un gameplay finalmente più rifinito.

Immagine id 25043
Tomohiko Sho è un'icona per gli appassionati del genere musou e gli amanti di Dynasty Warriors.

Battaglie e gusti personali

A questo punto abbiamo deciso di concentrarci proprio sul gameplay del nuovo progetto di Omega Force e su una delle novità più apprezzate fin dall’annuncio, ovvero le battaglie su larga scala e i risvolti  da vivere direttamente su schermo. Non potevamo esimerci dal chiedere quali siano state le sfide nell’implementazione di un elemento così unico e fresco, tra rischi nel bilanciamento generale e la necessità di attirare nuovi utenti senza tradire i fan di vecchia data.

Tomohiko Sho ha quindi ammesso che non è stato per nulla semplice riuscire a far funzionare gli scontri tra eserciti così grandi e variegati nelle formazioni. Soprattutto nelle prime fasi dello sviluppo, gli autori si erano accorti di come il semplice lasciare i numerosi commilitoni a combattere a viso aperto – con il giocatore che aveva invece piena libertà di movimento nel concatenare mosse ad ampio raggio di ogni sorta – non sarebbe bastato a creare un vero senso di coinvolgimento.

Dopo svariati tentativi, il team è riuscito ad implementare secondo i propri criteri i vari elementi più tattici, alternandoli sapientemente a quelli più frenetici, per obbligare il giocatore ad essere il più astuto possibile e a non gettarsi solo a testa bassa contro il nemico come in passato.

«È stato molto complicato integrare delle battaglie tra grossi eserciti, insieme alle azioni del personaggio principale e del giocatore, negli scontri. Nelle prime fasi di sviluppo, vedere semplicemente grossi distaccamenti combattere gli uni contro gli altri non dava una sensazione realistica del campo di battaglia», ricorda Sho, «né rendeva il gioco più interessante. Abbiamo dovuto trovare un modo per creare un'azione interessante e avere elementi tattici in battaglie così grandi. E, anche se è stato un processo fumoso, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo per trial and error».

A forza di reiterare, provare e cambiare, il team ha insomma raggiunto il risultato che sperava. Tutto ciò non può che farci pensare, soprattutto a fronte di ciò che è stato riscontrato fin dalla demo di Dynasty Warriors Origins, che gli sviluppatori abbiano dimostrato grande tenacia, nel tentativo di inseguire (e soprattutto di realizzare) la visione che si erano imposti. Nonostante il rischio che si crei un certo e confusionario caos sia sempre dietro l’angolo, il livello di coinvolgimento durante questi scontri campali è incredibilmente alto.

Immagine id 23552
Trovare un equilibrio tra gli elementi tattici, il bilanciamento e scontri di massa non è stato per nulla banale, ci spiega l'autore.

Parliamo di un aspetto rimarcato a più riprese dalle parole dello sviluppatore tanto sul piano emotivo quanto su quello tattico; ci si concentra su determinati obiettivi rispetto ad altri non solo per il proprio tornaconto, ma per aiutare durante la missione l’esercito alleato che stiamo effettivamente supportando: un elemento che in passato era tutt’altro che scontato.

Preferenze personali

A questo punto, in attesa della recensione più completa su tutti gli aspetti che coinvolgono Dynasty Warriors Origins, abbiamo deciso di lanciarci in un’ultima domanda più personale per chiudere l’intervista con un pizzico di curiosità: abbiamo chiesto al veterano della saga quali fossero la sua fazione e il suo personaggio preferiti nell’intera serie, e se questa preferenza valesse anche nel nuovo capitolo.

Inizialmente Sho, forse sorpreso in positivo dalla domanda sollevata, ha iniziato a rispondere senza scomporsi e mantenendo un certo equilibrio, specificando come adori allo stesso modo tutti i casati e i guerrieri presenti nella saga perché tutti dotati di un proprio e caratteristico fascino.

Dopo qualche parole, però, è riuscito anche ad aprirsi un po’ di più e sbilanciarsi in merito:

«… se dovessi dire un nome in particolare per il personaggio preferito, quello sarebbe sicuramente Zhuge Liang!»

Parliamo dell’incredibile stratega che si unisce al clan degli Shu capitanato da Liu Bei e che ha giocato un ruolo fondamentale, con le sue innovative tattiche di guerra, nel cambiamento dei vari assetti geopolitici della Cina dei Tre Regni.

«Mi piacciono il suo incredibile intelletto ed il suo modo di vedere la vita fin da quando è stato descritto con minuzia ne Il Romanzo dei Tre Regni.

Comunque, io sono un game designer professionista, quindi non devo mica portare i miei sentimenti personali nello sviluppo di un gioco!».

Vi ricordiamo che Dynasty Warriors Origins è in uscita il 17 gennaio su PC, PS5 e Xbox Series X|S e ringraziamo Koei Tecmo e Tomohiko Sho per l'intervista.

Le notizie più lette

#1
7 giochi che potrebbero battere GTA 6 al GOTY 2026
3

Speciali

7 giochi che potrebbero battere GTA 6 al GOTY 2026

#2
Il papà di God of War boccia Kratos e Atreus
4

News

Il papà di God of War boccia Kratos e Atreus

#3
Recensione Pokémon Pokopia, lo spin-off che non sapevamo di volere

Recensione

Recensione Pokémon Pokopia, lo spin-off che non sapevamo di volere

#4
Xbox, il nuovo CEO cambia rotta col marketing

News

Xbox, il nuovo CEO cambia rotta col marketing

#5
God of War, il prossimo capitolo potrebbe avere una protagonista d'eccezione
6

News

God of War, il prossimo capitolo potrebbe avere una protagonista d'eccezione

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca cerchi

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione
PlayStation Plus, disponibili i giochi gratis di marzo 2026
1

News

PlayStation Plus, disponibili i giochi gratis di marzo 2026

Di Marcello Paolillo
Un presunto leak di GTA 6 mostra un filmato dimenticato da anni

News

Un presunto leak di GTA 6 mostra un filmato dimenticato da anni

Di Marcello Paolillo
Recensione Legacy of Kain Defiance Remastered, la moneta cade di taglio
3

Recensione

Recensione Legacy of Kain Defiance Remastered, la moneta cade di taglio

Di Marcello Paolillo
Scopri le 10 curiosità sulla prima PlayStation

News

Scopri le 10 curiosità sulla prima PlayStation

Di Marcello Paolillo
Due giochi gratis arrivano oggi su Xbox Game Pass

News

Due giochi gratis arrivano oggi su Xbox Game Pass

Di Antonello Buzzi
Advertisement

Advertisement

Advertisement

Footer
SpazioGames Logo

Tutto sul mondo dei videogiochi. Troverai tantissime anteprime, recensioni, notizie dei giochi per tutte le console, PC, iPhone e Android.

 
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • RSS
  • Collabora con noi
Legale
  • Privacy
  • Cookie
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • Data4Biz
  • SosHomeGarden
  • Aibay
  • Coinlabs

SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907. Direttore: Andrea Ferrario.

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 • REA: MI - 1729249 • Capitale Sociale - 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.