South Park: Il Bastone della Verità, la recensione per Nintendo Switch

RECENSIONE
A cura di Marcello Paolillo - 30 Settembre 2018 - 23:20

Quando South Park: Il Bastone della Verità uscì originariamente sugli scaffali dei negozi, nell’ormai lontano 2014, furono in molti a rimanere piacevolmente colpiti da quel gioco di ruolo made in Ubisoft, grazie a una cura maniacale nel replicare l’atmosfera fuori di testa e decisamente poco politically correct vista nella serie televisiva omonima di Trey Parker e Matt Stone (la storia riprendeva le vicende viste nella trilogia di episodi Black Friday, A Song of Ass and Fire e Titties and Dragons), oltre al fatto che dietro al gioco vi era un team di sviluppo che non aveva sicuramente bisogno di presentazioni (vale a dire Obsidian Entertainment). Ora, dopo 4 anni, un sequel (South Park: Scontri Di-retti) e una generazione in più sul groppone, Il Bastone della Verità ha deciso di approdare sull’unica console che non ne ha beneficiato in precedenza, ma che per ironia della sorte ha già ricevuto il seguito di(-)retto, ossia Nintendo Switch. E, come si dice in questi casi: meglio tardi che mai.

Vado giù a South Park, vado a divertirmi alla grande

Disponibile da ora sulla piattaforma ibrida di Nintendo, nel solo formato digitale scaricabile attraverso il consueto eShop, South Park: Il Bastone della Verità è esattamente il gioco che ricordavamo essere: sfrontato, divertente, ma con alcune cose fuori posto che oggi come ieri gli impediscono di entrare nell’Olimpo dei grandi classici. La trama (supervisionata dagli stessi autori della serie originale) è interamente incentrata sul leggendario “Bastone della Verità”, un ramoscello raccolto da Eric Cartman dopo una brutale console war nella serie a cartoni omonima. Ma la guerra non è finita: molto presto il protagonista (un ragazzino appena giunto in città e soprannominato Coglionazzo) verrà letteralmente catapultato nel bel mezzo della guerra tra il regno dei cavalieri medievali di Cartman e gli elfi oscuri guidati da Kyle Broflovski. Il furto del Bastone della Verità sarà infatti solo l’inizio di un delirio lungo all’incirca 15 ore, ossia il tempo necessario per giungere ai titoli di coda.

Il gioco è esattamente come lo ricordavamo: impostato in un’ottica bidimensionale atta a ricalcare la serie originale, Il Bastone della Verità è impostato come un vero e proprio gioco di ruolo “dal vivo”, coi piccoli e irriverenti protagonisti in grado di affrontare la loro avventura tra le vie e i quartieri della città re-immaginati come fossero il campo di battaglia di uno scontro fantasy senza esclusione di colpi. Ed è così che buste di patatine diventeranno magiche pozioni in grado di ripristinare l’energia, gattini trasformarsi in inquietanti nazisti zombie e alieni con il vizietto delle sonde anali. Insomma, è puro South Park al cento per cento, al netto di qualche censura qua e là, che non intaccherà in alcun modo il feeling assolutamente politically in>correct. E in questo, il titolo Obsidian è tanto affascinante oggi come ieri.

Punto di forza, anche relativamente a quest’ultima edizione per Nintendo Switch, è l’intera ossatura ludica, che in ottica RPG ha ancora molto da dire, nonostante gli anni di distanza dall’uscita originale del titolo. South Park: Il Bastone della Verità propone infatti quest principali e missioni secondarie, alternando combattimenti casuali a tutto spiano a intere zone in cui è impossibile incontrare anche un solo avversario. I nemici saranno in ogni caso ben visibili sul campo di battaglia, ragion per cui potremo scegliere se attaccarli oppure no (sempre che non siano loro a farlo per primi). I combattimenti a turni affiancheranno il nostro prode Coglionazzo a Kyle, Stan, Cartman, Kenny, Jimmy e Butters, ognuno dei quali in grado di incarnare una classe prescelta (guerriero, mago, ladro o… ebreo). Potremo utilizzare armi per il corpo a corpo, a distanza, oppure utilizzare le consuete magie (o sarebbe meglio parlare di letali puzzette) condite da attacchi speciali di ogni genere (i quali consumeranno i consueti punti potenza). Nulla che un paio di Joy-Con non possano controllare.

Vado giù a South Park, voglio vedere se riesco a rilassarmi

Importante sottolineare come Ubisoft abbia mantenuto lo stesso grado di difficoltà visto nelle precedenti versioni del gioco: nulla di proibitivo, sia chiaro, ma ogni duello coi vari avversari ci terrà spesso sulle spine sino all’ultimo peto… ehm, colpo. Gradevoli puzzle ambientali, spesso e volentieri conditi della consueta volgarità senza peli sulla lingua (o sulle chiappe) di Parker e Stone, chiudono un discorso legato al gameplay buono, ma che forse risente un po’ troppo sul groppone il peso degli anni (qualche novità inclusa per l’occasione forse non avrebbe guastato… anzi, togliete pure il forse).Parlando infine di performance tecniche, la versione Switch ci è parsa identica in tutto e per tutto alla controparte old e current gen. Unico neo, nel caso decideste di giocare il titolo in modalità portatile, la grandezza davvero microscopica dei sottotitoli, la quale vi farà perdere diverse diottrie. Caso diametralmente opposto se decideste di giocare Il Bastone della Verità ben distesi sul vostro divano, considerando anche che dal punto di vista grafico il porting messo in atto da Ubisoft è davvero inattaccabile, senza rallentamenti o intoppi di alcun genere. Dopotutto, già con il precedente (o sarebbe meglio parlare di seguente) Scontri Di-retti, avevano dimostrato che la piattaforma ibrida di Nintendo non ha alcun problema a far girare un titolo graficamente non troppo pretenzioso (badate bene, non abbiamo detto brutto, che è ben diverso).

+ È South Park.
+ Impegnativo al punto giusto.
+ Sistema di gioco rodato e funzionale...
- ... ma che risente un po' dei quattro anni dall'uscita originale.
- In modalità handheld armatevi di un bel paio di occhiali per i sottotitoli.

7.9

Oggi come ieri, South Park: Il Bastone della Verità su Nintendo Switch è un gioco piacevole, ma che risente un po’ del peso del tempo. Non brutto, né tantomeno un gioco di ruolo poco riuscito (senza contare che gli irriverenti personaggi creati da Trey Parker e Matt Stone sono una garanzia di qualità). Il problema è uno ed uno soltanto: essendo uscito in epoca non sospetta e avendo Switch ricevuto da tempo il sequel, suona piuttosto strana la scelta di Ubisoft di rilasciare il primo capitolo in maniera così inaspettata (sarebbe stato forse più saggio rilasciare entrambi gli episodi in un colpo solo). Poco male, in ogni caso: chiunque si fosse perso “il Bastone” all’epoca, ora non ha più scuse per giocarselo per bene una volta per tutte. Sempre che Cartman non decida di sganciarvi un peto in faccia.




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