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Relicta | Recensione – Gli opposti si attraggono

Relicta, il nuovo titolo di casa Mighty Polygon è pronto a portarci su un satellite diverso dal quel che conosciamo

“Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità”.
La luna è il sogno dell’uomo dall’alba dei tempi: scienziati, ingegneri e fisici sono da sempre alla ricerca di un modo per conquistarla. Non è raro vedere tale argomento in ambito videoludico, dove la realtà supera l’immaginazione e dove le leggi della fisica possono essere manipolate al fine di creare qualcosa di sbalorditivo. Tanti sono i giochi che hanno cercato di fare di tale argomento il fulcro delle proprie narrazioni e Relicta non è da meno. Una luna diversa, non arida e spoglia, ma ricca di biomi e impianti di ricerca.

Relicta

Piattaforma:
PC, PS4, STADIA, XONE
Genere:
puzzle-game
Data di uscita:
Sviluppatore:
Mighty Polygon
Distributore:
Koch Media

L’ultima fatica di casa Mighty Polygon è un puzzle game in prima persona che tra gravità e magnetismo ci porta alla scoperta di un satellite diverso da come lo conosciamo. Senza alcun aiuto dovremo venire a capo di enigmi sempre più complessi, in grado di tenerci incollati allo schermo per ore. I rompicapo che ci vengono sottoposti sono sempre più complessi e non basterà un semplice colpo d’occhio per portarli a termine. Pronti per addentrarvi in questa nuova avventura? Andiamo subito a scoprire di cosa stiamo parlando.

Relicta mostra una luna un po’ diversa da quella che conosciamo

Ci troviamo nel XXII secolo e la luna non è più soltanto un mero sogno; finalmente l’uomo è stato in grado di conquistarla e renderla sede di ricerche. Non troviamo un ambiente inospitale, pieno di crateri e nulla di più, bensì la sede della Base Chandra, un immenso laboratorio di ricerca e avamposto dell’umanità. Nella base segreta vanno avanti interessanti esperimenti che ricollegano fisica e chimica in un binomio decisamente invitante.

Ciò che la Aegir Labs è riuscita a creare è un mondo ospitale, molto simile all’ambiente terreste, ricco di differenti biomi: dal deserto più caldo alle distese innevate, dalle zone più rocciose ai boschi più fitti. Ambientazioni varie, ricche e ben curate saranno la base delle aree di Relicta.

Siamo dunque circondati da piante, fiori e ambienti tecnologici, ma qualcosa sta per cambiare. Le vicende che ci vengono narrate hanno inizio circa due anni prima dell’incipit iniziale. Siamo sulla base Chandra nei panni della dottoressa Angelica Patel. La base è ricca e rigogliosa e gli esperimenti sulla gravitazione stanno procedendo nel migliore dei modi. Patel indossa dei guanti che le consentono di modificare la polarità e la gravita di alcuni oggetti inanimati. La combinazione delle polarità permette agli stessi di muoversi e agire in sincronia per poter avanzare nella sperimentazione.

La dottoressa sta terminando i preparativi per l’arrivo di Kira, sua figlia, anch’ella pronta a completare il suo percorso lavorativo sulla base lunare. Qualcosa, però, sembra andare storto: una misteriosa creatura è apparsa nella base e la vita di tutti sembra essere in serio pericolo.

Gli opposti si attraggono

Nonostante le ricerche scientifiche sui biomi e la creazione di ambienti ospitali siano le fondamenta dell’ambientazione, in realtà sono fisica e magnetismo i veri padroni del gameplay di Relicta. Sin dai primi istanti di gioco, infatti, veniamo a conoscenza della creazione di alcuni guanti in grado di manipolare elettronicamente e gravitazionalmente determinati artefatti. Tali “guanti gravità” saranno i veri protagonisti del nostro gameplay.

Proseguendo nella narrazione, infatti, ci troveremo a passare da un ambiente all’altro tramite alcune porte colorate: alcune limiteranno completamente l’accesso allo scenario successivo, altre, invece, permetteranno il passaggio della dottoressa, ma non delle casse da usare per risolvere i puzzle, altre ancora consentiranno di essere attraversate in una sola direzione. Per poterle aprire dovremo combinare gravità e magnetismo al fine di trasportare gli artefatti sulle piattaforme dedicate. Una volta posizionate tutte le casse sugli interruttori, il passaggio si aprirà e potremo passare alla stanza successiva.

Più semplice a dirsi che a farsi

Il gameplay appena descritto sembra semplice, eppure non lo è affatto. Ogni area, infatti, ci mostrerà un enigma da risolvere prima di riuscire a posizionare ogni cassa correttamente. Anzitutto gli artefatti potranno essere neutri, positivi o negativi, soggetti a gravità e non. Per decidere magnetismo e gravità di ogni box dovremo fare semplicemente uso dei guanti in dotazione: click destro o sinistro per la polarità, rotella per la gravità.

Perché dovremmo manipolare il magnetismo? Perché, in Relicta, la combinazione delle polarità ci consentirà di attrarre le casse e respingerle, abilitando quindi lo spostamento verso punti focali.
Facili a dirsi, un po’ meno a farsi; in alcuni livelli, infatti, dovremo creare delle combinazioni studiate al millimetro. Una concatenazione di eventi e cambiamenti che dovrà essere studiata con cura e poi realizzata minuziosamente: basterà un click mancato e dovremo ripetere l’area da capo.

In Relicta ognuno sceglie la sua strada

Quello che Relicta offre è un gameplay molto ricco e ben strutturato. Le aree di gioco sono sempre condite di enigmi differenti e nuovi, per nulla scontati e sempre intriganti. I puzzle metteranno forse a dura prova la nostra pazienza, eppure ci daranno grosse soddisfazioni una volta risolti. Dovremo porre attenzione a ogni dettaglio e essere pronti a cliccare nel momento più opportuno. Nulla dovrà essere lasciato al caso.

Dopo una serie di primi livelli utili a capire le dinamiche di gioco, ci si paleseranno davanti aree sempre più ricche e complesse. Quello che piace è proprio la cura con cui vengono identificate tutte le diverse ambientazioni, senza risultare mai troppo scontate.

Gli amanti delle sfide troveranno in Relicta pane per i propri denti. Saranno un po’ meno contenti gli amanti dei puzzle game più “vecchia scuola” che potrebbero infastidirsi nel vedere distruggersi i propri tentativi semplicemente per aver mancato il corretto tempismo.

Il gameplay, così strutturato, permetterà a ognuno di godersi il titolo come meglio crede. Durante il corso della narrazione, infatti, non solo dovremo risolvere i puzzle, ma anche scoprire quello che si cela dietro i misteri della base Chandra. Man mano che andremo avanti raccoglieremo file che ci mostreranno il quadro completo della storia che, purtroppo, non si sviluppa esattamente con l’enfasi desiderata.

Sebbene, infatti, le premesse siano interessanti, il suo snodarsi ci lascia un po’ titubanti. Non che la narrazione sia di per sé poco sviluppata, ma il modo con cui viene esposta non è poi così coinvolgente. A concorrere in questo senso sono i dialoghi non molto invitati e poco corposi e i documenti, che avrebbero potuto essere gestiti in maniera leggermente differente. Al momento, inoltre, non è presente una traduzione italiana per i dialoghi, sebbene tutti i documenti siano tradotti e sia possibile inserire i sottotitoli.

Se volete spolpare i puzzle di Relicta su PC, come fatto dalla nostra Giulia, vi raccomandiamo di dotarvi di un ottimo e preciso mouse da gaming.

+ Ottime ambientazioni
+ Enigmi variegati e per nulla scontati
+ Ampie opportunità di gioco
– Narrazione non a livello del gameplay
– Non adatti agli impazienti

7.8

Relicta è un ottimo puzzle game che lascia un po’ l’amaro in bocca. Il titolo è stato sviluppato splendidamente per quel concerne gameplay e ambientazioni. I paesaggi sono molto curati e belli da vedere, il colpo d’occhio è davvero ammirevole – anche se gli ambienti interni non sembrano essere realizzati con la medesima cura. Un peccato, visto che sarebbero bastati pochi e semplici dettagli per rendere l’intera area di gioco un piacere per gli occhi.

Ottimo anche dal punto di vista del gameplay, Relicta è un titolo che si lascia apprezzare da chi ama le sfide ed è molto paziente. Gli enigmi offerti sono sempre molto ricchi, vari e per nulla scontati: servirà diverso ingegno per portali a compimento. Quello che potrebbe non convincere gli amanti dei puzzle game vecchio stampo sono, invece, le dinamiche di gioco. Dover combinare magnetismo e gravità con precisione millimetrica potrebbe stancare coloro che preferiscono i rompicapo più statici.

Nota dolente il comparto narrativo che, in più occasioni, sembra lasciato un po’ sullo sfondo. Per quanto la storia si sviluppi e i segreti vengano man mano resi noti, dialoghi, documenti e registrazioni non sono per nulla coinvolgenti come ci saremmo aspettati. Manca forse quella nota di corposità che avrebbe reso l’intero sviluppo molto più intrigante. Un gioco con dell’ottimo potenziale: non un capolavoro, ma un titolo assolutamente degno di essere portato a termine.