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Pro
- Modifiche migliorative al ritmo e alla parte iniziale.
- Dark Ties è un gioco a sé.
- Minigiochi e contenuti opzionali ben realizzati.
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Contro
- L'intreccio rimane uno dei meno riusciti della serie.
- Alcune animazioni provengono dall'era PS3.
Il Verdetto di SpazioGames
Per quanto ci riguarda, questa è la versione definitiva del titolo, e sicuramente quella che consiglieremmo a chi si avvicinasse per la prima volta alla serie. Adesso speriamo che questa stessa cura sia riposta nella realizzazione degli inevitabili remake del quarto e del quinto capitolo.
Da molti (compreso chi vi scrive) considerato il capitolo più debole della serie principale di Yakuza, Yakuza 3 rappresenta comunque uno snodo fondamentale, a livello narrativo, nelle vicende di Kazuma Kiryu e del clan Tojo, in una storia senza fine che, stando agli ultimi episodi della serie, sembra si stia avviando alla sua conclusione.
Oggi sono qui a parlarvi dell'operazione di remake che il Ryu Ga Gotoku Studio ha dedicato alla terza avventura di Kiryu, necessaria, da un lato, per rendere il gioco maggiormente digeribile per il videogiocatore moderno.
Ma, dall'altro, appare anche decisamente controversa dal punto di vista dei contenuti e delle modifiche apportate dal nuovo team di sviluppo.
Vediamo quindi insieme cosa funziona e cosa meno nella recensione di Yakuza 3 & Dark Ties che trovate poco sotto.
Once a yakuza, always a yakuza
Originariamente pubblicato su PlayStation 3 nel 2009 (2010 in occidente), Yakuza 3 rappresenta l'anello più intimista e melodrammatico della catena degli Yakuza, con Kyriu che, dopo aver reciso i suoi legami con la malavita (o almeno, così pensa.) si ritira ad Okinawa, a due passi dal bagnasciuga, dove fonda un orfanotrofio insieme ad Haruka, così da occuparsi di orfani come lui.
Sfortunatamente, i guai sembrano seguirlo e, nonostante i suoi tentativi di estraniarsi dalle lotte di potere che hanno luogo a Kamurocho (quartiere fittizio che richiama quello reale di Kabuki-Cho a Tokyo), non riesce a sottrarsi davvero al lungo braccio della yakuza.
Nonostante i buoni propositi e la vita lenta e rilassata che riesce a condurre per qualche mese, in cui occuparsi dell'educazione e dei pasti dei bambini rappresenta la sua unica preoccupazione, il richiamo della sua vecchia vita diventa semplicemente impossibile da ignorare, pena la perdita del terreno stesso su cui sorge il Morning Glory.
Unico nel suo alternare scene di vita quotidiana e scazzottate epiche, nella sua forma originale Yakuza 3 impiegava molto più del dovuto ad ingranare, costringendo il giocatore a rallentare i ritmi sia narrativamente sia a livello ludico, prima di sporcarsi davvero le mani con il gameplay tipico della serie, che si prendeva la scena solamente a partire dalla seconda parte dell'avventura.
Sebbene i giocatori di lungo corso potrebbero non apprezzare le modifiche apportate, il minor tempo a schermo concesso ad alcuni personaggi e la relativa semplificazione delle loro motivazioni e del rapporto intessuto con Kazuma, il risultato finale è che la narrativa e il ritmo della produzione, se ne giovano immensamente, rimanendo piuttosto serrati e lasciando nelle mani del giocatore la scelta di quando portare avanti la trama e quando, invece, indugiare nei numerosi contenuti secondari, che spaziano da quelli tipici della serie (dal karaoke alla possibilità di acquistare cartucce Game Gear) a quelli nuovi di zecca, che sono soprattutto due, ovvero la vita al Morning Glory e Ragazzaccio Drago.
Dall'orfanotrofio alle lotte tra motociclisti
La vita al Morning Glory è il modo in cui il nuovo team di sviluppo ha deciso di affrontare uno dei problemi più spinosi della prima parte di Yakuza 3, ovvero l'estrema lentezza dei primi capitoli e la noia che sopraggiungeva presto quando si era limitati a compiere attività pedestri come ripulire la spiaggia di fronte all'orfanotrofio o sedare dei litigi tra gli otto ospiti dello stesso.
RGG Studio ha tramutato il tutto in un miscuglio tra una raccolta di minigiochi ed un avventura cozy in cui occuparsi del bestiame, raccogliere i frutti dell'orto e migliorarlo costantemente.
Non appena si varca la soglia del Morning Glory in Yakuza 3 & Dark Ties (il gioco lo trovate già scontato, tra l'altro), infatti, si ha a disposizione un bouquet di minigame piuttosto divertenti tramite i quali è possibile innalzare il proprio rango Papino: dai compiti da fare insieme ai bambini, rispondendo a diversi quiz a tempo ed a risposta multipla, al minigioco dedicato alla cucina, passando per il gioco in cortile e le sessioni alla macchina da cucire, ognuna delle attività va ad influire sul rapporto con i singoli bambini e, nel complesso, con tutti loro.
Coloro che hanno amato i folli minigiochi che la serie ha storicamente portato in dote troveranno qui pane per i loro denti, ma anche quanti non volessero vedere trasformato il loro gioco d'azione preferito in un farming sim all'acqua di rose avrebbero la possibilità di saltare a piè pari tutte queste attività, al prezzo di perdersi una buona fetta dei contenuti inediti inseriti dagli sviluppatori.
In altre parole, e questo vale anche per l'altra sezione, Ragazzaccio Drago, che analizzeremo a breve, queste attività sono del tutto opzionali, fatta eccezione per il paio di missioni iniziali che fungono più che altro da tutorial introduttivo: goderne o meno è una scelta puramente in mano al giocatore, che sarà così l'attore principale nel dettare i ritmi della narrazione, più diluita qualora ci si cimenti in tutte queste attività o decisamente più spedita qualora le si ignori del tutto.
Nonostante non abbiamo disdegnato qualche sessione di cucito al Morning Glory e abbiamo completato con successo tutti i quesiti dei compiti dei bambini, confessiamo di aver apprezzato maggiormente la succitata modalità Ragazzaccio Drago, che riprende le orde dei primi capitoli della serie e fa il verso al gameplay adrenalinico e diretto dei musou. In questa modalità Kazuma si ritrova a capeggiare una banda di motocicliste (le Haisai Girls), che, partendo dalla tranquilla provincia di Okinawa, si spinge fino a Tokyo per dominare il sottobosco delle gang e sgominare gli acerrimi rivali.
Alternandosi tra normali risse di strada, scontri tutti contro tutti con una settantina di combattenti a schermo e scalate al boss a bordo di motociclette tra container industriali, il giocatore può spassarsela con un sistema di combattimento che, partendo dalle basi di quello originale, amplia le opzioni di scelta e migliora sensibilmente le collisioni, il numero di mosse e la varietà di stili.
Ragazzaccio Drago è una modalità semplice nell'esecuzione ma profonda nello svolgimento, con ingredienti presi di peso dal gioco di ruolo e dai gestionali in tempo reale, con la quale siamo finiti a spendere molto più tempo di quanto avremmo immaginato.
Nonostante la ripetitività di fondo, e proprio come i minigiochi del Morning Glory, queste scazzottate rappresentano un break ideale dagli intricati complotti della trama principale, e consentono di far crescere il proprio personaggio qualora ci si blocchi durante l'avanzamento lungo la campagna principale, invero piuttosto permissiva al livello di difficoltà di default.
Si finisce allora per perdonare anche il copia e incolla di modelli poligonali e di location quando il gameplay in sé è così immediato e divertente, grazie anche all'aggiunta dello stile di combattimento Ryukyu, tipico dell'isola di Okinawa e qui introdotto per la prima (e speriamo non ultima) volta nella serie.
A differenza di quello classico di Kazuma, che combatte facendo affidamento solo sui suoi pugni, lo stile Ryukyu gli consente di alternare in tempo reale fino ad otto armi diverse, tra cui una lancia, i kusarigama, i nunchaku e finanche un'enorme falce: ideale per il crowd control, ma piuttosto efficace, una volta potenziato, anche contro bersagli singoli, questo stile di combattimento spariglia un po' le carte in tavola degli scontri con i nemici e risulta un'aggiunta quanto mai gradita.
Luci su Yoshitaka Mine
Il Dragon Engine si è già dimostrato a suo agio sulle console di attuale generazione e Yakuza 3 & Dark Ties ne rappresenta una ulteriore riprova: testato sulla versione base di PS5, il gioco non ha mostrato alcuna incertezza durante le quasi quaranta ore dedicate al test, sfoggiando un framerate granitico anche quando lo schermo si affollava di scagnozzi della Yakuza e gli effetti speciali delle mosse di Kyriu abbondavano.
Certe animazioni avrebbero senza dubbio necessitato di una svecchiata, e il livello di dettaglio, incredibile durante le scene animate pre-renderizzate, non sempre si mantiene sugli stessi standard anche durante quelle realizzate con il motore in-game, ma, nel complesso, il colpo d'occhio complessivo rimane gradevole e la riproduzione di alcune tra le location più suggestive del Giappone si dimostra di prim'ordine.
Più che sugli aspetti meramente tecnici, ci piace spendere due parole anche sull'altra, grande aggiunta di Yakuza Kiwami 3 + Dark Ties, rappresentata proprio dalla storia secondaria Dark Ties, che ha come protagonista Yoshitaka Mine, uno dei capifamiglia del clan Tojo, che svolge un ruolo affatto secondario già nelle vicende principali.
Archetipo dei personaggi tridimensionali ed interessanti che il Ryu Ga Gotoku Studio ha saputo creare nel corso di un ventennio abbondante, Mine meritava i suoi quindici minuti di celebrità, e questa storia separata, a cui si accede dal menu principale, con tanto di slot di salvataggio separato rispetto alla main quest, rende giustizia al personaggio ed approfondisce aspetti della lore poco indagati dal titolo originale.
Parliamo, a tutti gli effetti, di un gioco nel gioco, sul quale cercheremo di svelare il meno possibile: basti sapere che, oltre agli approfondimenti legati alla narrativa, Dark Ties non lesina contenuti secondari non di poco conto, come un'arena dei combattimenti che propone elementi roguelike, mettendo il giocatore nei panni di un personaggio profondamente diverso da Kyriu tanto nelle motivazioni e nella bussola etica quanto nel sistema di combattimento.
Nel tentativo, probabilmente, di farsi perdonare alcuni dei tagli effettuati nella campagna principale, di un paio d'ore più corta di quella originale, il team di sviluppo ha arricchito consistentemente l'offerta ludica di Yakuza 3, facendo di questa versione quella definitiva.