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Pro
- Multiplayer immediato e appagante.
- Modalità Zombies innovativa con viaggio tra POI.
- Ampia quantità di contenuti per ogni tipo di giocatore.
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Contro
- Campagna narrativa breve e poco memorabile.
- Endgame monotono e poco stimolante.
- Alcune mappe e modalità poco ispirate.
Il Verdetto di SpazioGames
Disponibile su: XSX, XONE, PS5, PS4, PC
Informazioni sul prodotto
Ogni anno, senza eccezioni, Call of Duty ritorna come un rito inevitabile: nuove mappe, nuove armi, nuove modalità, e sempre lo stesso, rassicurante sapore di guerra digitale. Activision ha trovato un ritmo ossessivo e compulsivo: un gioco nuovo ogni anno, una certezza che sa di déjà vu ma che continua a incassare milioni.
E oggi siamo qui a parlare di Call of Duty: Black Ops 7, l’ultimo episodio della saga sviluppato a più mani da Raven Software, Treyarch e una pletora di altri studi Activision. Diretto seguito di Black Ops 2, promette il ritorno di David Mason e del suo team impegnato a fermare il temuto Raul Menendez.
Ma la domanda da un milione di dollari è: ne vale la pena? Ve lo spiego poco sotto.
Azione sfrenata, storia dimenticabile
Per la prima volta dal lontano 2015, con Black Ops 3, il gioco offre una campagna cooperativa a quattro giocatori. E qui va subito detto: la campagna è un vero e proprio spettacolo pirotecnico. Le abilità speciali sono esagerate in senso quasi supereroistico: uno scudo a bolla che ti rende immune ai colpi nemici, una hand cannon che annienta anche i nemici più coriacei e la possibilità di diventare invisibili per missioni stealth. Bonus come il salto potenziato e il rampino ti permettono di esplorare liberamente i livelli, rompendo finalmente la monotonia dei corridoi obbligati tipici della saga.
Il problema è uno soltanto, però, ossia che la campagna è come un’esplosione di un fuoco d'artificio in cielo: spettacolare, ma dura pochissimo. La trama è piatta, i personaggi sono stereotipati e l’antagonista non lascia traccia. Tutti gli sforzi del gameplay finiscono per compensare una storia che non emoziona mai veramente.
Ci sono boss fight interessanti (incluso l'ormai celebre Michael Rooker gigante divenuto meme) e livelli con uno stile e un design quasi sovrannaturale, ma manca quel colpo di scena capace di imprimersi nella memoria come accadeva in passato. La campagna dura circa 4 ore e mezza: divertente per una sera con gli amici, ma destinata a dissolversi subito nella nebbia della memoria (tanto che i save point non sono contemplati, quindi armatevi di pazienza).
La tensione tipica di un extraction shooter c’è solo a metà, e il senso di rischio è spesso annacquato da una gestione del loot che non sorprende. Sicuramente piace esplorare la mappa con amici, ma è difficile immaginare che diventi una modalità di punta come multiplayer o Zombies.
Avalon è divisa in zone di difficoltà crescente, e se decidi di avventurarti in aree più pericolose, la sfida aumenta. Ma la sensazione di libertà si scontra con un gameplay poco ispirato. In sintesi, Endgame tenta di essere una novità, ma finisce per sembrare un esercizio incompleto.
La collaudata macchina da guerra
Se c’è un terreno dove Black Ops 7 non delude mai, è il multiplayer. Da Call of Duty 4 in poi, la modalità online è il cuore pulsante della serie, e Black Ops 7 non fa eccezione. La formula è collaudata: mappe nuove e vecchie glorie come Hijacked, Raid e Express. Mappe come Homestead, con neve e aurore boreali, o Toshin, neonata città giapponese, dimostrano che Treyarch sa ancora creare ambientazioni visivamente distintive. L’unica eccezione è Exposure, piatta e anonima: ogni volta che compare, ti viene da pregare per una mappa alternativa.
Le modalità nuove, come Overload e Skirmish, provano a scuotere la formula: Overload è un Capture the Flag dove chi possiede il dispositivo diventa visibile a tutti, richiedendo comunicazione costante; Skirmish offre battaglie 20v20 con veicoli e wingsuit, ma senza un team affiatato diventa frustrante.
Nonostante tutto, il multiplayer resta solido, immediato e soddisfacente, capace di intrattenere per decine di ore. La ridotta influenza dello skill-based matchmaking e la promessa di supporto post-lancio assicurano che i fan troveranno sempre qualcosa da fare.
Il comparto Zombies è tornato, più ambizioso che mai. La mappa Ashes of the Damned introduce un camion, Tessie, che permette di spostarsi tra punti d’interesse, aggiungendo varietà a un’esperienza storicamente statica. Round-based classico, Mystery Box, Pack-A-Punch e perk assortiti: tutto c’è. La modalità Survival, pur limitata al lancio, promette ore di caos non morto. Black Ops 7 riesce così a soddisfare i nostalgici e a offrire nuove possibilità, rendendo Zombies più intrigante che mai.
Ma non solo: Dead Ops Arcade 4 fa il suo ritorno: top-down o in prima persona, esplosione immediata di azione zombie. Nulla di rivoluzionario, ma perfetto per sessioni brevi e frenetiche. È un piccolo diversivo che evita la monotonia e aggiunge un tocco arcade all’esperienza complessiva.
Mappe e design
Le mappe di Black Ops 7 sono un esempio lampante di come Treyarch sappia ancora distinguersi. Da Homestead con il suo paesaggio innevato, a Blackheart su una piattaforma petrolifera, ogni arena ha una personalità ben definita. La neonata Toshin offre verticalità e percorsi multipli, mentre l’Alaska di Scar regala contrasti cromatici forti e strategie interessanti.
Solo Exposure non convince, con un layout anonimo e poco stimolante. Queste mappe mostrano come, anche in un franchise annuale, il design creativo possa fare la differenza tra una sessione memorabile e una che sparisce nel nulla.
Se si guarda alla quantità di contenuti, Black Ops 7 è impressionante: co-op, Endgame, multiplayer, Zombies, Dead Ops Arcade. Ma quantità non significa qualità uniforme. La campagna è divertente ma dimenticabile, Endgame manca di mordente, mentre multiplayer e Zombies sono il vero cuore pulsante del gioco.
È un titolo pensato per i fan di lunga data, un grande richiamo al passato con piccole novità, ma incapace di conquistare i cuori dei detrattori della saga.
Insomma, lasciando da parte i paragoni con Battlefield 6, che abbiamo recensito qui, Call of Duty: Black Ops 7 non reinventa nulla, ma sa ancora intrattenere. È un titolo completo, corposo, pensato per tenere impegnati i veterani fino al prossimo capitolo. E se siete fan accaniti, sì, vale la pena tuffarsi in questa nuova guerra digitale, con tutte le luci e le ombre che il franchise sa offrire. Per tutti gli altri, sappiate che troverete meno sorprese e più vecchi schemi ben noti a chi ormai conosce a memoria ogni angolo di questi mondi di guerra virtuale.
Perché anche senza stravolgere la formula, Black Ops 7 riesce a divertire, intrattenere e, soprattutto, a mantenere il titolo di macchina da guerra annuale di Activision. Sperando che per l'edizione del prossimo anno le cose possano andare ancora meglio.