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Pro
- Gameplay impegnativo e soddisfacente.
- Identità artistica forte e coerente.
- Progressione ragionata e appagante.
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Contro
- Curva di difficoltà talvolta sbilanciata.
- Alcune sezioni più ostinate che ispirate.
Il Verdetto di SpazioGames
Recensire un gioco come Absolum significa accettare fin da subito di infilarsi in un territorio retrò, dove le buone intenzioni degli sviluppatori si scontrano con un mercato che ormai inghiotte tutto e restituisce sempre meno.
Ma se c’è una cosa che il titolo di DotEmu tenta di fare senza troppi giri di parole, è ricordarci che il videogioco può ancora permettersi il lusso di essere qualcosa di più di un insieme di luci abbaglianti e progressioni studiate a tavolino per tenerci incollati allo schermo.
In un panorama dove l’idea stessa di originalità è diventata un concetto meramente cosmetico, l’esperimento di questo titolo appare quasi fuori tempo massimo, come un vecchio amico che si ripresenta alla porta giusto quando pensavi che avesse dimenticato il tuo indirizzo.
La bellezza sta nella semplicità
Absolum non è un gioco accomodante. Non è nemmeno un prodotto che cerca di piacere a tutti, anzi sembra voler fare l’esatto contrario. Ti strattona, ti provoca, ci prova in tutti i modi a ricordarti che un tempo si parlava di videogiochi come di prodotti in grado di lasciare un segno, nella loro semplicità 2D.
E se c’è un punto di partenza interessante per analizzarlo, è proprio la sua ostinazione. Un’ostinazione che oggi, in un’industria incatenata ai suoi stessi numeri, sembra quasi una ribellione romantica, una di quelle che fa sorridere amaramente perché sai già come andrà a finire, ma non puoi fare a meno di tifare.
La premessa narrativa, a prima vista, potrebbe sembrare la solita storia di mondi spezzati e identità da ricostruire. Eppure Absolum, con una certa imprevedibilità, riesce a trattare temi logori con una cura inaspettata. La sua trama non fa della complessità un feticcio, ma la usa per costruire un universo dove ogni dettaglio sembra avere un peso specifico sulla giocabilità vera e propria.
Il gameplay, da buon roguelike con elementi da hack 'n' slash (il gioco è infatti ispirato a classici come Golden Axe e Dungeons & Dragons: Shadow over Mystara), mette definitivamente in chiaro la natura del progetto. Nessuna concessione, nessun tentativo di nascondere le sue radici più dure.
Absolum ti chiede attenzione, pazienza, riflessione. Ogni azione ha un peso, ogni errore è un passo indietro reale e non una pacca sulla spalla mascherata da tutorial dinamico, con la possibilità (ovviamente) di spendere le valute del gioco per migliorare statistiche e bonus, sbloccare nuove abilità o potenziare i riti. A ciò si aggiunge anche un attacco magico chiamato Arte Arcana, in grado di aiutarci nelle situazioni più concitate.
È un titolo che ti guarda negli occhi e ti dice: o giochi davvero, o lasci perdere. Un approccio che probabilmente farà storcere il naso a chi è abituato a prodotti più docili e pronti ad accogliere il giocatore come un cliente pagante da non contrariare mai.
La struttura delle missioni riflette perfettamente questa filosofia. Sono pensate per amplificare la sensazione di un mondo vivo e ostile, un mondo che non ti aspetta, non ti ascolta, non ti giustifica. Ogni scenario è costruito con una cura che ricorda i tempi in cui si pretendeva che il giocatore prestasse attenzione e non avesse paura di sbagliare.
Absolum è uno di quei giochi che sembra parlare al giocatore più adulto, non tanto per contenuti quanto per attitudine. Ti spinge a picchiare duro, ma anche a capire prima di agire. Ti ricorda che la frenesia può essere divertente, ma non è la sola forma possibile di intrattenimento. La sua meticolosità e la sua meccanica di progressione ragionata non sono difetti: sono prese di posizione.
Ovviamente non è tutto rose e fiori. I limiti ci sono e sono ben visibili. Alcune sezioni sembrano più ostinate che intelligenti, quasi un esercizio testardo più che una scelta consapevole. La curva di difficoltà talvolta si impenna in modo poco elegante, sfiorando quella sensazione di dispersione che può trasformare l’entusiasmo in frustrazione.
E anche tecnicamente il titolo non raggiunge vette eclatanti: non cade mai davvero, ma si trascina dietro un certo sapore ruvido, come se gli sviluppatori avessero scelto di concentrarsi più sulla sostanza che sulla forma. Una scelta che può piacere o meno, ma che di certo non lascia indifferenti.
Dal punto di vista artistico, invece, Absolum sorprende. Non con grafica fotorealistica o effetti speciali, ma con un’estetica coerente e spesso coloratissima. Il suo mondo è costruito con una sensibilità quasi teatrale, dove ogni location sembra pensata più per comunicare uno stato d’animo che per stupire. Le animazioni, gli effetti, le composizioni degli scenari narrano una malinconia di fondo che permea tutto il gioco, quasi una coltre che non si dirada mai. E qui, finalmente, ci si accorge di quanto il gioco voglia davvero dire qualcosa, invece di limitarsi a parlare, inclusa la colonna sonora di Gareth Coker, un mix variegato ed energico di dark fantasy orchestrale, metal e temi di ispirazione medievale.
Ne vale la pena?
E allora la domanda che sorge spontanea è: per chi è davvero Absolum? La risposta, come spesso accade coi giochi che sfuggono alle etichette, è meno semplice del previsto. Non è un titolo per chi cerca intrattenimento rapido, non è un prodotto adatto a chi vive di ricompense immediate.
Non è nemmeno pensato per chi intende macinare contenuti senza fermarsi mai. È un gioco che ti costringe a rallentare, ad ascoltare, a capire. Un gioco che pretende qualcosa da te. E forse è proprio questo che lo rende speciale.
In un’epoca dove tutto deve essere immediato, dove la complessità viene percepita come un difetto e la pazienza come un ostacolo, Absolum ama essere vecchio stile. Non cerca di conquistarti con promesse altisonanti o trailer spettacolarizzati, ma con una costruzione metodica, attenta, quasi artigianale. È un gioco che vuole pochissime cose: che tu ti sieda, che tu lo ascolti e che tu decida se accettare o meno la sfida che ti sta offrendo.