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Recensione

Project Zero II

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Avatar di Fabfab

a cura di Fabfab

Pubblicato il 11/02/2005 alle 00:00
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Il Verdetto di SpazioGames

8.5

Quello di Project Zero (o Fatal Frame, che dir si voglia) si è dimostrato, negli ultimi anni, l’unico vero franchise in grado di ritagliarsi uno spazio nel mondo dei survival horror, forse aiutato anche dalla stanchezza denunciata dagli ultimi episodi di Resident Evil (che, comunque, non è mai uscito su XBox) e Silent Hill 4 (che chissà per quale strana ragione, vede trasposti sulla macchina di Microsoft solo i titoli con cifra pari); inoltre, grazie probabilmente al rapporto privilegiato che lega Tecmo alla console di Bill Gates, quella di PZ è l’unica saga interamente approdata anche su XBox, oltre che su PS2.

The Lost VillageAmbientato parecchi anni prima rispetto al primo Project Zero, il gioco non presenta, a livello di sceneggiatura, punti in comune col predecessore e può essere tranquillamente giocato anche senza aver mai terminato il primo episodio (che comunque consiglio lo stesso di procurarvi, considerando anche che ormai è disponibile in versione Classic).Protagoniste di questa avventura sono Mayu and Mio Amakura, due gemelle giapponesi che, mentre camminano nel bosco, vengono attirate da alcune farfalle cremisi in un villaggio fantasma nel quale si ritrovano intrappolate; inizialmente l’unica preoccupazione delle due sarà quella di trovare una via d’uscita evitando le insidie mortali che popolano quello strano luogo, ma ben presto scopriranno di non essere finite per caso in quel posto e che un atroce destino di morte e redenzione le attende. Infatti nel villaggio vigeva un vero e proprio culto dei gemelli e, a quanto pare, nella sua versione spettrale si continua a rivivere l’ultimo giorno di vita degli abitanti, quando durante una misteriosa cerimonia qualcosa andò storto e tutto venne inghiottito dalle tenebre.

Cheese!Project Zero 2 è un classico survival horror in terza persona, che presenta un gameplay collaudato ma privo di particolare originalità: la Tecmo non cerca l’innovazione, ma punta piuttosto a sfruttare al massimo le potenzialità di un genere ormai ampiamente affermatosi.Nonostante la presenza di due protagoniste, il gioco rimane rigorosamente in single player e per la maggior parte del tempo vi troverete a comandare la temeraria Mio, intenta a proteggere la più debole Mayu, la quale o si limiterà a seguirci come un cagnolino impaurito, oppure dovrà essere salvata da una qualche situazione pericolosa.Come forse già saprete, la principale caratteristica della saga di Project Zero ed anche il suo punto di forza è quello di essere un survival horror non basato sulla violenza: Mayu e Mio sono due esili ragazzine che mai riuscirebbero ad impugnare un fucile, figuriamoci un lanciarazzi! Ma se anche fosse, i loro avversari sono eteree presenze impossibili da colpire con armi tradizionali: dunque per tutto il gioco l’unica difesa possibile contro le malefiche presenze è la Camera Obscura, un’antica e misteriosa machina fotografica in grado di indebolire gli spettri ad ogni scatto, fino a farli sparire completamente! Per meglio mirare ai nemici, quando si utilizza la Camera Obscura la visuale passa in prima persona e compaiono un mirino ed indicatori vari che ci aiutano a fare scatti più precisi (e, dunque, più letali per i fantasmi); durante la nostra avventura troveremo inoltre svariati modi per incrementare l’efficacia della macchina, oltre che ad una discreta quantità di pellicole diverse (trattandosi di una macchina fotografica occorre un rullino per scattare le foto) e dal diverso potenziale (naturalmente le pellicole più potenti sono rare e vanno conservate con cura in previsione degli scontri più difficili).A parte questo, il gameplay ricalca quello dei classici survival horror in terza persona, con grandi ambienti da esplorare, enigmi da risolvere (la cui difficoltà definirei media, visto che un esperto del genere non rimarrà mai bloccato a lungo), segreti da trovare (la sfida del gioco consiste nel riuscire a fotografare tutti gli spettri del villaggio, compresi quelli non ostili che si limitano a brevi ed improvvise apparizioni), nemici da sconfiggere. Tra le cose migliori del gioco si annovera senz’altro la trama: gli sceneggiatori del Team Ninja hanno fatto davvero un ottimo lavoro, regalandoci una storia drammatica ed angosciante, ambientata in un villaggio davvero terrorizzante. Se siete amanti dell’azione e dello splatter forse il gioco non fa per voi, ma se siete estimatori del nuovo horror psicologico nato in oriente grazie a film come The Ring e The Grudge, troverete questo Project Zero 2 (come già il primo episodio, d’altronde) all’altezza della situazione.Resta da parlare della longevità, che si attesta, in media, sulla decina di ore, ma varia significativamente a seconda del livello di difficoltà prescelto: meno pellicole a disposizione e fantasmi più duri a morire richiedono decisamente più tempo per essere affrontati e superati.

Only for XBoxVediamo ora di analizzare quali novità ci aspettano rispetto alla versione per PS2.Innanzitutto la Tecmo non si è limitata ad effettuare una mera conversione, ma ha abbellito a dovere il comparto tecnico: il comparto grafico, già notevole nella sua versione per il monolite Sony, gode di una maggiore definizione e pulizia dell’immagine, textures migliori ed effetti luce ulteriormente perfezionati. Pur essendo interamente in 3D, il gioco sfrutta il classico sistema delle inquadrature fisse che, se non altro, sono state ben studiate dai programmatori e non rischiano mai di occultare nemici od ostacoli. Ottima la realizzazione dei fantasmi, davvero inquietanti, mentre le due protagoniste godono di un design molto orientaleggiante, non solo nei lineamenti del viso, ma anche nella corporatura, snella e minuta, e nei movimenti, spesso impacciati come ci si aspetterebbe da due ragazzine trovatesi improvvisamente in mezzo ad un incubo.Anche il sonoro (in inglese con i sottotitoli in italiano) è stato completamente remixato in 5.1, incrementando di conseguenza il livello di coinvolgimento nell’avventura, vista l’importanza dell’audio ambientale nel gioco.Inoltre sono state inserite nuovi costumi extra per le protagoniste (tra cui dei seducenti bikini presi direttamente da Dead or Alive Xtreme Beach Volley: peccato che le forme di Mio e Mayu non siano prorompenti come quelle delle lottatrici di Tecmo), da sbloccarsi con i punti guadagnati finendo il gioco una prima volta. Le novità più succose sono comunque altre!Innanzitutto è stata prevista la possibilità di affrontare l’avventura con una visuale in prima persona, come negli sparatutto in soggettiva, che aumenta il senso di partecipazione del giocatore, il quale non dovrà più ricorrere all’espediente di imbracciare ogni volta la macchina fotografica per meglio esplorare i dettagli ambientali; peccato solo che la visuale da adottare non possa essere modificata durante il gioco, ma debba essere decisa necessariamente all’inizio della partita. Purtroppo l’aggiunta in questione non convince del tutto: l’uso della prima persona appare fin da subito piuttosto innaturale e scomodo, specie a causa del fatto che la telecamera è ancorata in posizione dritta davanti a noi, e per guardarsi attorno è necessario tenere premute le levette direzionali, altrimenti la visuale torna nella posizione preimpostata. La scomodità del tutto è ancora più evidente quando si tratta di individuare e raccogliere oggetti, che diventano virtualmente invisibili quando ci si avvicina, visto che per raccoglierli occorre camminarci sopra: non per nulla i programmatori hanno pensato bene di avvisare il giocatore della possibile interazione aggiungendo un messaggio d’avviso che compare ogni qual volta ci si trova in prossimità di un oggetto. A voler essere generosi possiamo dire che la visuale in prima persona può essere vista essenzialmente come un bonus per chi abbia già completato almeno una volta l’avventura e desideri riviverla da una prospettiva differente, ma non rappresenta certo un’alternativa in grado di competere con la terza persona. L’altra grande novità è l’introduzione di un inedita Modalità Sopravvivenza, che farà la felicità di tutti coloro che ritengono troppo facile la modalità principale: se al termine dell’avventura la vostra sete di sangue spiritico non si sarà ancora placata, potrete decidere di riaffrontare tutti gli spettri già visti nel gioco, i quali vi assaliranno ad ondate ed andranno eliminati entro un certo tempo limite. Anche in questo caso si tratta di un’aggiunta carina, ma non proprio indispensabile o in grado di fare la differenza con la versione per PS2.

– Ottima trama

– Davvero pauroso

– Qualche interessante aggiunta rispetto alla versione PS2

– Niente di realmente innovativo

8.5

Pur non presentando nulla di realmente innovativo, la serie dei Project Zero ha rappresentato, fin dal primo episodio, una valida alternativa per gli amanti dei survival horror, specie grazie alle sue trame angoscianti ed alla sensazione di puro terrore che è in grado di trasmettere al giocatore.

Pur uscendo con mesi di ritardo rispetto a quella per PS2, questa versione per XBox presenta un discreto numero di aggiunte che la rendono appetibile anche per coloro che lo abbiano già portato a termine sulla console Sony, mentre rappresenta un acquisto semplicemente obbligato per chiunque non lo abbia ancora giocato.

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