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Recensione

Mangiatutto!

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Avatar di Mauro.Cat

a cura di Mauro.Cat

Pubblicato il 05/09/2009 alle 00:00
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Il Verdetto di SpazioGames

7

Il connubio tra cibo e videogiochi è nato agli albori di questa forma di intrattenimento e con il tempo si è evoluto esplorando percorsi differenti. Il celebre Pac-Man era incentrato su una pallina gialla che ingurgitava pillole, e da lì nacque un genere, ma non si possono dimenticare l’adorabile Burger Time, nel quale un minuscolo cuoco preparava sequenze di maxi panini, Cooking Mama o l’estrema Guida in Cucina per DS. La riproduzione del mangiare per crescere ha però i suoi celebri natali nel divertente Snake, più tardi evoluto in Nibbler. Un serpentello ingrassava, cibandosi in una sorta di labirinto, finendo il più delle volte per mordersi la coda verso un inevitabile Game Over. Proprio l’abbuffarsi senza sosta è alla base dello stralunato Mangiatutto!. Il titolo, per chi non lo avesse riconosciuto, è noto all’estero come The Munchables. La versione PAL europea testata in questa recensione contiene la lingua italiana e su schermo indica, a differenza della confezione che riporta il nome The Munchables, Mangiatutto! come titolo del gioco. MT! è una sorta di platform, quasi una vera evoluzione di Pac-Man, sviluppato da Namco e giunto un po’ in sordina in Europa. L’idea originaria deve moltissimo all’ormai remoto Shark! Shark per Intellevision e nella struttura di base al recente De Blob per Nintendo Wii.I controlli, molto semplici, vengono affidati all’accoppiata nunchuk più telecomando, mentre per chi gradisce metodi più classici Namco ha inserito la possibilità di utilizzare Classic Controller e GameCube Controller. Pur essendo un titolo riservato ad un solo giocatore, è stata aggiunta un’opzione di aiuto dedicata ad una sorta di “secondo spettatore attivo”, che può unicamente bloccare i nemici, e che ricorda in parte quella inaugurata da Super Mario Galaxy.La meccanica essenziale e spassosa, e l’ironia folle, rendono The Munchables un prodotto che merita più di una semplice occhiata.

Mi riempio la pancia e ne sono feliceLo stile beffardo ed infantile della vicenda sembra pescare direttamente dall’immaginario giapponese dei fumetti comici alla Dr. Slump & Arale. I pirati che hanno invaso il mondo sono infatti attratti da alcuni preziosi globi. Non ci sarebbe nulla di strano se questi globi non fossero altro che gli escrementi degli abitanti di questo assurdo mondo. Da qui cominciano una serie di spunti più o meno comici, ovviamente tutto dipende dalla sensibilità di ognuno, che finiscono col posizionare un grosso water tra le icone che rappresentano le varie opzioni di gioco. L’atmosfera generalmente stravagante riesce a sostenersi grazie anche a dei dialoghi che risultano sempre sopra le righe pur rimanendo adatti a tutte le età.Il gioco vero e proprio è invece molto semplice specialmente nelle prime fasi. Interpretando uno dei due sgranocchiatori, il primo più aggressivo e la seconda più tenera e tutta rosa, non si deve fare altro che mangiare a più non posso. I comandi sono piuttosto intuitivi e alla scossa del telecomando è affidato il salto o la liberazione dalle fasi di emergenza. Per il resto ci si muove, si ingurgitano gli avversari o si effettua una sorta di slancio con la testa premendo un tasto in maniera molto classica. Un primo approccio ci ha richiamato alla mente De Blob. Sebbene non possieda la stessa originalità dell’avventura firmata THQ, The Munchables condivide con questo titolo le meccaniche generali, basate sulla ripetizione di un’azione in un contesto semplice, e il sistema di controllo.Gli stage, sebbene inizialmente anonimi, si rinnovano con il passare del tempo in maniera convincente. I compiti sono differenti, ma in linea di massima non si deve far altro che piazza pulita dei nemici. Mangiando si cresce di livello e di dimensioni avendo la possibilità di riempirsi lo stomaco con cattivi sempre più grandi. A volte gli avversari di livello molto alto vanno scissi a furia di testate e ridotti in tante copie minuscole e di più basso grado.La furia mangereccia prosegue fino al terzo livello di ogni mondo. Qui si affronta un boss, solitamente caratterizzato in maniera spassosa ma ben calibrata, che spezza la routine del titolo. Il mondo è diviso in isole, evidente citazione di Rainbow Islands, che offrono una meccanica sempre più complicata con pulsanti da azionare e qualche piccolo enigma basato sull’esplorazione.

Furia divoratriceIl comparto grafico di Mangiatutto!, pur non potendo contare su evidenti punti di forza, si risolleva grazie all’originalità dello stile, alle scene di intermezzo e alle ottime animazioni dei boss di fine livello. I mondi, rigorosamente a tema, risultano ben differenziati anche se non troppo originali.Una nota di merito va senza dubbio alla colonna sonora. Sebbene certe melodie possano annoiare, specialmente chi non sta giocando direttamente, il tutto sembra sempre ben amalgamato. Ritmi reggae, musiche acide ed effetti al limite del fastidioso creano un mix sonoro tutto sommato soddisfacente.Il vero punto di forza del titolo Namco è l’eccellente giocabilità. Mangiatutto! somiglia tanto ad un vecchio arcade e per questo risulta vincente. In pochi minuti si viene colti da una sorta di bramosia di cibo che talvolta ci provoca anche qualche disagio di troppo. Non è ideale trangugiare una bomba o scagliarsi contro qualcuno più grosso di noi. Una mossa errata fa partire una sirena che costringe ad agitare il telecomando come forsennati. Il ritmo di gioco è basato su alti e bassi salendo ora vertiginosamente e presto calando di colpo negli stage più riflessivi. The Munchables è giocabilità allo stato puro che, per scelta, decide di abbandonare tutti i fronzoli e le perdite di tempo. Ogni scena di intermezzo può essere saltata e tutto è studiato per non farci perdere nemmeno un secondo e un boccone. La relativa semplicità di fondo è compensata dalla possibilità di ottenere extra per mutare i nostri simpatici protagonisti. La longevità è però nel complesso piuttosto limitata.Mangiatutto! si rivela un prodotto a tratti sorprendente. Non siamo certamente di fronte ad un titolo rivoluzionario o calato perfettamente in questa generazione, ma neanche ad un prodotto scadente. La scelta dei programmatori di puntare sulla pura giocabilità funziona ed in definitiva ci siamo divertiti.

– Spassoso

– Meccanica di gioco assai divertente

– Costumi extra da sbloccare

– A volte ripetitivo

– Semplice e breve

7.0

Mangiatutto! è un titolo fuori dagli schemi e dal tempo. La meccanica di gioco ritmata e “vorace” ed il comparto grafico essenziale sembrano richiamare uno stile datato. Una volta preso in mano il joypad ci si rende presto conto di come questo titolo stimoli e risulti al tempo stesso appagante. Possiamo certamente criticare l’eccessiva semplicità o la limitata longevità, ma nel complesso il platform Namco riesce a svolgere il compito che si era prefissato: divertire. Un buon titolo di stampo arcade che appartiene ad una vecchia concezione di fare videogame e che merita di essere preso in considerazione dagli amanti dei platform e dai giocatori più giovani.

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