Il classico editor degli avatar di XBOX 360 torna utilizzabile in una scheda del browser grazie a 360sona, un progetto realizzato da un appassionato. L'autore ha presentato il sito alla community XBOX dopo averci lavorato per gran parte dell'anno, ricostruendo sia il catalogo degli oggetti sia il sistema che li visualizza.
Il numero che accompagna la presentazione è di 21.425 elementi: il creatore sostiene di aver recuperato tutte le collezioni pubblicate da Microsoft. Il progetto mette così a disposizione un assortimento che comprende le raccolte legate ai videogiochi, quelle sportive e i contenuti firmati da marchi di abbigliamento, oltre alle proposte di terze parti.
Tra i nomi citati ci sono Halo e Gears, affiancati dai negozi dedicati a NBA, NFL, NHL e MLB. L'elenco comprende anche la collezione University, adidas e Puma. Nel lavoro di ricostruzione, racconta l'autore, sono rientrate anche le raccolte più piccole dei produttori esterni, insieme a quelle dei marchi più riconoscibili.
Una parte specifica del catalogo riguarda i 2.644 accessori animati. Per ciascuno è stata ripristinata la relativa animazione, permettendo quindi di vedere l'oggetto in movimento nell'editor. Il recupero riguarda anche i dati che ne governano il comportamento visivo, un aspetto che ha richiesto di ricostruire il funzionamento del sistema originale della console.
La componente che ha assorbito più tempo è stata infatti il rendering. Il software originale impiegava shader propri, una struttura scheletrica dedicata agli avatar, un formato specifico per le sequenze animate e impostazioni predefinite della telecamera. Secondo il creatore, questi elementi non erano documentati: ricostruirli ha richiesto un lavoro di reverse engineering.
Da questa analisi è nata una nuova implementazione in WebGL 2, la tecnologia usata per riprodurre la grafica nel browser. Per controllarne la fedeltà, l'autore confronta il rendering di un oggetto ottenuto sul sito con quello dello stesso elemento sulla console, cercando le differenze tra le due immagini. A suo dire, i risultati coincidono.
Per descrivere il risultato, il creatore usa l'esempio di un'armatura indossata dall'avatar: la geometria tridimensionale e le texture originali sono quelle della console, mentre l'illuminazione ne riproduce il trattamento. Anche i movimenti vengono eseguiti usando i dati originali delle animazioni, mantenendo nello stesso oggetto l'aspetto e il movimento previsti dall'editor dell'epoca.