Il catalogo virtuale di Nintendo continua ad arricchirsi in modo significativo: la casa di Kyoto ha appena ampliato la propria offerta per il servizio Nintendo Switch Online + Expansion Pack, aggiungendo cinque nuovi titoli dedicati al Virtual Boy, la curiosa console stereoscopica a grafica monocromatica rossa che segnò uno degli episodi più controversi della storia della grande N nei primi anni Novanta.
Un aggiornamento che porta il totale dei giochi disponibili a Ovest a quota 12, consolidando ulteriormente una libreria che all'epoca della console originale contava appena 22 titoli in tutto il mondo.
I cinque nuovi giochi ora accessibili agli abbonati sono V-Tetris, Jack Bros., Space Invaders Virtual Collection, Virtual Bowling e Vertical Force.
Il mercato giapponese riceve un titolo aggiuntivo in esclusiva regionale: Virtual Fishing, portando così il totale nipponico a tredici giochi disponibili. Si tratta di un'espansione sostanziosa rispetto ai titoli di lancio del febbraio scorso, che copre una porzione sempre più rilevante della libreria originale del Virtual Boy.
Nintendo ha già confermato ufficialmente un totale di 16 giochi pianificati per il servizio NSO dedicato al Virtual Boy, tra cui spiccano titoli attesi come Mario Clash e Mario's Tennis.
Particolarmente intrigante rimane la promessa di due titoli mai pubblicati commercialmente all'epoca: Zero Racer e D-Hopper, che rappresenterebbero un'occasione rara per gli appassionati di storia videoludica di mettere le mani su software rimasto inedito per decenni.
Considerando che la libreria originale del Virtual Boy si componeva di soli 22 giochi distribuiti nel breve ciclo di vita della console tra il 1995 e il 1996, una volta completato il rollout pianificato i giocatori avranno accesso alla stragrande maggioranza del catalogo storico.
Restano tuttavia fuori dalla lista confermata titoli come Nester's Funky Bowling, Panic Bomber, SD Gundam Dimension War, Space Squash, Virtual Fighting, Virtual Lab, Virtual League Baseball e Waterworld. Per molti di questi, la presenza di proprietà intellettuali di terze parti rende altamente improbabile una futura inclusione nel servizio, come accade spesso con titoli legati a licenze complesse.