C'era un tempo in cui ogni nuova scheda video o processore bastava a far parlare di sé per settimane. Oggi la situazione è cambiata: le generazioni si susseguono, i numeri nei nomi dei chip crescono, ma la sensazione di assistere a qualcosa di davvero dirompente si è fatta rara. È questo il punto di partenza del nuovo episodio di Tech IT Easy, il podcast di Andrea Ferrario, disponibile su Spotify ogni martedì alle 13:00.
Ferry riporta l'ascoltatore indietro nel tempo, all'epoca in cui installare una 3dfx Voodoo o una delle prime GeForce significava vivere un'esperienza di gioco radicalmente diversa rispetto al giorno prima. Quegli anni — tra la fine dei Novanta e i primi Duemila — erano caratterizzati da salti prestazionali netti, percepibili immediatamente, capaci di ridefinire le aspettative degli utenti a ogni ciclo di aggiornamento. Un contesto lontanissimo da quello attuale, in cui i miglioramenti si misurano spesso in percentuali a una cifra e faticano a tradursi in un'esperienza d'uso tangibilmente superiore.
L'episodio non si limita alla nostalgia, ma cerca di spiegare perché il mercato hardware si trovi in questa fase. Ferrario individua alcune cause strutturali: innanzitutto i vincoli fisici legati alla miniaturizzazione dei transistor, che rendono sempre più difficile e costoso guadagnare efficienza riducendo i processi produttivi. C'è poi la fine della Legge di Moore nella sua accezione classica, quel principio che per decenni aveva garantito raddoppi di prestazioni quasi automatici e cadenzati. A questi fattori si aggiunge il peso crescente delle console nello sviluppo videoludico: titoli pensati per hardware fisso e omogeneo tendono a sfruttare meno le potenzialità di una piattaforma PC in continua evoluzione.
Non è un caso, quindi, che l'industria abbia cercato risposte altrove, spostandosi sul piano del software. Tecnologie come il DLSS di NVIDIA e la Frame Generation rappresentano un tentativo di compensare i limiti dell'incremento prestazionale puro con soluzioni algoritmiche e di intelligenza artificiale, capaci di moltiplicare i fotogrammi o migliorare la qualità dell'immagine senza necessariamente aumentare la potenza bruta del silicio.
La parte conclusiva della puntata guarda oltre l'attuale stagnazione. Ferry prende in esame le tecnologie che potrebbero ridare slancio al settore: gli acceleratori neurali integrati nei chip, lo sviluppo dell'intelligenza artificiale applicata al computing consumer e nuovi paradigmi di elaborazione ancora in fase di definizione, mentre il format riapre la domanda sul fascino dei PC con il ritorno di Tech IT Easy. L'idea di fondo è che la prossima grande rivoluzione dell'hardware potrebbe non assomigliare alle precedenti — non sarà probabilmente un salto di clock o di VRAM, ma qualcosa di più profondo, legato al modo in cui le macchine elaborano le informazioni.
Tech IT Easy è disponibile ogni martedì alle 13:00 su Spotify, con episodi dedicati alla tecnologia, all'intelligenza artificiale e alle trasformazioni del digitale, con una nuova puntata che affronta la domanda più concreta sull’IA e sul lavoro in il ritorno di Tech IT Easy.