Chi guiderà Apple nel prossimo decennio, e soprattutto in quale direzione? Sono domande che fino a poco tempo fa sembravano premature, ma che oggi circolano con insistenza crescente nei corridoi della Silicon Valley e tra gli analisti di settore. Sullo sfondo, una realtà difficile da ignorare: i mercati su cui Cupertino ha costruito la propria fortuna — smartphone, computer portatili, smartwatch — hanno raggiunto la maturità, e la stagione delle grandi rivoluzioni di prodotto appare lontana.
È questo il terreno su cui si muove l'ultimo episodio di Tech IT Easy, il podcast di Andrea Ferrario disponibile su Spotify ogni martedì alle 13:00. La puntata affronta con taglio analitico il tema della successione ai vertici di Apple e le sfide strutturali che il prossimo leader si troverà ad affrontare, in un contesto tecnologico profondamente mutato rispetto agli anni d'oro dell'era Jobs e a quelli della solidissima gestione Cook.
Al centro della narrazione c'è John Ternus, il nome più accreditato come erede di Tim Cook. Ferrario ne ricostruisce la traiettoria professionale: iniziata nei reparti di ingegneria hardware, si è progressivamente estesa fino alla responsabilità dei team che sviluppano i prodotti più strategici di Apple, da Mac e iPhone fino a iPad e Vision Pro. Un percorso tecnico, concreto, lontano dal carisma visionario di Jobs ma anche dalla fredda efficienza operativa che ha caratterizzato il lungo mandato di Cook.
Uno dei passaggi più interessanti dell'episodio riguarda il confronto tra le diverse stagioni della storia Apple. Con Jobs, la priorità assoluta era inventare categorie di prodotto che ancora non esistevano: l'iPhone, l'iPad, l'App Store. Cook ha invece trasformato l'azienda in una macchina industriale e finanziaria di rara precisione, capace di generare margini straordinari e una base di utenti fidelizzata su scala globale. Il prossimo capitolo, però, dovrà rispondere a una sfida diversa da entrambe: come crescere — o anche solo restare rilevanti — quando i mercati di riferimento non offrono più la stessa spinta propulsiva di un tempo?
L'episodio esplora le leve su cui Apple sta già lavorando per mantenere la propria centralità. I servizi digitali — abbonamenti, piattaforme, contenuti — rappresentano una fonte di ricavi in espansione e sempre meno dipendente dal ciclo di aggiornamento dell'hardware. L'ecosistema chiuso, con la sua capacità di trattenere gli utenti e rendere costoso il passaggio alla concorrenza, resta un vantaggio competitivo formidabile. Cresce anche il peso strategico dei prodotti d'ingresso, pensati per allargare la base di utenti nei mercati emergenti.
C'è però un fronte su cui Cupertino appare in difficoltà: quello dell'intelligenza artificiale. Ferrario dedica ampio spazio alle lacune che Apple sta mostrando in questo campo, dove rivali come Google e Microsoft si sono mossi con maggiore velocità e visibilità. Come colmare questo ritardo sarà probabilmente uno dei compiti più urgenti per chiunque siederà alla guida dell'azienda dopo Cook.
Hardware, servizi, intelligenza artificiale, ecosistema: il quadro che emerge dall'episodio è quello di un'azienda al bivio, ricchissima di risorse ma chiamata a ridefinire la propria proposta di valore per i prossimi anni. Tech IT Easy prova a offrire una bussola per orientarsi in questo scenario, con un'analisi che va oltre la cronaca e tenta di capire dove potrebbe andare una delle corporation più influenti del pianeta.
Il podcast di Andrea Ferrario è disponibile su Spotify con nuovi episodi ogni martedì.